Lega Nord, finanziame​nti in fumo e Reggio: le “Coop padane”

Lega Nord, finanziamenti e Reggio: le “Cooppadane” ed il denaro andato in fumo dei leghisti reggiani. La lettera di protesta del 2000 a Calderoli da parte di Genesio Ferrari e militanti reggiani. Un episodio simbolo, che ben pochi conoscono, già denunciato a Reggio nel dicembre 2010 da Leonardo Facco durante la presentazione del libro organizzata dal Movimento 5 Stelle. I partiti invece di blaterare facciano come noi: rinuncino al finanziamento pubblico ai partiti. Si puo’ fare subito, basta una firma.

Nel libro “Umberto Magno” di Leonardo Facco (Aliberti 2010) , presentato nel dicembre 2010 a Reggio dal Movimento 5 stelle in un serata all’hotel posta, l’autore raccontò anche un episodio inedito. Quello relativo a finanziamenti dati dai militanti reggiani della Lega alle cosidette “Coop Padane” (si parla di oltre 8 milioni di vecchie lire in contributi da parte dei militanti e 10 milioni di lire da parte di Ferrari Genesio). Finanziamenti che risulta non siano mai stati restituiti anche a fronte del fallimento di tale progetto di “cooperative padane”. L’allora segretario amministrativo emiliano Genesio Ferrari, fedelissimo di Alessandri, protestò sia con Bossi e Calderoli chiedendo la restituzione.

Qui i documenti ritrovati e pubblicati da Leonardo Facco con la lettera di protesta di Genesio Ferrari scritta l’11 dicembre 2000 per il denaro andato in fumo del quale si chiede la restituzione.

Ogni altro commento è superfluo. La “Bossi Spa” non è una scoperta di questi giorni ma viene da lontano. Le costanti sono sempre due: utilizzo di denaro pubblico dei cittadini (finanziamento pubblico) o denaro dei militanti sempre.
Genesio Ferrari ed i leghisti reggiani hanno qualcosa da ridire su Calderoli e Bossi ? Hanno mai visto quei soldi ? Vogliono spiegare ?

Una cosa è certa. Tutte queste storture sono in primis figlie del finanziamento pubblico ai partiti e della logica d’impunità diffusa. Il finanziamento pubblico ai partiti ricordiamo è stato abolito dai cittadini nel 1993 con un referendum e ritornato in maniera truffaldina nel 1999 sottoforma di “rimborsi elettorali” con una legge frutto di un accordo Lega-Forza Italia-Ds. Eppure, se si vuole, al finanziamento pubblico ai partiti si puo’ rinunciare in toto. I partiti possono farlo subito. Basta una firma. Il Movimento 5 Stelle lo ha fatto (rinunciato a 1.9 milioni di euro per le regionali 2010) e continuerà a farlo. Fatti non parole, quelle parole e proclami (falsi) che la Lega ha urlato ai 4 venti per venti lunghi anni.

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