Nuovo incendio di auto a Codemondo, è la stessa persona!

Colpito di nuovo lo stesso imprenditore calabrese di un anno fa: oggi è il turno dell’auto, allora il camioncino. L’incendio del marzo 2010 fu segnalato da Reggio 5 Stelle, che presentò interpellanza per chiedere la costituzione come parte civile del Comune. Ci fu la promessa di Corradini di “verificare la fattibilità tecnica”. Ancora nulla sul fronte delle indagini.

Colpito di nuovo lo stesso imprenditore calabrese di un anno fa: oggi è il turno dell’auto, allora il camioncino. L’incendio del marzo 2010 fu segnalato da Reggio 5 Stelle, che presentò interpellanza per chiedere la costituzione come parte civile del Comune. Ci fu la promessa di Corradini di “verificare la fattibilità tecnica”. Ancora nulla sul fronte delle indagini.

Il nuovo attentato contro l’imprenditore residente a Codemondo ci ricorda che fu Reggio 5 Stelle a segnalare alla stampa l’accaduto in seguito alla drammatica scoperta di un nostro attivista. Su quell’episodio fu presentata un’interpellanza in Consiglio.

In quei giorni prendevano fuoco auto ovunque in città. Ancora non si è fatta luce sull’accaduto, nonostante l’ex Questore Perucatti ci abbia lasciato con parole fiduciose. A fine giugno 2010, l’ex questore va in pensione e ci lascia con queste ultime considerazioni:

Gli incendi ripetuti di auto a danni di imprenditori edili calabresi non sono collegati tra loro“. “Siamo già sulle tracce dei colpevoli, si tratta di pesci piccoli

Molti cittadini si sentivano e si sentono presi in giro nel contrasto alle mafie. Il nuovo episodio contro la stessa persona dimostra che le preoccupazioni e l’allarme sociale erano giustificati allora come oggi.

Subito dopo il primo attentato presentammo un’interpellanza per chiedere che il Comune si costituisse parte civile nei processi contro gli attentatori. L’Assessore Corradini rispose che avrebbe verificato la “fattibilità tecnica” di questo intervento dell’Amministrazione.

Riteniamo che, allorché le indagini porteranno a qualcosa, bisognerà rispondere con fermezza per la tremenda paura e solitudine in cui i cittadini di Codemondo, di via Caliceti e di altre zone della città sono stati lasciati.

Dal Carlino di Reggio del 16 maggio 2010

Dal Giornale di Reggio del 30 giugno 2010


Comments:6

  1. Molta gente a Reggio è convinta che la mafia non ci sia per il semplice motivo che non si paga il pizzo. E’ vero che il tessuto sociale è sano, come dicono in molti, ma è altrettanto vero che va preparato a riconoscere il problema. La ‘ndrangheta questo lo sa bene e si insidia proprio grazie all’ignoranza.
    Chi ha il dovere di preparare il tessuto sociale reggiano a reagire in modo compatto?

  2. Nella Reggio della Resistenza si è giunti a resistere negando, come se bastasse negare un evento per impedirgli di esistere.
    I proclami per tranquillizzare la gente rilasciati negli ultimi anni da chi amministra questa città sono ridicoli e sopratutto pericolosi, non se ne capisce motivo se non per chi sa di celare un business, magari quello delle cooperative reggiane che altrove subappaltano a mafiosi di ogni specie.

    La Resistenza a Reggio fa acqua da tutte le parti, si è ridotta ad uno slogan consumistico per le campagne elettorali dei soliti ipocriti.
    Cosa vi aspettate? Che il mafioso balli la tarantella in piazza del Monte? Il mafioso è quello sponsorizzato nelle pagine della cronaca mondana delle nostre città, con le fotografie stampate nella pagina accanto a quelle che parlano della Benemerita, senza che nessuno fiati
    Ridicoli tutti coloro che dicono di no alla mafia senza mai preoccuparsi di controllare una cippa di documentazione su come vengono affidati gli appalti pubblici.

  3. Aggiudicata la Cispadana da Reggiolo a Ferrara. “Porterà” anche un ponte Mezzani-Brescello
    Con la firma della convenzione tra Regione Emilia-Romagna e concessionario, la società Autostrada regionale cispadana (Arc), si è conclusa la procedura di gara per realizzare l’autostrada regionale di 67 chilometri che collegherà il casello di Reggiolo-Rolo dell’A22 alla barriera di Ferrara Sud sulla A13.
    L’Arc è un’associazione temporanea di impresa (Ati) controllata al 51% da Autobrennero; Coopsette e Pizzarotti spa hanno il 19,3% ciscuna; Cordioli spa di Verona ha lo 0,5%; Edilizia Wipptel spa di Bolzano lo 0,7%; Oberosler cav. Pietro spa di Bolzano il 2,3%, l’Impresa di costruzioni geom. Collini spa (Trento) il 3%; Mazzi impresa di Verona lo 0,5; il Consorzio stabile Co.Seam srl di Modena il 3,3%; il Consorzio ravennate lo 0,1%.
    L’Ati si è aggiudicata la concessione per realizzare e gestire l’opera, che ha un costo complessivo di circa 1.158,72 milioni di euro, da sostenere in project financing, con un contributo della Regione di 179,7 milioni (350 il limite massimo indicato nel 2006 dal programma per le autostrade regionali licenziato dall’assemblea legislativa).

    NUOVO PONTE SULL’ENZA. Nel progetto sono previsti diversi interventi per il collegamento alla viabilità ordinaria (per circa 80-100 milioni). In particolare, saranno realizzati una nuova strada fra Bondeno e Cento e alcuni tratti di Cispadana (ma non con caratteristiche autostradali) nel Reggiano e nel Parmense, con un nuovo ponte sull’Enza fra Mezzani e Brescello. Questi consentiranno di completare l’itinerario fino alla tangenziale di Parma, realizzando quindi un “corridoio” fra il Tirreno (via Autocisa) e l’Adriatico (via superstrada Ferrara mare).

    VIA ALL’ITER. Ora devono essere avviati tutti i passaggi propedeutici alla realizzazione. Partirà la Conferenza dei servizi sul progetto preliminare, che dovrà raccogliere modifiche e suggerimenti proposti dagli enti interessati.
    Nel frattempo il ministero dell’Ambiente avvierà la valutazione di impatto ambientale (Via) sul progetto definitivo, mentre dopo la redazione di questo sarà redatto quello esecutivo. Nel contempo, saranno avviate le procedure di esproprio. La concessione ha durata di 49 anni, comprensivi dei tempi di costruzione. I tempi di realizzazione (dalla partenza dei lavori prevista per il 2012) sono di 44 mesi. L’apertura al traffico è stimata per il 2016.

    La nuova arteria attraverserà le province di Reggio Emilia, Modena e Ferrara, interessando 13 comuni. Avrà una doppia corsia di marcia, più quella di emergenza, quattro caselli (S.Possidonio-Concordia-Mirandola, S.Felice sul Panaro-Finale Emilia, Cento e Poggio Renatico; tutti con parcheggio di intescambio con i mezzi pubblici) e due aree di servizio. È prevista l’installazione di asfalto drenante e fonoassorbente e di 41 chilometri di barriere antirumore, integrate con pannelli fotovoltaici. Prevista anche la piantumazione di siepi, filari e alberi.
    Il concessionario conta di rientrare dell’investimento in 15-20 anni. Circa 300 milioni arriveranno dai soci, il resto da indebitamento. Le tariffe di pedaggio per veicoli leggeri saranno di 0,07694 euro/km, per i veicoli pesanti (media ponderata) di 0,13479 euro/km (più Iva). È stimato un traffico di 34mila veicoli al giorno.

    PERI: «SCELTA IN BASE ALLA QUALITÀ DELL’OPERA». «Sono arrivate anche proposte a contributo “zero” per la Regione – ha spiegato l’assessore regionale ai trasporti Alfredo Peri – ma nella scelta si è guardato alla qualità dell’opera, non solo alla convenienza economica».
    Quanto alle conflittualità che la realizzazione dell’autostrada creerà sui territori, Peri ha voluto ricordare che «siamo partiti dalle programmazioni territoriali di Comuni e Province interessate. Quindi non partiamo da zero, ma con una dotazione di conoscenza dei problemi e di proposte di soluzioni». Certo, ha ammesso, «fare opere in democrazia è più difficile che farle in sua assenza, ma la discussione è ancora aperta, e il progetto è teso a migliorare. Ciò che però non accettiamo è chi ci pone una alternativa secca di tracciato, che ci porterebbe a rifare la gara dall’inizio».

  4. Cemento di Cosa Nostra? Strutture a rischio in tutta Italia. ITALCEMENTI SOTTO INCHIESTA

    Di fronte a queste notizie, confessiamo lo sconcerto e il timore per le diverse ricadute di questa articolata vicenda. Abbiamo tentato in ogni modo di far riflettere gli amministratori locali sulla devastazione che un’opera come la Valdastico sud avrebbe comportato e per rafforzare questa denuncia siamo giunti all’occupazione proprio di quel cantiere oggi sotto sequestro. Scopriamo inoltre che una società controllata da Italcementi è accusata di pesanti commistioni con la mafia e di aver fornito materiale così scadente da mettere in discussione l’incolumità pubblica. Per noi, che quotidianamente dobbiamo confrontarci con l’impatto e le emissioni di uno stabilimento dello stesso gruppo, questa è una pessima notizia. E’ utile che fino al chiarimento dei fatti, anche la nostra amministrazione sospenda ogni tipo di collaborazione con Italcementi ed intensifichi l’opera di verifica e controllo sui materiali usati e le emissioni prodotte.

    Francesco Miazzi – Consigliere comunale Monselice

    Altri articoli su http://www.cittafutura.net

    RASSEGNA STAMPA

    Dal Mattino di Padova, 28 novembre 08

    Fondi neri, sequestrati due lotti della A31
    Nuovo filone di indagine sulla Calcestruzzi Nel mirino anche le forniture per il Passante

    I pm di Caltanissetta: meno cemento del previsto per pagare il pizzo a Cosa nostra

    PADOVA. L’ipotesi dell’accusa è che per realizzare due lotti dell’autostrada A31, la Valdastico Sud, sia stato utilizzato calcestruzzo di scarsa qualità. Ovvero con un contenuto di cemento inferiore a quello previsto dai contratti d’appalto. Un espediente che, se accertato, avrebbe consentito alla società fornitrice di creare dei fondi neri che sarebbero stati utilizzati, secondo gli inquirenti, per pagare il pizzo a Cosa nostra o per garantire guadagni «extra» ai soci. L’indagine su Calcestruzzi, società del gruppo Italcementi, sbarca anche in Veneto: ieri, su disposizione della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta, carabinieri e Gico della Guardia di finanza hanno posto sotto sequestro due lotti (i numeri 9 e 14) della Valdastico Sud.
    «È a rischio l’incolumità pubblica – ha sottolineato il pubblico ministero Sergio Lari, che ha firmato l’ordine di sequestro -. Proprio recentemente abbiamo evitato il peggio sequestrando la nuova ala in costruzione dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta». Il sequestro è scattato dopo che controlli documentali sulle quantità di cemento utilizzate per i manufatti, tra cui i piloni dei viadotti, hanno evidenziato «scostamenti tra i dosaggi contrattuali e impiegati».
    Il sequestro ha natura formale, sottolineano da Autostrada Brescia-Padova (società che ha in carico la realizzazione dell’infrastruttura): i lavori potranno, dunque, proseguire. Serenissima ha appaltato la realizzazione dei lotti sequestrati a due diverse associazioni temporanee di imprese: il lotto nove al raggruppamento che fa capo ad Alissa Costruzioni e che vede presenti anche le società Ricciardello, Thiene, Precompressi Valsugana e Garofolin; il lotto 14 ad Adige Bitumi e Carron. «Serenissima è, eventualmente, parte lesa – dicono dalla concessionaria -. Per questo si riserva eventuali azioni legali».
    Proprio sul lotto 14, la società aveva compiuto dei controlli (attraverso carotaggi) che avevano portato alla luce uno scostamento dei dati rilevati rispetto a quelli previsti dai capitolati d’appalto. Da una seguente verifica, però, tutto era risultato in ordine. Le indagini che hanno portato al sequestro, infatti, si basano sui documenti richiesti ai subfornitori dagli inquirenti.
    Calcestruzzi, indagata per mafia e con tutte le sedi sotto sequestro da Palermo a Catania e Bergamo, esprime «serenità in ordine agli accertamenti in corso e alla correttezza della documentazione». Dalle verifiche degli inquirenti siciliani, inoltre, sono emerse irregolarità anche alla Tav Milano-Bologna, alla Tav Roma-Napoli (terzo e quarto lotto), al metrobus di Brescia, alla metropolitana di Genova e al Passante di Mestre. «Da nostri carotaggi – sottolinea il commissario Silvano Vernizzi a proposito di quest’ultima opera – non sono emerse difformità». La fornitura Italcementi riguarda il 10-15% del calcestruzzo utilizzato per il Passante sul quale non c’è alcun sequestro in atto.
    Il sindaco di Vicenza, Achille Variati, ha espresso solidarietà al presidente della provincia berica e della società autostradale Attilio Schneck: «Serenissima si trova ora bloccata su due fronti: da una parte dall’Unione Europea per procedure di infrazione e dall’altra per sospette infiltrazioni mafiose nei cantieri».
    (Matteo Marian)

    Nuove incognite sul completamento della Valdastico Sud Nuove incognite sul completamento della Valdastico Sud
    I due tratti sui quali si indaga attraversano la Bassa Padovana e tre comuni del Rodigino

    PADOVA. Il lotto 9 è quello che nei lavori della Valdastico Sud interessa maggiormente la provincia di Padova, in particolar modo la Bassa Padovana. L’area di lavoro va dal chilometro 30 al chilometro 36,8, toccando principalmente il territorio comunale di Saletto. I lavori sono iniziati nel 2006: ovviamente sono tuttora in corso gli interventi per la realizzazione del corpo autostradale, delle strade di servizio e degli attraversamenti. Il lotto 9, che interessa inoltre i comuni di Ospedaletto Euganeo e di Santa Margherita d’Adige, comprenderà anche il viadotto di Saletto e la viabilità di collegamento con la nuova strada regionale 10. Il lotto successivo prevede invece il tratto tra lo scavalcamento della strada provinciale 18 e il sovrappasso della strada provinciale 32, nei territori comunali di Megliadino San Fidenzio e Megliadino San Vitale.
    Il lotto 14, invece, lambisce solo il territorio padovano: è infatti uno dei più prossimi al ponte sull’Adige che è in via di realizzazione a Piacenza d’Adige ed è l’ultimo lotto in direzione di Badia Polesine, in piena terra rodigina dunque. Va dal chilometro 50 al 54 ed anch’esso è stato aperto nel 2006. Il mese scorso i sindaci della Bassa Padovana, la commissione provinciale che segue l’iter per la realizzazione dell’A31 e l’assessore provinciale alla Viabilità, Domenico Riolfatto, sono stati protagonisti di un sopralluogo insieme ai tecnici di Autostrada Brescia-Padova. Stando alle tabelle d’intervento della società, il lotto 9 è fermo all’incirca al 10-15% della totale realizzazione.
    Analogo discorso vale per i lotti 10 e 11, mentre quelli 8 (che parte da Agugliaro, nel vicentino) e 12 (il ponte sull’Adige) sono già a metà dell’opera. Un dato che tuttavia non deve ingannare: quello di Saletto è uno dei cantieri cominciati più tardi rispetto ad altri, ma è allo stesso tempo uno dei più «facili» e tecnicamente dovrebbe prendere facilmente il passo dei lotti più avanzati. Se si potessero escludere intoppi, il tratto padovano della Valdastico Sud sarebbe percorribile entro il 2012. Il tratto che va da Canda (dove c’è l’interconnessione con la Ss 434 Transpolesana) a Noventa Vicentina è completabile dunque in tre anni. I lavori per l’A31 hanno avuto negli ultimi anni dei forti oppositori. Oltre alle anime politiche da sempre contrarie (soprattutto i Verdi), sono nati anche alcuni comitati, in particolare quello intercomunale coordinato da Tina Rinaldo. Fu questo gruppo, nel luglio del 2006, a chiedere e ottenere momentaneamente lo stop ai cantieri del lotto 9 per il mancato rispetto delle norme di sicurezza. Qualche giorno prima, aveva preso vita uno dei più corposi sit-in contro la Valdastico Sud, che aveva visto l’intervento anche di assessori e amministratori dell’estense e del monselicense.
    (Nicola Cesaro)

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