Movimento 5 Stelle al fianco dei Sindaci d'Italia per rivedere il Patto di Stabilità che affossa Comuni e imprese del territorio

Una delegazioni di parlamentari del Movimento 5 Stelle, con in prima fila i cittadini eletti alla Camera e al Senato di Emilia Romagna Maria Mussini, Michela Montevecchi, Elisa Bulgarelli, Adele Gambaro, Maria Edera Spadoni, Vittorio Ferraresi, Michele dell’Orco, Matteo Dall’Osso, Paolo Bernini hanno partecipato alla manifestazione indetta dall’Associazione Nazionale Comuni d’Italia per chiedere la revisione del Patto di Stabilità che strozza i nostri Comuni e le imprese sul territorio.
I parlamentari M5S in particolare hanno manifestato al fianco del sindaco di Parma Federico Pizzarotti  che ha spiegato i danni provocati dal Patto di Stabilità e ricordato come sul fronte “del pagamento dei debiti verso i fornitori, il Comune di Parma nei primi 8 mesi di governo a 5

stelle, grazie allo straordinario sacrificio di tutti i suoi concittadini, sia riuscito a pagare 82 milioni di euro di debiti verso i fornitori, e altrettanti 52 di debiti verso i fornitori del Comune sono già stati programmati nel bilancio 2013 già votato a gennaio, primo comune in Emilia Romagna”. Il Comune di Parma ricordiamo a causa delle scellerate gestioni delle amministrazioni di centrodestra ha ereditato un debito di oltre 800 milioni di euro.

“La revisione del Patto di Stabilità è una questione trasversale che riguarda ogni Comune d’Italia e potrebbe essere affrontato già subito anche da parte del governo ancora in carica, come hanno ricordato diversi sindaci dell’ Anci. Il Movimento 5 Stelle come detto ragiona sulle idee, questo lo chiariamo non significa l’appoggio a futuri governi dei partiti, ma su questo tema noi ci siamo ed ascolteremo la voce dei sindaci” spiegano Michela Montevecchi e Maria Mussini cittadine al Senato della Repubblica.

Comments:2

  1. Se tra i debiti dei fornitori della pubblica amministrazione ci sono anche quelli relativi alla asfaltatura e riparazione delle strade comunali, provinciali e statali… ebbene, io non pagherei una lira.

    Per il semplice motivo che una ditta “normale” deve garantire per legge il proprio lavoro 12 o 24 MESI, in funzione dell’acquirente.
    Tenendo conto che se la ditta per cui lavoro producesse quadri elettrici che dopo 12 ANNI andassero a fuoco sarebbe chiusa da 20 anni, penso che alcuni debiti della pubblica amministrazione, così come alcuni BOT, BTP e CCT detenuti da mafiosi o prestanome di mafiosi, debbano forzatamente essere rinegoziati (eufemismo per dire “non ti pago!”)

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