Parcheggi e trasporti: la profezia dei Maya ha colpito Gandolfi (ma prima ancora i cittadini)

Rivolta dei cittadini contro l’estensione dei parcheggi a pagamento a sud della città, fino quasi a Buco del Signore, in una zona che secondo il piano della mobilità non è soggetta a pressione da parcheggio. Biglietterie automatiche e cartelli imbrattati. Intanto a rischio licenziamento gli autisti SOGEA, e non si capisce come Gandolfi voglia offrire servizi ai cittadini per la mobilità collettiva: chi li guida gli autobus?

Errori di presunzione sull’estensione delle strisce blu, in una parte di periferia non soggetta a pressione da parcheggio; la timidezza di fronte ai compagni di Partito nella vicenda della società dei trasporti SETA e la colpevole sottovalutazione del problema del subappalto, che porterà alla revoca dei contratti di lavoro a 30 autisti, e forse più; infine il riconteggio delle schede e i piedi che tornano per terra. L’assessore Gandolfi colpito dalla profezia dei Maya (ma prima ancora i cittadini).

In attesa che venga discussa la mozione di Reggio 5 Stelle sulle strisce blu, per sostituire il pagamento della sosta nelle nuove aree a sud della città con il disco orario, non possiamo che rilevare gli effetti di una certa presunzione che l’Assessore Gandolfi ha dimostrato in quest’ultimo periodo, forse distratto dal sole delle mete romane. Pur condividendo con l’Assessore una politica della mobilità che sfavorisce l’uso dell’auto privata, e riconoscendo a lui e al suo staff il coraggio del confronto con i cittadini, quando chiamati a farlo, abbiamo dimostrato con un’interpellanza che il processo di estensione aveva dei buchi, il tutto confermato da Gandolfi stesso. Infatti numerose assemblee pubbliche necessarie per illustrare e condividere il progetto non sono state convocate, a causa della distrazione delle circoscrizioni Città Storica, soprattutto, e Nord Est, in misura minore.

Ma sono gli stessi documenti del Piano di riordino della sosta a dimostrare  una certa fretta ed insensibilità per l’attuale congiuntura economica,  laddove si individuano nelle zone attualmente interessate dall’estensione,  quelle di fascia “C” a sud della città, aree “a media pressione” nella  ricerca di un parcheggio. Non a caso la revisione del Piano del

2010 ha  esteso le aree previste nel 2008, quindi se volessimo attenerci al Piano  Urbano della Mobilità e a quanto deciso nel 2008 non ci sarebbe bisogno di  queste famigerate strisce blu. Non stupisce a tal proposito la reazione  indignata dei cittadini, che davvero in alcune zone non si spiegano quale  sia l’utilità del pagamento. I vandalismi contro i parcometri sono da  condannare, ma è da condannare anche l’insensibilità istituzionale di  Gandolfi che davvero non si rende conto di quanto profonda sia la crisi che  sta vivendo la città.   L’Impianto politico vacilla su un altro presupposto della mobilità  sostenibile, e cioè il trasporto pubblico. Gandolfi sa benissimo, anche se  evita accuratamente di dirlo, che ogni confronto tra Reggio e Parma, o tra  Reggio e Modena, vede la nostra amata città perdere regolarmente con le  Ducali sull’efficienza del trasporto pubblico. Un particolare non  secondario: se vuoi tenere le macchine fuori dal centro ci sono tante  politiche utili e a basso costo per farlo, la bicicletta in primis, ma  senza bus, filobus, minibù non si fornisce un’adeguata alternativa.   A ciò si aggiunge il probebile licenziamento degli autisti SOGEA, ed una  domanda: chi li guida gli autobus adesso?  Gandolfi dovrebbe dire una  parola chiara e senza giri di parole sul caso SOGEA. Quando in Consiglio  comunale si levavano alte le voci per far cadere quel subappalto, di fronte  alle numerose irregolarità riscontrate, Gandolfi ha nicchiato per mesi,  quasi per anni. Una delle scuse che il suo Partito cercava di continuo era:  ”Ma se poi gli autisti vengono licenziati?”. Bene Gandolfi, adesso quegli  autisti rischiano comunque perché in esubero, in quanto SOGEA non ha  accettato l’offerta di SETA e quindi non svolgerà più TPL in Provincia di  Reggio. E soprattutto, Gandolfi, non è il caso di dire chiaramente che un  kilometro di trasporto pubblico fatto da SETA , cioè la società di cui il  Comune di Reggio è socio, costa al contribuente esattamente la stessa cifra  che costa un km svolto dai subappaltatori?   A star dietro alle sirene del Partito non ci si guadagna nulla Gandolfi,  come dimostrano bene le vostre ridicole primarie, dove gira e rigira ci son  sempre le stesse cariatidi a cercare un posto a  Roma. Per Gandolfi invece,  solo la profezia dei Maya.

 

 

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