L'impegno dei candidati reggiani contro l'elettrosmog

In seguito al convegno tenutosi a Villa Minozzo venerdi 8 febbraio, al quale sono stati invitati i candidati del Movimento 5 Stelle al Parlamento, pubblichiamo il comunicato stampa inviato ai media.

Prosegue l’impegno del nostro gruppo per arrivare ad una opportuna regolamentazione delle fonti d’emissione elettromagnetica, dopo l’approvazione della nostra mozione per la realizzazione del piano comunale delle antenne di telefonia mobile.

Campi elettromagnetici: l’ impegno del MoVimento 5 Stelle per una normativa migliore

Si è svolto venerdì sera nella sala del Consiglio Comunale di Villa Minozzo un interessante convegno organizzato dal locale comitato Saldine, che ringraziamo per l’invito, sul pericolo per la salute rappresentato dall’elettrosmog e, in particolare, dalle emissioni delle antenne per la telefonia mobile.
Gli esperti di fama nazionale intervenuti, il fisico Alfio Turco e l’ing. Marcello Stampacchia, hanno istruito il numeroso pubblico presente sull’attuale stato giuridico di questi impianti nel nostro paese, dove la normativa langue e si assiste ad una progressiva deregulation del settore, non ultimo grazie al Governo Monti che, cambiano i parametri di misura, ha di fatto permesso ai gestori di innalzare le emissioni elettromagnetiche ben al di sopra del limite di legge. Una superificialità inaccettabile alla luce delle sempre più numerose allerte della comunità scientifica, che, per bocca dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2011 ha catalogato come “potenzialmente cancerogene” le emissione elettromagnetiche. Ricordiamo inoltre che in Italia la Corte di Cassazione ha per la prima volta sancito un nesso di causalità diretta tra utilizzo intensivo dei cellulari ed un caso di tumore cerebrale.
La situazione normativa italiana presenta dunque oggi delle mancanze che non possono essere più tollerate, ed è necessario chiedere a gran voce una legislazione più severa ed ispirata al principio cautelativo.

I candidati del Movimento 5 Stelle si impegnano, durante il loro mandato, a promuovere una nuova normativa che tuteli sì lo sviluppo tecnologico ma anche, e soprattutto, la salute dei cittadini, in particolare nelle fasce più deboli: bambini ed anziani, accompagnata da una campagna di sensibilizzazione che guidi ad un utilizzo più consapevole e prudente di tutti gli apparecchi che emettono onde elettromagnetiche, primi fra tutti cellulari e cordless. Quando un cittadino è correttamente informato, può scegliere consapevolmente.

I candidati reggiani al Parlamento

per il MoVimento 5 Stelle

Comments:6

  1. L’OMS ha catalogato le “emissioni” (in realtà campi elettromagnetici a radiofrequenza) come “possibili cancerogene”, o “Possibly carcinogenic to humans” (e non “potenziali”) proprio perché non vi è alcuna prova certa della loro effettiva pericolosità. Ad ogni modo, le regolamentazioni per le antenne radiomobili ci sono e sono tra le più restrittive al Mondo (6 V/m contro i 42V/m e 58 V/m). Tant’è che l’OMS stesso (si legga il più grande e recente studio Interphone) ha indicato che le lacune scientifiche che hanno portato alla classificazione IARC 2B “possibili cancerogene” (la stessa categoria in cui è presente il Caffè) si riferiscono all’uso del telefono cellulare (quello che si tiene in mano e appoggiato all’orecchio) negli infanti, la cui conformazione del cervello è ancora diversa da quella adulta oggetto della maggior parte degli studi. In tutto ciò le emissioni (il termine elettrosmog è un neologismo scientificamente privo di fondamento) delle antenne-stazioni radio base non c’entrano nulla. Esse sono talmente contenute (soprattutto grazie alle normative mondiali vigenti, prima tra tutte quella italiana) da non causare alcun danno, come è stato ampiamente dimostrato. Quello che voi chiamate “proliferare delle antenne” è semplicemente dovuto all’estrema restrittività della normativa italiana. All’estero le antenne sono presenti in numero minore perché le leggi consentono loro di emettere a potenza più elevata che in Italia (per dunque raggiungere utenti a distanze più elevate). Dunque, più antenne ci sono e più il livello elettromagnetico di fondo è basso.
    Cordiali saluti a tutti.

    Dott. Prof. Oreste Vercalli

  2. Direi piuttosto che l’OMS ha catalogato le “emissioni” come “possibili cancerogene”, o “Possibly carcinogenic to humans” proprio perché non vi è alcuna prova certa della loro effettiva innocuità sulla salute umana. Visto che in mancanza di una conclusione definitiva la prudenza è d’obbligo, suona meglio.

    In secondo luogo ma di conseguenza, non esiste alcuna dimostrazione certa e accettata dalla comunità scientifica circa l’assenza di rischio riguardo le antenne, proprio perchè gli effetti dei CEM sull’uomo non sono sufficientemente documentati. Pertanto, senza cacce alle streghe, compito di un buon amministratore è adottare tutte le misure possibili per prevenire ogni ipotetico rischio.

    Del resto, fino a prova contraria anche l’amianto e il DDT erano innocui.

  3. Purtroppo alla conferenza non era presente il Prof. Levis, il quale avrebbe articolato meglio del sottoscritto i concetti di “autorità” e di “autorevolezza”. Al momento le sigle citate (OMS e IARC) sanno molto di autorità che non di autorevole: a giustificare ciò l’indagine interna a IARC stessa circa la necessità di far dichiarare ai propri membri qualsiasi conflitto di posizione o di interesse sulla materia.
    Giustamente a.m. sottolinea che una certezza di rischio avrebbe comportato la classificazione 1 (certi cancerogeni) e la prima conseguenza sarebbe stata una riduzione immediata dei limiti di esposizione per il resto d’Europa. Invece cosa è successo? Mentre in Parlamento Europeo è stata presentata una mozione a tre mani sulla necessità di passare dal principio di precauzione a quello di prevenzione (cioè rischio accertato) con la recente Agenda Digitale, nascosta tra le pieghe, passa una misura che consente di fatto di triplicare gli attuali limiti di legge (ci si riferisce al metodo di misura ). Sono il primo a sostenere la necessità di allontanare i cellulari da minori ma anche da adulti, pur tuttavia sottovalutare l’importanza del corretto dimensionamento delle stazioni radio base e l’opportuna localizzazione (questo è un piano antenne serio) diventerebbe una semplificazione incoerente.

  4. Scusate, ma qualcuno di voi conosce elementi di cui vi è prova certa della loro effettiva innocuità sulla salute umana?????? Non bisogna demonizzare nessun fenomeno fisico!!! Anche l’acqua, se inquinata, NON è innocua!!! Sono d’accordo sul corretto dimensionamento delle stazioni radio base, ma i cittadini non devono impaurirsi se vedono più antenne con meno potenza rispetto a poche antenne più potenti… Le antenne delle Radio e delle TV fanno bene invece??? scusate ma mi sembrate un po’ incoerenti…

  5. Marco, proprio perchè mancano prove certe sull’effettiva innocuità, mente vi sono “indizi” nella direzione opposta, riteniamo necessaria la massima prudenza.
    Cellulari o tv che siano.

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