Multinazionali a “caccia” di metano in zone a rischio susbidenza nella bassa reggiana e modenese!


Correggio e Carpi sono fortemente interessate a fenomeni di subsidenza ma, nonostante questo, ci sono società che stanno facendo domanda anche in questi territori per cercare idrocarburi nel sottosuolo.” Lo denuncia il Movimento 5 Stelle dell’Emilia Romagna che ha presentato una interrogazione a risposta scritta alla Giunta dell’Emilia-Romagna con il Consigliere regionale Giovanni Favia. “Ci auguriamo che, prima di concedere tali autorizzazioni, siano fatti gli opportuni accertamenti. Non vorremmo dovercene pentire dopo.”
Il lavoro di verifica per contrastare lo sfruttamento indiscriminato del territorio emiliano romagnolo però è a tutto campo.
“Nel caso fossero trovati nel sottosuolo giacimenti d’idrocarburi, le trivellazioni e l’estrazione degli stessi possono aggravare fenomeni di subsidenza ben presenti nella nostra Regione”. Nell’interrogazione viene citata direttamente l’ARPA ed un suo precedente comunicato
“Da studi fatti in un periodo compreso tra il 1999 e il 2005 lungo la via Emilia, nel tratto tra Reggio Emilia e Rimini, gli abbassamenti più consistenti si trovano nella zona di Bologna (1,5 cm l´anno) con un picco a Lavino di Mezzo (dal 1993 al 2005 il suolo si è abbassato di un metro). Nel tratto tra Reggio Emilia e Ravenna (attraversando le aree di media pianura) i comuni più coinvolti sono: Correggio (RE), con 1,5 cm l´anno, Carpi (MO), con 1 cm l´anno e Argelato (BO), con 2,4 cm l´anno. Nella zona di Castelmaggiore (BO), l´abbassamento annuo è di 2,5 cm. Nel litorale emiliano-romagnolo la media è di 1 cm l´anno. Esaminando gli anni compresi tra il 2002 e il 2006 la subsidenza risulta quasi assente nelle zone di Parma e Piacenza, a Reggio Emilia e Modena i valori sono di circa 10 mm l´anno, a Bologna 20 mm, Faenza (RA) e Cotignola (RA) 15-20 mm, Savignano sul Rubicone (FC) 25 mm, Ferrara 5 mm, e sul litorale 1 cm. Coni di sprofondamento nel Bolognese sono presenti a Lavino di Mezzo, Sala Bolognese, Bonconvento, Cariano”.

Il Movimento 5 Stelle è quindi convinto che sia necessario procedere con i piedi di piombo: “Alcuni comuni come quello di Correggio (Reggio Emilia) e Carpi (Modena) maggiormente interessati ai problemi di subsidenza con abbassamenti del terreno rilevati rispettivamente di 1,5 cm e 1 cm l’anno come evidenziato da ARPA” – scrive il Consigliere Regionale – “sono nel mirino di aziende multinazionali come la Po Valley Ltd. È evidente che in seguito ai recenti accadimenti internazionali, vi sia nella popolazione una forte preoccupazione per i rischi derivanti da questo tipo di estrazioni, specialmente se effettuate in zone costiere o interessate da fenomeni di subsidenza. Non vorremmo che alcuni Comuni, attratti dalle royalties concesse in caso venissero trovati giacimenti d’idrocarburi, anteponessero ragioni di bilancio al futuro del nostro territorio. Inoltre” – conclude Favia – “le trivellazioni potrebbero riguardare anche Parchi, zone di pregio naturalistico, zone di produzione di prodotti tipici, zone agricole in generale. Secondo noi è necessario sin da ora porre le basi per un nuovo modello energetico di sviluppo basato sul risparmio di risorse, materie ed energia, efficienza energetica, fonti rinnovabili.”
L’interrogazione del Movimento 5 Stelle chiede alla Giunta “se oltre alla citate quali domande in tal senso risultano presso il Ministero riguardo a territori della Regione Emilia Romagna e se la stessa non intenda associarsi alle altre Regioni nel dichiarare la propria indisponibilità a nuovi pozzi d’estrazione specialmente in zone e Comuni interessati a fenomeni di subsidenza”.

LE DOMANDE IN PROCEDURA DI VERIFICA E DI VIA ED I COMUNI INTERESSATI

Nell’interrogazione vengono citate alcune domande riguardano anche la Regione Emilia Romagna presso la quale sono già state avviate domande in stato di procedura di verifica (screening) relative al permesso di ricerca idrocarburi “Dargagnola”, localizzato nei comuni di localizzato: comuni di Montese (MO) e Lizzano in Belvedere (BO); “Bosco” localizzato nei Comuni di Comuni di Montese (MO) e Castel d’Aiano (BO); “Grattasasso” (per conto di PO VALLEY OPERATIONS LTD) che interessa comuni delle provincie di Reggio Emilia come Campagnola Emilia, Correggio, Fabbrico, Novellara, Rio Saliceto e Carpi nella provincia di Modena , ed infine il progetto “Castelverde” che interessa comuni della Provincia di Piacenza e di confinanti province della Regione Lombardia.

“Presso la Regione Emilia Romagna è in già fase di procedura di VIA-Valutazione Impatto ambientale una richiesta relativa al permesso di ricerca idrocarburi del progetto “Cadelbosco di Sopra” localizzato nel territorio delle province di Reggio Emilia e Parma, presentato dalla società multinazionale australiana Po Valley Operations Pty Limited” spiega Favia. I Comuni interessati dal progetto “Cadelbosco”- Questo progetto di ricerca idrocarburi interessa nella provincia di Reggio Emilia i Comuni di Reggio Emilia, Correggio, Albinea, Bagnolo in Piano, Bibbiano,Cadelbosco di Sopra, Campagnola Emilia, Campegine, Castelnovo di Sotto, Cavriago, Gattatico, Montecchio Emilia, Novellara, Rio Saliceto, Sant’Ilario d’Enza, Scandiano e per la Provincia di Parma i Comuni di Parma, Traversetolo, Montechiarugolo. “La ricerca di idrocarburi può avvenire nel sottosuolo tramite tecniche con esplosione nel sottosuolo di microcariche e successive rilevazioni di onde sonore di ritorno o tramite trivellazioni” spiegano i due consiglieri.
Po Valley e proteste – “La stessa società australiana Po Valley Operations Pty Limited pochi mesi fa, si è vista bloccare per le proteste della popolazione e di diversi Comuni come quello di Merate un progetto di ricerca ed estrazioni idrocarburi in Brianza come testimoniano diversi blog

Giovanni Favia

consigliere regionale
Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it

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