Il porta a porta si estende nelle frazioni di Reggio. L’obiettivo: più riciclo meno pago.

Io riciclo

 

Gli ottimi risultati ottenuti dopo l’estensione della raccolta domiciliare dei rifiuti nelle ex circoscrizioni 5 e 6 fanno da trampolino di lancio per lo sviluppo di questo metodo “virtuoso”  nel resto della città.

Le principali frazioni coinvolte sono: Rivalta (esclusa la parte urbana centrale), Coviolo, San Rigo, Codemondo, San Bartolomeo, Ghiardello, Cella, Cadè, Gaida, Sesso (esclusa la parte urbana centrale), Cavazzoli e Roncocesi Queste aree sono state interessate da una capillare campagna informativa. I contenitori verranno distribuiti a partire dal 1° ottobre e dal 9 novembre inizierà il nuovo servizio. Per due settimane l’attuale raccolta stradale viaggerà in parallelo al nuovo metodo permettendo ai cittadini di abituarsi e reperire gradualmente le nuove metodologie del servizio.

Da consigliere della Circoscrizione Ovest ho avuto modo di fare delle osservazione ai tecnici Enia sul futuro della città riguardo la gestione dei rifiuti. Ho illustrato, dati alla mano, la virtuosità di molte altre città italiane e non (California, Nuova Zelanda, Novara, Capannori, consorzio Priula, la provincia di Salerno). La raccolta domiciliare ha portato Reggio al primo posto in Italia con il 51,5% dei rifiuti inviati al riciclo, nelle zone dove il porta a porta è già attivo si arriva al 65%, obiettivo da raggiungere per legge nel 2012.

Enia ed il comune con l’introduzione di questo nuovo metodo hanno coinvolto i cittadini in prima persona. Siamo diventati l’anello forte della catena. Ho chiesto a Luca Paglia di Enia e Laura Montanari del comune se questi sforzi saranno ripagati con l’introduzione della tariffa puntuale  (chi inquina paga, chi differenzia viene premiato). Entrambi si sono detti favorevoli a perseguire questo obiettivo, anzi, “non è affatto escluso che venga introdotta la tariffa puntuale dopo che la raccolta porta a porta sarà estesa all’intera città” ha detto Luca Paglia di Enia.

Riduzione alla fonte, recupero, riciclo, discarica ed incenerimento. Questa la scaletta dettata dall’unione Europea per una corretta gestione del “materiale post consumo”. L’incenerimento e le discariche sono alle ultime posizioni. Oggi in Italia la scaletta è stata invertita. Affaristi senza scrupoli, politici al loro servizio,  imprenditori con le pezze al culo non aspettano altro che i nostri soldi. Costruire inceneritori da 200MILIONI di euro, costruire discariche nelle nostre campangne, i loro obiettivi primari. L’avanzamento di queste pratiche sostenibili sono un grave danno per le tasche di lor signori. I grillini a 5 stelle portano avanti queste pratiche ai loro banchetti, organizzando  convegni e dibattiti, nelle istituzioni, promuovendo una sobria gestione dei rifiuti per l’intera provincia reggiana. Questo, invece, il nostro obiettivo primario.

Vito Cerullo

Consigliere Circoscrizione Ovest

Comments:7

  1. Quando la raccolta porta a porta per l’intera città? Io sono nella sud vicina al centro….
    ci vorranno anni? spero di no!

  2. Entro il 2012 il porta a porta dovrebbe essere esteso in tutta la città. Man mano vengono ricoperte nuove zone con la raccolta domiciliare, i vecchi cassonetti stradali vengono spostati per ricoprire le zone più popolate. In tal modo il cittadino è ancor più incentivato al riciclo.
    Vito Cerullo

  3. Sarebbe bello e logico poter avere il porta a porta su tutte le frazioni su tutta l’Italia indistintamente, peccato che attualmente si stanno siglando accordi completamente diversi. Per “andare in contro” ai comuni poco virtuosi che ancora non fanno la raccolta differenziata ed in Italia ce ne sono molti, troppi, certamente la maggioranza, con la “scusa formale” dell’inalzamento della tolleranza massima delle impurità da parte del Conai, i comuni virtuosi, ovvero quelli che superano il 50% di differenziato totale, si vedranno vanificare gli sforzi finora fatti, per via di un riaccorpamento della frazione plastica (imballaggi in plastica) con altre frazioni, ovvero nello specifico le lattine e la banda stagnata. Invece di andare avanti torniamo indietro. E come lo spieghiamo ai cittadini che finora hanno suddiviso per bene, che torniamo a saccone misto? Quanti sono gli impianti che poi potranno affrontare la suddivisione dele varie frazioni raccolta in un unico sacco. E quanto quindi, per presenza di impurità/frazioni estranee, dovuto principalmente al fatto che se da una raccolta differenziata, torni indietro al mistone, la gente si scoccia e non ci crede più e quindi alla fine mischia veramente tutto in un unico sacco perchè tanto poi va a finire tutto insieme…. insomma, quanto in percentuale sarà divisibile secondariamente e presso quali e quanti impianti che non mi risulta siano attualmente esistente in Italia. Sicuramente al sud meno che al nord e questo sicuramente vorrà anche dire un andi/rivieni di sacchi da aprire e suddividere, magari provenienti dal sud che vengono trasportati (magari anche su gomma) verso impianti del nord per essere suddivisi e secondariamente smaltiti…. quanti quali dove??? Nessuno mi potrà convincere che questo inalzamento della purezza delle frazioni merceologiche (innalzamento percentuale di purezza), in realtà non sia la solita scusa per aumentare la quantità di rifiuto indifferenziato o tal quale da mandare agli inceneritori, considerata la loro proverbiale “insaziabilità”. Già quelli attualmente presenti, con la raccolta differenziata rischiavano di andare in pensione o di rimanere a bocca troppo asciutta, figuriamoci quelli che si prevedono di costruire. Una volta costruito l’inceneritore va mantenuto e sappiamo che questo mantenimento ha anche un costo in termini ambientali di inquinamento (polveri sottili cancerogene) ed in termini di fornitura di “cibo” per farlo funzionare. Maggiore è il rifiuto prodotto, meglio si sazierà l’inceneritore. Maggiore la differenziazione=meno materiale da bruciare ed all’inceneritore gorgoglia lo stomaco. Del resto questi impianti per funzionare al meglio necessitano di grandi quantità di rifiuto, diversamente sappiamo che il potere calorifero andrebbe decrescendo, aumentando in proporzione i costi di gestione.
    Tutto ciò detto evidenzia come in realtà non c’è nessun interesse reale attuale per la raccolta differenziata, anzi stiamo andando esattamente dall’altra parte, riaccorpando le frazioni in precedenza differenziate, per dare da mangiare a nuovi inceneritori. Il delirio!!!

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