LA NAVE AFFONDA, IL PD TACE E I SUOI AMICI FANNO FESTA

Su REI l’amministrazione  ha dato il peggio di sé non informando il Consiglio Comunale della liquidazione di una partecipata e di un piano di riorganizzazione che vede un patrimonio che per il 75% è pubblico trovare una nuovo assetto. I laboratori di REI infatti,   che una perizia richiesta dallo stesso CDA di REI  ha valutato circa 1,8 milioni di euro, verranno affittati con diritto di compravendita alla newco REILAB,  partecipata al 60% della Fondazione Rei è al 40% da SIFIR  Società Immobiliare fra Imprenditori Reggiani. Appendiamo anche che  in Fondazione REI sono entrate  Iren rinnovabili e STU, ormai partner prediletti per tutte le  avventure imprenditoriale del comune di Reggio Emilia targato PD.  Vorremmo anche capire quale sia a questo punto il ruolo del Comune, considerati tutti i soldi pubblici che sono stati spesi.
A proposito della liquidazione, tra l’altro, si apprende  che il 13 luglio il Comune non ha partecipato all’assemblea straordinaria per la messa in liquidazione della società proprio perché la delibera relativa non era ancora passata in Consiglio Comunale.
Nonostante ciò nessuna informazione è stata data ai consiglieri né nelle due commissioni della settimana successiva né in sede di approvazione del documento di programmazione 2018 nel quale come al solito era presente la pagina di obiettivi per REI.
Vogliamo quindi sapere se può essere ritenuta valida una delibera nella quale le informazioni basilari vengono tenute nascoste ai consiglieri.
D’altronde forse il PD ha avuto timore nel! rendere manifeste le proprie incapacità nonostante i nostri solleciti e ordini del giorno che sono puntualmente caduti inascoltari. Infatti il controllo del socio Comune sulla gestione  REI è sempre stata pessima e  risultati di bilancio parlano chiaro.
 ‎Il bilancio 2016 di Reggio Emilia Innovazione, infatti, mostra alcune poste sconcertanti. Sono evidenziate sopravvenienze passive per circa  844.000 euro, conseguenti a svalutazione di crediti e di beni strumentali per attività non realizzate e storno di fatture da emettere. Ma questo cosa significa? Forse negli  anni precedenti venivano iscritte a bilancio attività solo programmate e venivano fatturate attività non ancora realizzate? Tutto ciò getta oscure ombre sull’attività di gestione della società e sui bilanci. Vogliamo sapere cosa é successo e di chi è la responsabilità  di questo sfacelo.  È una collettivizzazione di un disastro che video iscritti nel passivo anche 1,7 milioni di euro  di debiti di cui 680.000  verso fornitori..
È ora che questa amministrazione inizi a operare con trasparenza, visto che in gioco ci sono soldi e beni pubblici.
Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle

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