Mentre i “politici”… il mafioso è diventato imprenditore.

Mentre la Mafia e i loro amici, da nord a sud, si candidano per le comunali nelle liste del PDL e del PDmenoelle (il nuovo che avanza), tutti noi abbiamo il diritto ed il dovere di informarci per non soccombere.

Potrei risultare prolisso e noioso, ma lascio a voi decidere se continuare la lettura per cercare di approfondire o limitarsi a pensare che la mafia è Provenzano, arrestato mentre stava svolgendo un delicatissimo lavoro. Filava la pasta per creare un caciocavallo e una caciotta. Ma davvero pensi che Bernardo detto “Binnu u Tratturi” e quelli come lui, gestiscono i miliardi della mafia?

A Reggio Emilia i politici hanno rassicurato i loro concittadini “elettori” abituando il “tessuto sano” a parlare di mafia in presenza di uno sparo, un arresto, insomma, hanno ridotto il fenomeno mafia a “coppola e lupara”. E se in tempi non sospetti, a Reggio Emilia qualcuno si domandava: “ma la Mafia c’è?”, loro, i politici, rispondevano con una non-risposta, magari con aria “seccata” e dito puntanto contro. Figuriamoci se un politico accetta di parlare di un vero e proprio radicamento della Mafia sul nostro territorio. Potrebbero aggredirti.

Sputtaniamoli!!

In parlamento esistono ricerche, dati, fonti, fatti e misfatti che analizzano il quadro della situazione e la gravità del problema Mafia in Emilia Romagna. Migliaia di pagine redatte dalla DDA, DIA, SOS IMPRESE, Prefetture e Procure.
Ho trovato i dati più interessanti leggendo le Relazioni del 1994 o del 2006, svolte proprio dalla Commissione Parlamentare Antimafia. Anche Maino Marchi è membro di questa commissione.

Da diciasette anni i nostri politici stanno ignorando un problema che dal 1994 era stato ben inquadrato anche dal parlamento. Mentre i politici …. per mantenere inalterato lo “status quo”, parlavano di quanto è sano il tessuto sociale reggiano (e chi lo mette in dubbio?), i soli Casalesi nella nostra emilia dal 2003 al 2004 avevano sul libro paga dozzine di uomini, stipendi pari a 300.000 euro al mese. Del resto, il contabile dei Casalesi, Vincenzo Schiavone, da vero professionista, riportava entrate e uscite sui suoi libri contabili.

Mafia in cravatta.

Miliardi di euro da riciclare. Per ripulire questa valanga di soldi bisognava evolversi. La Mafia lo ha capito da decenni. Infiltrarsi nella finanza e nell’economia legale per immettere quei “soldi sporchi” nel circuito “sano”.

I soldi non hanno odore , nemmeno quando il “tessuto è sano”. E mentre i politici …. il mafioso diventa imprenditore: “il mercato libero e privo di barriere come quello emiliano romagnolo, costituisce il fenomeno che maggiormente attrae la criminalità organizzata più pericolosa ed evoluta protesa al riciclaggio anche a livello internazionale”. E ancora “…rispetto al passato … coinvolgendo i settori della finanza e dell’economia, la criminalità organizzata non desta allarme con i soliti atti violenti, ma si infiltra utilizzando spesso insospettabili (professionisti, commercialisti, avvocati e imprenditori)”. Lo scrive la commissione parlamentare antimafia nelle innumerevoli pagine che giacciono nel parlamento.

La commissione dava addirittura delle indicazioni al legislatore su come operare affinchè venisse arginato questo nuovo pericolo, che non era più circoscritto ai soliti processi mafiosi ai quali tutti siamo abituati. Più controlli sul Falso in bilancio, fallimenti, frodi fiscali di ogni genere. Ma come tutti sapete, questi reati sono stati addirittura depenalizzati.

Una scomoda realtà.

Se vogliamo puntare sul fattore “geografico”, mentre il Cutrese infastidisce i reggiani, i soldi continuano a non avere odore qualunque sia la collocazione geografica dei grandi “affari”.

Oggi, tutti sanno ma nessuno sapeva. Freghiamocene delle solite giravolte della politica. Quel che conta è che a Reggio qualcuno si sta muovendo per impedire alla Mafia di “distruggere l’onesto per farsi impresa”.

Vito Cerullo

Comments:7

  1. IL mafioso sponsorizza persino lo sport, appare nelle pagine pubblicitarie dei giornalini comunali, è benvoluto dai politici locali, offre il caffè per ironia della sorte persino al maresciallo, si candida nel partito che gli lascia spazio, e diventa assessore senza neppure saper scrivere due righe, però sottobraccio al sindaco ci sta tutto il giorno, attaccato sopratutto all’evolversi del piano regolatore, del dove si cementifica e dove si sente odore di un buon affare per amici e parenti. Poi ci sono i delinquentelli da scasso, quelli che invece sono noti per le sgommate, le risse, furterelli e spaccio, ma quella manovalanza è in realtà quella che dovremmo temere di meno, perchè è quella visibile, quella che se solo lo si vuole il giudice la ferma con sentenze più dure, ma sono quelli che speculano per milioni di euro, quelli che mirano a far carriera per ingozzarsi alle spalle del cittadino che sopravvive di una busta paga spremuta dalle tasse e dalle multe pretestuosamente inventate in mancanza di un parcheggio. E’ sempre stato così, il vile traditore della patria si ingrassa e il poveraccio e le teste calde pagano il prezzo più alto in ogni senso. Chi ruba milioni di euro agli italiani di solito ha molteplici stipendi, passa da un cda all’altro in giacca e cravatta, impeccabile, intoccabile, mentre chi decide di non pagare il canone della tv, altra estorsione, o le bollette astruse e gonfiate di Iren, passa per delinquente autentico, viene punito, bollato, sputtanato a vita come antisociale. Lo Stato fa affari con la mafia, lo si scopre ogni giorno di più, e noi paghiamo, paghiamo, paghiamo, e andiamo persino a votare!!! Che popolo di vitelloni!

  2. devo dirlo …per me Nicolino, Arena, Dragone e c. sono delenquentelli rispetto agli “uomini cerniera” che permettono ai mafiosi di investire e proliferare. L’economia sana non ha scampo.

  3. Gli usurai si presentano in tribunale con 30.000 euro in contanti per risarcire le vittime, imprenditori edili. Giuliano Floro Vito insieme ai fratelli Silipo ed altri signori avevano il contante pronto all’uso.
    http://linformazione.e-tv.it/archivio/20110511/07_RE1105.pdf

    Floro Vito è uno dei personaggi segnalati dal prefetto nella vicenda Bacchi e subapplalti in odor di MAFIA http://www.reggio5stelle.it/reggio5stelletest/2011/04/15/bacchi-spa-e-ndrangheta-nei-subappalti/

    “In dieci anni nemmeno una denuncia” Le parole del procuratore capo Grandinetti mi fanno venire in mente quanto ho scritto nell’articolo. Troppi i campanelli di allarme IGNORATI anceh volutamente(?). Il problema è stato più volte segnalato anche da elementi oggettivi, ma completamente IGNORATO.

  4. C’è talmente tanto da raccontare sulla mafia “reggiana” che potrei scrivere un articolo al giorno. Antimafia nel reggiano: riparte il processo EDIL PIOVRA che aveva portato all’arresto di 12 personaggi del malaffare (sempre e solo delinquentelli) compresi i due fratelli del Boss Grande Aracri e di Nicolino Sarcone. Quest’ultimo è stato scarcerato per un “cavillo” dalla cassazione. Si riapre il processo tra le tensioni fra accusa e i difensori. Gli avvacati di Nicolino si appellano ad esempio, sulle guardie della polizia giudiziaria, precedenti testimoni al processo … li rivogliono tutti in aula per testimorie ancora una volta.

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