Mafia: ecco alcuni nomi della aziende segnalate dalla Prefettura

Lo abbiamo chiesto pubblicamente, che venissero fatti i nomi delle imprese reggiane segnalate dalla Prefettura con l’informazione antimafia negativa, e a cui sono stati ritirati alcuni affidamenti in subappalto. Sono stati pubblicati dalla Gazzetta di Reggio sabato 27 novembre, e questi sono le denominazioni precise di alcune di esse: ditte individuali Vasapollo Giuseppe e Lomonaco Francesco, Consorzio Primavera e Giada srl. Le imprese hanno fatto ricorso al TAR di Parma per avere una sospensiva sul recesso dagli appalti loro conferiti, ma il TAR ha respinto la richiesta per le 2 ditte individuali, accogliendo invece quello per il Consorzio Primavera e Giada srl..

Lo abbiamo chiesto pubblicamente, che venissero fatti i nomi delle imprese reggiane segnalate dalla Prefettura con l’informazione antimafia negativa, e a cui sono stati ritirati alcuni affidamenti in subappalto. Sono stati pubblicati dalla Gazzetta di Reggio sabato 27 novembre, e questi sono le denominazioni precise di alcune di esse: ditte individuali Vasapollo Giuseppe e Lomonaco Francesco, Consorzio Primavera e Giada srl.

Nei giorni scorsi siamo stati i primi a chiedere la pubblicazione dei nomi delle 10 aziende, subito seguiti dalla Confapi, l’associazione di categoria delle piccole imprese.

Le imprese hanno fatto ricorso al TAR di Parma per avere una sospensiva sul recesso dagli appalti loro conferiti, ma il TAR ha respinto la richiesta per le 2 ditte individuali, accogliendo invece quello per il Consorzio Primavera e Giada srl.

Il sindaco Delrio, cuor di leone, ha risposto “decide il prefetto”, in perfetto stile andreottiano. Poi i nomi sono trapelati, in parte, sulla Gazzetta, sul Carlino e su altri giornali locali. Ne approfittiamo per fare un’opera di chiarezza, e ringraziamo la Gazzetta di Reggio ed altre testate locali per il servigio offerto, nonostante tutto.

Attendiamo di conoscere gli altri, diffonderemo.

Comments:2

  1. Adesso Matteo, cerchiamo di portare avanti le nostre proposte, ora che questo clima (purtroppo) si è riscaldato ed ha suscitato l’interesse dell’opinione pubblica e delle istituzioni. Battiamo sul ferro adesso che è caldo ….

  2. Ill Procuratore Gratteri (La malapianta, pag 118) scrive: “A Reggio Emilia, da decenni si sono insediati i clan cutresi, cioè quelli originari della zona di Cutro, in Provincia di Crotone. In Tribunale, nel processo nato dall’operazione “Grande Drago”, un collaboratore di giustizia (Angelo Salvatore Cortese n.d.a) ha raccontato che il boss Antonio Dragone, dopo essere uscito dal carcere, in pochi giorni è riuscito a raccogliere quasi un milione di euro grazie ad imprenditori che hanno fatto la fila per portargli i soldi. Non aveva neanche dovuto minacciarli”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *