La mafia apre l’onesto chiude. L’appello di Enrico Bini: boicottiamo la mafia.

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“Nel reggiano alcune ditte continuano a lavorare liberamente nonostante i titolari siano stati arrestati per mafia e i loro beni siano stati sequestrati sulla carta. Dobbiamo renderci conto che Reggio non è più un isola felice”. Sono le parole di Enrico Bini presidente della Camera di Commercio di Reggio intervenuto a Festareggio in un dibattito sulla mafia al nord.

Maledetta Mafia spa. Aziende, bar, ristoranti e negozi vengono utilizzati per il riciclaggio del denaro proveniente dalle attività illeciti quali usura, prostituzione, spaccio di droga ed estorsioni, un danno sociale ed economico enorme per l’intera società. Miliardi e miliardi di euro in mano alle mafie vengono riciclati ogni anno con questo tipo di attività. Reggio non è immune. Nicola Gratteri, procuratore aggiunto del tribunale di Reggio Calabria, ha rivelato che a Reggio Emilia c’è una crescita di depositi bancari (la mafia non è mai in crisi) e addirittura acquisti di aziende direttamente in contanti.

Reggio è piena di bar, ristoranti e centri commerciali e questi loschi signori sono avvantaggiati rispetto ai commercianti onesti. Prendiamo un normale bar, bella ragazza al banco, comode sedie e tavolini, giornali e riviste, ma dentro non c’è mai nessuno, o pochi. I soldi vengono riciclati dichiarando vendite mai fatte, battendo decine e decine di scontrini ma senza il cliente. Adesso al bar sommate altri cinque bar, due pizzeria, un ristorante e qualche altra attività specie se nel settore edile o nei trasporti movimento terra. Si arriva a somme tali da poter risanare il nostro debito pubblico in pochi anni. La mafia sopravvive, l’onesto chiude.

Voglio essere critico, disfattista e stronzo ma devo dirlo. Quanto incamera lo stato con l’iva pagata da questi illeciti? Sono miliardi di euro signori miei. Per ogni euro che si ricicla in un bar c’è da pagare la quota allo stato. Lo vogliamo dire o no? Che la mafia sia la più grande azienda del paese allo stato fa anche comodo.Il patrimonio mafioso cresce per ogni euro ripulito. Investimenti leciti, acquisto di beni mobili e immobili, la mafia incassa con facilità e consuma con altrettanta spudoratezza. E per un sistema che si regge sul consumismo sfrenato, sulla crescita illimitata del P I L , questo sistema fa prevalere la legge del più forte …… qui la MAFIA vince facile.

Una buona soluzione al problema?. Migliorare le leggi per il sequetro dei beni ai mafiosi.

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Si è vero, ogni anno ne arrestiamo tanti di mafiosi ma il mafioso mette sempre in conto di poter finire in carcere o di morire ammazzato. Come dice il magistrato Guido Salvini “quello che non mette mai in conto il mafioso è di perdere i suoi beni”, casa, attività e terreni. Si tutelano e salvano il loro bottino lasciandolo a figli, mogli e a qualche prestanome. Che li arrestiamo a fare se le loro famiglie rimarranno miliardarie?
Lo stato deve sequestrare tutti i beni dei mafiosi e destinarli per attività sociali. Le leggi devono essere migliorate in tal senso. Altro che le riforme sulla giustizia, le intercettazioni costano?. Tutte stronzate. Il vero costo è la Mafia. Lo voglio vedere un mafioso senza beni. Come li compra i politici? Come paga i banchieri? Come farà affari?. Usiamo i loro palazzi per le case popolari, diamo una casa ai senza tetto, i loro negozi per le associazioni del nostro territorio, i loro terreni per i ragazzi di Libera.

Mandiamoli sul lastrico come loro stanno facendo con noi.

Vito Cerullo
Consigliere Circ. Ovest
Reggio 5 Stelle

P.s. Spero di avere presto un elenco delle attività reggiane legate alla ‘ndragheta.

*W i ragazzi di Ammazzateci Tutti

** Fuori i mafiosi dal Parlamento.

Comments:4

  1. Per quanto riguarda i proventi delle attività illecite (prezzo, prodotto e profitto) consiglio di leggere la sentenza Pupino che purtroppo, a mio parere, non viene in aiuto nella lotta contro la mafia.
    Per quanto riguarda i beni, a riguardo esiste già la legge 646/1982 (Rognoni-La Torre) che ha introdotto le misure di prevenzione patrimoniali. Migliorare la legge non è facile, in quanto è ben scritta e prevede il sequestro e la confisca non soltanto dei beni appartenenti all’indiziato, ma permette di svolgere indagini anche sui beni appartenenti a familiari e terzi compiacenti, che possono essere anch’essi oggetto di sequestro e confisca. Tali beni devono essere sproporzionati rispetto alla attività economica svolta o al reddito dichiarato e per confiscarli gli indiziati non devono averne giustificato la legittima provenienza. Non si può alzare ulteriormente il tiro, perché si dovrebbe prevedere l’applicazione delle misure patrimoniali sulla mera esistenza di legami ad esempio familiari o di amicizia. Ciò non è ammesso dalla nostra Costituzione, sequestro e confisca devono trovare una giustificazione valida, cioè si deve dimostrare la compiacenza di chi ruota attorno all’indiziato, altrimenti vi sarebbe una violazione dei diritti costituzionali. La legge c’è ed è valida, basta applicarla.

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