La liberazione di Reggio Emilia

24 aprile 1945, Reggio Emilia è liberata dalla tirannide nazi-fascista. Questo video, ritrovato negli archivi militari americani, è stato girato da un soldato alleato giunto a Reggio quel giorno. Uno spaccato imperdibile di quei giorni.

24 aprile 1945, Reggio Emilia è liberata dalla tirannide nazi-fascista. Questo video, ritrovato negli archivi militari americani, è stato girato da un soldato alleato giunto a Reggio quel giorno.

Nelle prime immagini, soldati tedeschi arresisi ad Albinea vengono perquisiti dagli alleati, mentre il grosso gruppo di partigiani studia sulle carte le ultime operazioni per l’avvicinamento alla città. I partigiani saranno i primi ad entrare a Reggio accolti dai festeggiamenti della popolazione, subito seguiti dall’arrivo delle prime unità americane.

In piazza della Vittoria i partigiani sfilano tra due ali di folla festante, ma all’improvviso cecchini fascisti, nascosti sui tetti del teatro Ariosto, sparano sulla folla che si disperde (min. 2.55) . Gli alberi e i monumenti del parco del Popolo diventano teatro di una sparatoria tra cecchini e partigiani, che si estende successivamente per diverse strade della città.

Al minuto 4.35, il primo carro Shermann americano raggiunge il centro di Reggio in piazza del Monte (all’epoca piazza Cesare Battisti), mentre colonne militari attraversano i viali della circonvallazione.

Al sesto minuto l’ennesima sparatoria contro i cecchini fascisti in via Ariosto, intanto altre truppe alleate raggiungono la città passando davanti al Mauriziano, accolti dalla popolazione in festa, la guerra e il fascismo erano finiti. Più di 600 partigiani erano caduti nei 20 mesi precedenti.

Comments:1

  1. Oggi è un giorno da non dimenticare. Stiamo allerta da coloro che del revisionismo storico ne hanno fatto una questione di “vita”. ll 25 aprile non si tocca.

    Ne approfitto per riordare i migliaia di morti nelle terre del sud …. uccisi dalle truppe piemontesi durante l’unità d’Italia. La storia la scrive chi vince. Quei partigiani del sud sono ancora oggi chiamati “Briganti”. Anche i partigiani rossi furono chiamati Briganti dai nazisti. Era un modo per farli odiare alla popolazione locale……. I miei nonni ricordano i racconti sui “partigiani del sud”. Persone attaccate alla loro terra, alla loro cultura e al loro regno, quello delle due Sicilie ….. erano contadini, commercianti, insomma PARTIGIANI.

    Saluti
    Vito Cerullo, Salerno 1978

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