Nuova interdittiva antimafia per la Bacchi spa

Nuova interdittiva antimafia per la Bacchi spa. Dopo la sentenza del TAR che annullava il provvedimento di sospensione del cantiere di Novellara, il Prefetto ha riproposto il provvedimento. Nella sentenza del TAR emergevano particolari inquietanti. Un gesto di coerenza e fermezza della Prefettura, anche di fronte alle inquietanti risultanze della sentenza del TAR che bocciava la precedente interdittiva. Non solo ‘ndrangheta nell’orbita degli appalti reggiani, ma anche Cosa Nostra. Agghiacciante la presenza nel cantiere di un soggetto detenuto per il delitto di usura e ritenuto organico a famiglia di ‘ndrangheta operativa in Cutro. Ma gli Amministratori continuano a guardare solo al cantiere: e la mafia?

La nuova interdittiva per la ditta Bacchi emessa dalla Prefettura risponde ad una coerenza istituzionale a cui ispirarsi nella difficile battaglia contro le mafie. La fermezza del prefetto nel ribadire le proprie funzioni, che prevedono anche la discrezionalità nell’ interdire temporaneamente una ditta dagli appalti pubblici, è ossigeno per la lotta alle mafie a Reggio. Questo, infatti, non è stato negato dalla sentenza del TAR, che anzi ha richiamato la giurisprudenza affermando che, nel segnalare l’infiltrazione mafiosa, il Prefetto può esprimere “un giudizio prognostico latamente discrezionale ancorché ragionevole e circostanziato”. Una dicitura difficile per il Comune cittadino che ha però un significato semplice ed efficace: contro i mille mezzi a disposizione della mafia per condizionare a proprio vantaggio interi pezzi dell’economia, la Prefettura può avvalersi di strumenti immediati e rapidi per bloccare i giochino mafiosi.

La novità consiste proprio nelle nuove risultanze delle indagini che rafforzano l’azione della Prefettura, e che sarebbero sufficienti a superare le carenze segnalate dalla sentenza del TAR.

Non si può che tirare un sospiro di sollievo, visto ciò che emergeva proprio da quella sentenza: un allarme sociale da far tremare i polsi.

In un altro importante cantiere della Provincia, quello per la Cispadana, è attiva nei subappalti la ditta C.G.A. Costruzioni S.r.l., ritenuta rientrante a pieno titolo nell’orbita di Cosa nostra.

Non solo ‘ndrangheta, ma anche Cosa Nostra e, non dimentichiamolo, i Casalesi, come da allarme lanciato dalla Guardia di Finanza.

Reggio crocevia di tutte le mafie attive nel nostro Paese, è questo l’allarme sociale. Solo una settimana fa gli arresti a Rubiera per il colossale giro finanziario che voleva cambiare un titolo in oro dal valore potenziale di 39 miliardi di dollari.

Ma è sempre dalla sentenza del TAR che bloccava la prima interdittiva a Bacchi che emerge un particolare agghiacciante. Parliamo della presenza nel cantiere di un soggetto (Floro Vito Giuliano) detenuto per il delitto di usura e ritenuto organico a famiglia di ‘ndrangheta operativa in Cutro.

La presenza è, dice il TAR, legittimata dall’autorizzazione del G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Emilia. Fatto sta che il detenuto, come si legge dalla sentenza, era in carcere per  “condotte estorsive a danno della ricorrente”, che è appunto la Bacchi spa. Cosa ci faceva un detenuto per usura in un cantiere edile, al lavoro presso chi era stato, secondo il Tribunale, la sua vittima?

A fronte di tali emergenze sociali, risulta grottesca l’insistenza degli amministratori reggiani, in primis il sindaco di Novellara Raul Daoli,  quando di fronte ad un’emergenza  hanno come unico pensiero e preoccupazione il procedere del cantiere della tangenziale di Novellara. Questo quando emergono da parte della Prefettura fatti così gravi legati alla mafia. A quella non si pensa ?

3 comments

  1. bravi ragazzi di reggio queste cose vanno denunciate.io sono di viadana e bacchi lavora tranquillamente anche per il nostro comune.abbiamo gia denunciato questo ma niente di nuovo.purtroppo da noi ci sono amicizie in comune da parte di bacchi e questo gli permette di fare affari.l’appalto della tangenziale che ha vinto bacchi che poi ha subappaltato a due ditte di n’andrangheta e la classica espressione che anche da noi se si vuole lavorare si deve pagare il pizzo.poi stamattina ho visto su rainews un bel report sulle infiltrazioni mafiose a reggioemilia,secondo me dovreste proiettarlo alla popolazione per svegliarla e per far capire il problema.ciao e continuo a seguirvi!!

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *