L’Ambiente, il grande dimenticato dal Comune e da Delrio

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La situazione dell’Ufficio Ambiente descritta nell’articolo del Carlino del 17 agosto è lo specchio di un totale disinteresse politico dimostrato da questa Amministrazione per una delle missioni più importanti che un Comune deve perseguire: la tutela del territorio in cui viviamo, la buona qualità di aria, acqua, suolo.
Eliminato nel 2009 l’Assessorato specifico, le deleghe all’ambiente sono state rimpallate tra l’ex sindaco e l’attuale vicesindaco Ferrari come una patata bollente con scarso interesse ed applicazione. Dopo 4 anni si è giunti ad unire idealmente il governo dello Sport con quello dell’Ambiente sotto la guida di Mauro del Bue, a cui non si può concedere più di un “premio simpatia” per aver accettato il fardello, ma è un’impietosa metafora della sportività con cui si continua ad affrontare il problema.

QUALITA’ DELL’ARIA
Non un euro è stato investito dall’Amministrazione in questi 4 anni per sostenere gli incentivi per la conversione a metano e gpl, una misura senz’altro efficace in cui i fondi statali si sono dimostrati scarsi per sostenere le numerose richieste dei cittadini.
Intanto solo la crisi economica ha ridotto i superamenti dei limiti dei principali inquinanti atmosferici, che rimangono ampiamente oltre il livello di guardia. E’ lo stesso Bilancio Ambientale Consuntivo 2011 ad indicare la Caporetto del trasporto pubblico, con una perdita di 1 milione e 200 mila passeggeri in 4 anni, pari al 15%, con introiti sempre minori dai biglietti.

Ciò nonostante l’Amministrazione si prodighi alacremente per nascondere questi dati, giocando con le serie storiche.

GLI ODORI DI MANCASALE
Le recenti denunce dei cittadini e dei lavoratori di Sesso e Mancasale sugli odori sono all’attenzione del Consiglio comunale da anni, l’ultima volta fu proprio il dott. Uber Mazzoli a riferire in Commissione. E’ nota l’inadeguatezza dell’Impianto di compostaggio, completamente scoperto e con quantitativi non adeguati ad un corretto processo digestivo. Una tecnica obsoleta , che Iren voleva riprodurre all’ennesima potenza a Castelnovo di Sotto, fermata dalla ribellione dei cittadini, nell’incapacità di investire in impianti moderni.

RIFIUTI
Reggio ha un primato: è praticamente l’unica città al mondo in cui, introdotto il porta a porta, nessuno fa controlli. Questo il motivo per cui, al di là delle percentuali di differenziata, è la qualità del prodotto raccolto a lasciare perplessi. Una visione miope, perché la qualità della differenziata è ciò che permette di finanziare un ciclo virtuoso senza accannirsi sulle bollette dei contribuenti.

ENERGIE RINNOVABILI
Reggio Emilia è uno dei pochi Comuni in Italia ed in Europa a non aver installato un solo kilowatt di fotovoltaico negli anni del boom degli incentivi, dal 2010 al 2012. I bandi per coprire scuole ed altri edifici comunali sono andati deserti, mentre in tutta Italia c’era la fila di privati pronti ad investire.
Nel 2010 anche il sottoscritto votava per trasformare Agac Infrastrutture da semplice società che affitta le reti idriche a investitore per conto dei Comuni in fotovoltaici sui tetti degli edifici pubblici. Da quel dì nulla è stato fatto. Rimangono le rotatorie fotovoltaiche, realizzate dall’allora assessore all’Ambiente Pinuccia Montanari, negli incroci della tangenziale sud. Gli impianti, muniti di inseguitori solari che ottimizzano l’esposizione ruotando nell’arco del giorno, sono “azzoppati” da 3 anni, cioè non ruotano più secondo il sole, con una perdita consistente di denaro per il Comune. Di recente, prendendo atto del fallimento, il sistema di rotazione è stato disattivato e i pannelli sono rivolti costantemente a sud.
Ma la perla rimane ancora, iscritta a Bilancio nelle voci di programma, la centrale a biomasse che Iren voleva costruire a Mancasale. Voleva, perché con la Delibera 51/2011 della Regione Emilia Romagna è diventato praticamente impossibile realizzare questi impianti, ma pare che a Piazza Prampolini nessuno se ne sia accorto.

EDUCAZIONE AMBIENTALE
Euro investiti negli ultimi 4 anni in educazione ambientale dal Comune di Reggio: zero. Questa la triste cifra e il dato politico più rilevante che dimostra il più totale disinteresse di Delrio e compagnia per il tema ambientale, che viene sancito da una pratica a dir poco discutibile. L’educazione ambientale nelle scuole, quella poca che si fa, è delegata ad Iren, cioè al principale soggetto economico attivo nel settore. Il controllore che delega al controllato l’educazione dei cittadini sul tema ambientale non si era mai visto in tale proporzione.
Non a caso Reggio è stata protagonista del record negativo di differenziata negli eventi nazionali che hanno riguardato il Campovolo, dove centinaia di migliaia di persone hanno prodotto percentuali di rusco tal quale superiori al 90%.


LE FOGNATURE

Al di là del grande intervento sul Lungo Crostolo, la percentuale di case non depurate è ferma al palo all’altissima percentuale del 15%. (pagina 47)
Anche laddove ha rete esiste, si verificano problemi strutturali e vetusti, come nel quartiere artigianale di Mancasale. Durante l’anno, ripetutamente, i cittadini si rivolgono alle autorità competenti per segnalare la presenza di oli nei canali di bonifica, ma il groviglio di reti e pozzetti del quartiere non è stato districato, e si combatte invano per comprendere l’origine di questi fenomeni di inquinamento acuto.

Matteo Olivieri
Consigliere comunale

3 comments

  1. In effetti anche secondo me il tema ambientale è largamente disatteso dalla giunta comunale. Ciò è ancora più grave se si pensa che (almeno a livello propagandistico) l’amministrazione locale reggiana si è sempre dichiarata molto sensibile al tema ambientale; vedi dati statistici sulla percentuale di piste ciclabili ecc..di quella città da sogno che sarebbe la nostra.
    In raltà si vede ben poco, tantopiù che volevano propinarci il mega inceneritore, tacciando di eresia tutti coloro che vi si opponevano. (Sigh!) In realtà molte piste ciclabili, tra l’altro utilizzate dai ciclisti, mancano totalmente di manutenzione. Piene di detriti e di buche giacciono nell’incuria più totale e ahimè, nell’indifferenza della maggior parte dei cittadini, sempre più simili ad un gregge di pecore senza pensiero.
    Stesso discorso per il trasporto pubblico. Anni di degrado, mezzi obsoleti, interni sporchi in un modo imbarazzante, lasciati in balia di gentaglia che sale senza pagare il biglietto e costituisce un serio pericolo per i viaggiatori corretti (e paganti).
    Dove andremo a finire?

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