La propaganda dell’acqua:”Repubblica” copre le spalle al PD

A firma del giornalista specializzato in economia e finanza, Carlo Clericetti, laureato in Lettere e Filosofia, “La Repubblica” comincia la campagna di disinformazione ed offuscamento del risultato dei referendum sull’acqua. Obiettivo: dare una sponda per coprire che i principali privatizzatori dell’acqua in Italia sono quelli del PD, loro referenti politici.

A firma del giornalista specializzato in economia e finanza, Carlo Clericetti, laureato in Lettere e Filosofia, “La Repubblica” comincia la campagna di disinformazione ed offuscamento del risultato dei referendum sull’acqua. Obiettivo palese: dare una sponda per coprire che i principali privatizzatori dell’acqua in Italia sono quelli del PD, loro referenti politici.

Non passano che poche ore dall’approvazione dei due quesiti del referendum che la strategia politica e informativa del Partito Democratico, a cominciare da quello di Reggio Emilia, viene alla luce come il re nudo (senza palle).

Un improvvisato articolo svela la fretta di correre in aiuto dei veri perdenti di questo referendum, cioè i Sindaci del PD, come Delrio, che per primi hanno mandato l’acqua a farsi benedire nei giochi di Borsa.

Attenzione, perchè questo articolo contiene già tutte le menzogne e le strategie di bassa lega che il PD adotterà.

Si comincia: che bello che l’acqua sia pubblica, sconfitta per il Governo. Strategia della bandierina.

Si continua: servono nuove regole (occhio che quelle dettate dal referendum sono abbastanza chiare) e chi le deve fare? ANCI e Conferenza Stato-Regioni. L’ANCI è stata diretta da Chiamparino del PD, e dovrebbe passare ad un  altro PD, Delrio. La Conferenza Stato Regioni mette insieme i privatizzatori del PD come Errani e il Governo. Perchè non richiamare invece la partecipazione popolare e dei Comitati nel definire le “nuove regole”? Strategia dell’aumma aumma.

(Nota bene: i Comitati hanno già fatto una loro proposta di legge di iniziativa popolare)

E’ necessaria un’Authority. Certo, come no, invece di dare regole chiare cominciamo a distribuire un pò di poltrone. Strategia del fumo negli occhi.

Dice Clericetti : “non può aumentare la bolletta per remunerare gli investimenti, ma questo non significa che la tariffa non debba tener conto di tutti i costi, compresi quelli del capitale necessario agli investimenti“. E’ una frase talmente ovvia che è priva di alcun senso in questo momento storico, dal punto di vista normativo, amministrativo, fiscale, logico. Traduciamo? In qualche modo dobbiamo far rientrare gli utili dalla finestra, dopo che a suon di voti sono usciti dalla porta principale. Strategia delle tre carte.

Prevediamo una tariffa a fasce di consumo: oltre una certa quota si paga di più, come per l’energia elettrica. Così si favorisce il risparmio idrico. Giusto, ma questo può essere stabilito per legge, non c’è bisogno di un’Authority. Strategia del quanto siamo bravi.

Attenzione a questa, perchè è bella. Propone che i Comuni studino una serie di parametri per giudicare l’efficienza del servizio, in base ai quali si stima se gli amministratori fanno un bel lavoro o non sono capaci. Se non sono capaci vanno a casa e non si fanno più vedere. Splendido, direte voi. Ma questo è già ampiamente previsto dalla normativa, si chiama Contratto di Servizio, e serve a stabilire regole chiare fin dall’inizio. Sono decenni che Ministero della Salute e altri organi determinano con chiarezza alcuni di questi parametri, perchè non prevederli, anche questi, per legge? Coinvolgendo Comitati e cittadini nella definizione? e che siano validi da Caltanissetta a Bolzano? Strategia della tanta carne al fuoco, con poco arrosto.

Spettacolare uno dei passi finali: serve per forza un’Authority (lo dice lui!) ma il mondo dell’acqua è già pieno di Authority. Strategia del facciamoci una critica così sembriamo democratici.

Ma è la conclusione che svela la pochezza del tutto, e l’evidente faziosità dell’analisi: “La contrapposizione di pubblico e privato, se è astratta e non legata a problema specifici, non è altro che ideologia deteriore“. Tempo scaduto: il 95% dei votanti hanno detto una cosa diversa, se i vostri Sindaci non sono capaci di farlo vadano a casa. Si tenta di coprire l’esito del referendum e di scaricare gli incompetenti del PD dalle loro responsabilità. Strategia della tabula rasa.

Berlusconi sarà un maestro delle menzogne, ma a questi non li batte nessuno.

Comments:1

  1. Caro Matteo, il pd mentre pubblicizzava il referendum pregava affinchè non passasse … e questo lo sappiamo … spero che se ne rendano conto tutti di quanto il pd sia subdolo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *