Mediopadana Rock e dintorni

Ancora una volta ci provano a fregare i cittadini!
Come con le opere di Calatrava immerse nel verde, mentre ora si cerca disperatamente di immergerle in una speculazione immobiliare.
Come per il parcheggio ad uso del commercio nel centro storico di piazza della Vittoria, ora diventato una serie di autorimesse private.
Come tanti interventi immobiliari decorati di verde privato e pubblico, diventati inutili palazzi vuoti senza nemmeno un’aiuola per i cani.

Adesso ci provano con il Campovolo.
Parlano di Parco della Musica, di arena da grandi concerti mondiali con almeno 100.000 persone a volta.
I giornali schierati subito fanno lenzuolate e improbabili sondaggi, mentre gli economisti di casa nostra ci illustrano il grande giro di affari provinciale con dati alla mano e gli imprenditori pronti a investire.
Poi leggi i dati e, se non piangi per lo stato dell’informazione, ti metti a ridere.
Il grande affare della musica nella nostra provincia vale sì due milioni di ingressi all’anno, ma divisi su 37.000 spettacoli sparsi sul territorio, cioè una partecipazione di 60 persone a spettacolo che non hanno certo bisogno di un’arena.
Gli spettacoli con numeri ragguardevoli, in Italia, si contano sulle dita di una mano e non tutti hanno Reggio Emilia come prima data, anzi.

Quindi? Di cosa si vuole parlare?
Si sono raccolte oltre 7.000 firme di cittadini per chiedere di trasformare quell’area in un parco urbano, ma si sa come i cittadini sono presi in considerazione da questa amministrazione. E dire che sia Delrio che Ferrari si erano impegnati nel rispettare questa richiesta.
Esiste un grande bosco “naturale”, il Bosco Macrobiotico, che rappresenta una parte importante di quest’area ed ha un ruolo importante per la salubrità dell’aria reggiana. Ma non pare sia interessante.
Si continua a non consultare i cittadini (e non con sondaggi sui giornali di partito), quasi se ne avesse paura, mentre questo argomento potrebbe essere oggetto di un referendum popolare e non la gentile concessione dell’amministrazione comunale.
Il Movimento 5 Stelle pensa, e ha motivi per pensarlo, che questa storia del Parco della Musica non sia legato alla passione rockettara del Sindaco, ma all’indole cementificatrice dei suoi grandi elettori.
Cioè lo si vuole usare come grimaldello per rubare alla città questa grande opportunità di un’area verde. La scusa del Parco della Musica, tutto imbellettato di verde ed ecologismo da bar, serve ad avere motivo di costruire, eventualmente anche trasferendo i volumi eccessivi dell’area ex Reggiane.

Il Movimento 5 Stelle è fortemente contrario al progetto del Parco della Musica, riconferma l’intenzione, manifestata anche dai cittadini che hanno firmato la richiesta, di dare vita al bosco urbano e vigilerà perché non si prenda in giro la cittadinanza. Le vere emergenze che la città deve affrontare non sono certo quelle legate alla musica dal vivo, e lo dico da amante della musica e frequentatore di concerti.

Le vere emergenze sono legate al lavoro, ad evitare lo sfruttamento, a dare opportunità a chi lo ha perso o chi non lo ha ancora trovato, ad evitare che ci si tolga la vita per non avere da pagare un affitto, ad evitare che si debba vivere senza luce o/e senza gas perché le bollette diventano insostenibili. Inoltre rimane ancora troppo in secondo piano sia l’impoverimento del tessuto commerciale che la qualità dell’aria e del territorio agricolo.
Risolviamo questi aspetti, poi andremo più tranquilli a goderci qualche concerto.

Norberto Vaccari
Capogruppo Movimento 5 Stelle Reggio Emilia

One comment

  1. senza dimenticare il caos e gli enormi disagi vissuti da Reggio Emilia, piccolo capoluogo
    di provincia, durante gli ultimi grandi eventi musicati avvenuti al campo volo; è lodevole
    la volontà di offrire il meglio alla città ma imitare le grandi metropoli senza esserlo è come
    festeggiare la vittoria della propria squadra del cuore, con tutti i tifosi della città, nel proprio
    monolocale.

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