Mafia a Novellara: bloccata la costruzione della tangenziale!

Gazzetta di oggi: la ditta che ha vinto l’appalto per la realizzazione dell’ultimo tratto della tangenziale di Novellara è stata bloccata dal Prefetto, in quanto non si è ritenuto di rilasciare il certificato antimafia. La cronaca riporta di una Giunta novellarese subito nel panico per portare a termine l’opera: meglio stare calmi, la fretta in questi casi è cattiva consigliera. Intanto il Prefetto ricorda che alcuni mesi fa, sempre nella bassa, sono stati bloccati dei lavori di rifacimento delle fognature, per lo stesso motivo.


Gazzetta di oggi: la ditta che ha vinto l’appalto per la realizzazione dell’ultimo tratto della tangenziale di Novellara è stata bloccata dal Prefetto, in quanto non si è ritenuto di rilasciare il certificato antimafia. La cronaca riporta di una Giunta novellarese subito nel panico per portare a termine l’opera: meglio stare calmi, la fretta in questi casi è cattiva consigliera. Intanto il Prefetto ricorda che alcuni mesi fa, sempre nella bassa, sono stati bloccati dei lavori di rifacimento delle fognature, per lo stesso motivo.

Il nuovo preoccupante episodio, che illustrerebbe al meglio i mille rivoli in cui scava l’impetuoso torrente delle mafie, dimostra una volta in più che il Prefetto Antonella De Miro picchia forte, e dimostra che i mafiosi non si scoraggiano certo al primo nè al secondo nè all’ennesimo colpo. Troppi soldi da riciclare, edilizia ed opere pubbliche il miglior modo per reinvestire il maltolto alla comunità  intossicando l’economia legale.

Premesso che il blocco dell’appalto non equivale ad una condanna per la Ditta, che potrà fare ricorso contro la revoca, di fronte all’affrettarsi della Giunta di Novellara per cercare una soluzione alla prosecuzione dell’opera, ci permettiamo di dare qualche consiglio di carattere generale.

La fretta rischia di essere cattiva consigliera. Purtroppo le organizzazioni malavitose non si muovono mai ( e soprattutto non si muovono più) nel nostro territorio attraverso singole isolate incursioni, intessono una rete in cui, come escono dalla porta, rientrano dalla finestra. Significa che gli interessi e i ricatti, di solito, si intrecciano strettamente creando una matassa di complicità e sottomissioni, come molti processi sulle mafie negli appalti hanno dimostrato.  Affrettare l’iter potrebbe significare che strutture, fatte anche da singole persone cha agiscono nell’ombra, con abili e rapidi giri societari o appunto di ricatto potrebbero rientrare in affari velocemente.

Per fare due esempi clamorosi, pensiamo a:

1 – le denunce pubbliche del presidente della Camera di Commercio Enrico Bini sulle ditte di autotrasporto, in cui singoli padroni incrementavano il proprio parco mezzi con grande rapidità, e quando venivano “pizzicati” si riciclavano in poco tempo sotto altre forme e sotto altre vesti, tornando a lavorare nello stesso cantiere;

2 – i beni sequestrati alle mafie, in cui si sta istituendo un’Agenzia nazionale per contrastare il fenomeno del riacquisto degli stessi mafiosi.

Sono camaleontici, prima conosciamoli bene, capiamo come si muovono, e solo dopo interveniamo di conseguenza.

Comments:4

  1. Era ora! Da tre anni sappiamo di dover tener aperti gli occhi sulla torta degli appalti milionari, eppure ancora una volta Provincia e Regione ci hanno dormito su alla grande.
    E’ evidente che c’è un sistema che garantisce ai boss nostrani, i colletti bianchi del potere occulto del nostro territorio, di farla franca in ogni modo.
    Il ruolo della politica innanzi tutto deve essere chiarito, chi ha dato consenso cieco e chi se n’è fatto complice.
    Faccio i miei complimenti a questo coraggioso prefetto – Antonella De Miro – che finalmente rompe gli argini e spero si tratti di uno tsunami capace di spazzare via tutta la speculazione indegna che i boss nostrani fanno del territorio.
    Mi sono riletta il passaggio che riguarda il certificato antimafia, e mi è parso strano che chi fa parte di una cooperativa possa produrre una autocertificazione, ho ben capito? Qualcuno me lo spiega meglio?
    E poi la Masini non era quella che diceva che gli appalti in rete sarebbero stati tutti trasparenti? Bella trasparenza! Che schifo. E poi si dicono contro le mafie?
    Che razza di imbelli abbiamo a governarci? Sono arcistufa, schifata, nauseata ed arrabbiata!

  2. Si tratta del signore che viene citato nel blog di Taschini? Quello che piange per la crisi al punto da chiedere sovvenzioni statali? Bella commedia, davvero.
    Chi lo copre questo qui? Destra, sinistra, centro, verdi e rossi, bianchi e neri? Chi? Tutti i prostituti della politica reggiana hanno mangiato nel suo piatto.

  3. Il nostro prefetto, Catanese di nascita, (Siciliana DOC) picchia davvero duro. Ma attenzione!!. Tutte le istituzioni dovrebbero picchiare duro!!!. Tutte. Non facciamo come “qualcuno” che dopo la condanna per mafia di un suo compagno di gesta, lo ha pure difeso … “Cuffaro ha dimostrato coraggio mentre andava in galera!!!”. A buon intenditor poche parole.

  4. Anche a Brescello(RE) in loc:Dugara, presso la ditta Alimentare Cagna&Benelli dove stocca frutta destinata al consumo umano , è stato costruito il capannone sopra a un 1,8o metri di scorie di fonderie(TENAX) proveniente dal Bresciano………..é nessuno dice niente.

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