Mafia e appalti: fare controlli preventivi

Controlli preventivi antimafia negli appalti e nell’accesso agli albi: una proposta che complica la vita alle organizzazioni criminali. Le ditte controllate in vario modo dalla mafia riescono ad accedere ad appalti e subappalti (vedi casi IREN e AUSL) autocertificando l’antimafia, con controlli solo successivi da parte dell’Amministrazione Pubblica. Si propone di sfruttare l’ottimo lavoro della Prefettura per studiare un protocollo sui controlli preventivi, come raccomandato da una circolare del Ministro Maroni del 23 giugno 2010

Controlli preventivi antimafia negli appalti e nell’accesso agli albi: una proposta che complica la vita alle organizzazioni criminali. Le ditte controllate in vario modo dalla mafia riescono ad accedere ad appalti e subappalti (vedi casi IREN e AUSL) autocertificando l’antimafia, con controlli solo successivi da parte dell’Amministrazione Pubblica. Si propone di sfruttare l’ottimo lavoro della Prefettura per studiare un protocollo sui controlli preventivi, come raccomandato da una circolare del Ministro Maroni del 23 giugno 2010

I recenti casi di aggiudicazione di subappalti da parte di ditte legate alla mafia, stroncati dall’ottimo lavoro della Prefettura di Reggio guidata da Antonella De Miro, si spiegano nelle more dell’attuale legge su appalti e contratti.

E’ sufficiente leggere quanto contenuto nell’art.38 della legge 163/06, che stabilisce tutti i criteri che una ditta deve avere per accedere agli appalti, forniture, servizi e subappalti. I criteri vengono autocertificati tramite dichiarazione sostitutiva, rimandando solo a controlli successivi la veridicità della dichiarazione, cioè il reale possesso della certificazione antimafia.

Un esempio, peraltro rispondente in toto a quanto previsto dall’attuale normativa, è un bando della Provincia di Reggio Emilia, in questi giorni pubblicato sull’Albo Pretorio.

Il bando ha ad oggetto la costituzione di un Albo per gare a procedura ristretta e semplificata, cioè senza pubblicazione, per piccoli lavori, in regime di cottimo fiduciario e procedure negoziate.

Come si evince dal bando i criteri di legge, compresa la regolarità sui carichi pendenti per associazione criminale, vengono autocertificati. Solo successivamente verrà verificata, da parte dell’Amministrazione Pubblica, la reale consistenza della dichiarazione.

La nostra proposta è di introdurre il controllo preventivo, vale a dire la presentazione del certificato antimafia all’atto della partecipazione ai bandi.

Invitiamo in questo senso la Prefettura, le stazioni appaltanti (Amministrazioni Pubbliche) e le Associazioni di Categoria a verificare le modalità di applicazione di tale misura, attraverso la sottoscrizione di appositi Protocolli.

Tali protocolli sono raccomandati da un Circolare del Ministero dell’Interno del 23 giugno 2010, a firma Maroni, avente ad oggetto “Controlli antimafia preventivi nelle attività a rischio di infiltrazione da parte delle organizzazioni criminali”.

Il Ministro raccomanda accordi per il controllo preventivo, specie in alcuni settori ad alto rischio:

–         Trasporto dei materiali a discarica e smaltimento rifiuti;

–         Fornitura e trasporto terra;

–         Fornitura di calcestruzzo

–         Altre attività legate all’edilizia e ai cantieri

Il Ministro raccomanda di stringere Protocolli di Intesa tra Prefetture, Amministrazioni Pubbliche e Associazioni di categoria.

Introdurre i controlli preventivi consentirebbe un altro vantaggio strategico dell’Amministrazione Pubblica nei confronti delle organizzazioni malavitose: i controlli successivi si potrebbero concentrare sulle modifiche alle compagini societarie, cioè al subentro di amministratori, soci, prestanome quando l’appalto o il subappalto è già stato assegnato.

Infatti i furbi della mafia sono sempre pronti, specie in situazioni di crisi economica in cui riescono facilmente a strozzare le imprese, ad inserirsi nel controllo di società già dichiarate “pulite” e che si sono già aggiudicate un appalto o un subappalto.

Al contrario del Sindaco Delrio noi non sappiamo se la mafia spara e dà fuoco a mezza città perché è nervosa o perché ha un buon controllo del territorio. Pertanto crediamo che l’asticella dell’attenzione e della legalità vada costantemente alzata.

Comments:2

  1. Invece di complicare tanto la vita anche alle imprese oneste non basterebbe fare la gare con l’autecertificazione e prima di fare il contratto controllare le autocertificazioni? Insomma controllarle mentre si esplica la gara? Perchè non escludere chi non ha i requisiti e passare così a settaccio le aziende che si trovano a vincere. Un controllo stile antidoping e quindi con esclusione via via dei vincitori che hanno barato?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *