IREN : che sorpresa!

Quante sorprese estive da IREN
La prima sorpresa che riguarda i cittadini è l’ennesimo aumento delle tariffe dell’acqua “pubblica” nella bolletta del secondo quadrimestre : +6,5% per quanto riguarda l’acqua al metro cubo, +6% per la fognatura e +6% per la depurazione (ricordiamo, tra l’altro, che le tariffe di Reggio sono più alte di circa il 15% rispetto a quelle di Modena).
Il tutto alla faccia di un’inflazione acquisita per il 2014 dello 0,3% e di un indice per i prezzi al consumo in aumento dello 0,1% a luglio su base annua.
Il tutto alla faccia dello shopping da decine di milioni di euro intavolato in questi mesi per “valorizzare” Unieco, per realizzare il museo dei rifiuti di Parma, per effettuare non meglio precisati investimenti da quasi 30 milioni di euro alle ex Reggiane.
Il tutto alla faccia di un immobilismo totale rispetto al referendum di 3 anni fa, cui non è stato dato seguito in alcun modo.

La seconda sorpresa per noi cittadini riguarda il riaffacciarsi dell’ipotesi della costituzione di una multiutility del nord, ipotesi che potrebbe essere rinforzata proprio dal prossimo Consiglio dei Ministri che deciderà sul decreto Sblocca Italia, all’interno del quale sarebbero previsti incentivi fiscali per le aggregazioni e fusioni di municipalizzate e che quindi agevolerebbe una paventata unione tra IREN e A2A.
Curioso che tali incentivi vengano proposti proprio ora che al fianco del Presidente del Consiglio siede l’artefice della disastrosa fusione tra Enia e Iride per la creazione di IREN.

Già nel 2012 era stata promossa dal comitato “Acqua Bene Comune” un petizione che aveva raccolto più di 4.000 firme contro la proposta di creare questa grande multiutility del nord, che non farebbe altro che amplificare l’idea di Amministratori Localii che diventano azionisti e non gestori di beni comuni, di servizi essenziali gestiti per distribuire dividendi e soprattutto consentirebbe di annacquare i risultati disastrosi derivanti da scelte strategiche sbagliate per cui stanno pagando solo gli utenti dei servizi, cioè noi cittadini.
Ribadiamo ciò che già veniva riportato nella petizione e cioè che la creazione di una multiuttility del nord sarebbe “un’operazione lobbistica e verticistica di istituzioni, managers e correnti di partiti, estranea alle città interessate, che espropria i consigli comunali dei loro poteri e allontana le decisioni dal controllo democratico. Oggi serve una gestione dell’acqua, dei rifiuti, del TPL, dell’energia, prossima ai cittadini e alle amministrazioni locali, per garantirne la trasparenza e la partecipazione nella gestione dei servizi”.

Noi crediamo, al contrario, che la gestione dei servizi di base per la collettività debba essere prossima al cittadino, trasparente e partecipata. Esattamente il contrario di ciò che sta avvenendo e di cui paghiamo gli effetti.

4 comments

  1. Con centoquaranta tra deputati e senatori un cittadino (che non vi voterà più) si aspetterebbe di vederli all’opera per bloccare tale ipotesi, no? O dobbiamo temere che al Casaleggio, in fondo, il pretino di Firenze non dispiaccia?

  2. Il problema dell’acqua pubblica posso condividerlo nella teoria, ma il problema è quanto si ruba nel pubblico, la mancanza di trasparenza di onestà.. La mia abitazione usufruisce di un acquedotto privato (nel senso non pubblico, non di proprietà di un privato) del quale viene rendicontato tutto e paghiamo pochissimo rispetto a chi è con i colossi pubblici, notoriamente sacche di sperpero e non solo

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