L’ostruzionismo dell’Amministrazione non ha limiti

E’ ormai evidente che il PD ha scelto l’ostruzione come tattica per impedire alle opposizioni di fare il proprio dovere, cioè vigilare e informare i cittadini su quello che accade in Comune.

In effetti, in una situazione complicata come quella attuale il non dare informazioni è forse l’unico modo che ha il PD per tutelarsi.
Peccato che l’art. 43 del Testo Unico degli Enti Locali sancisca che i consiglieri comunali hanno il diritto di presentare interrogazioni e di ottenere tutte le informazioni necessarie per l’espletamento del proprio mandato.
A Reggio Emilia, però, questo non è consentito,

E’ noto che ormai da settimane come MoVimento stiamo facendo numerosi accessi agli atti sulle aziende i cui soci sono stai coinvolti dall’indagine Aemilia, accessi agli atti che servono per produrre una memoria temporale di quello che è accaduto nel nostro territorio. Accessi agli atti che, secondo il regolamento del Comune di Reggio, dovrebbero ottenere risposta in 5 giorni..
Ai primi accessi agli atti che abbiamo presentato è stata data risposta nei termini.
Successivamente alle dichiarazioni del Capogruppo PD Capelli che  nel consiglio comunale dell’8 febbraio ha accusato le opposizioni di “ingolfare la macchina amministrativa con gli accessi agli atti”, la stessa macchina si è ingolfata.
Infatti, per le ultime richieste di informazioni inviate intorno al 20 febbraio dal Consigliere Cantamessi (20 accessi) e dalla Consigliera Guatteri (2 accessi), è arrivata informazione che le risposte arriveranno in data 1 maggio e 8 aprile.

Questo è sorprendente perché continuiamo a ritenere che il Comune avrebbe già dovuto avere tutte le informazioni necessarie rispetto alle aziende coinvolte nella questione ‘ndrangheta , avrebbe dovuto fare un’indagine interna e quindi riteniamo che i nostri accessi agli atti non dovrebbero creare questi problemi.
Questa tempistica, considerato che  non siamo più negli anni ’70 in cui bisognava cercare le informazioni tramite archivi cartacei, non solo ostacola il nostro lavoro da  consiglieri, ma annulla completamente il potere ispettivo che rientra nelle nostre facoltà
Soprattutto, questa incapacità di rispondere ai nostri accessi agli atti in tempi brevi ci fa comprendere che il nostro sospetto è una certezza: all’indomani degli arresti relativi all’indagine Aemilia il Sindaco e la Giunta non hanno fatto nulla per fare chiarezza sulle attività svolte dalle imprese coinvolte nel territorio. Se lo avessero fatto, non avrebbero bisogno di tutto questo tempo per darci risposta.
O forse lo hanno fatto, ma  non hanno voglia di dircelo ed essere trasparenti verso la cittadinanza.

Ivan Cantamessi e Alessandra Guatteri
MoVimento 5 Stelle – Reggio Emilia

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