/ maggio 17, 2012/ Acqua pubblica, Economia: Investimenti Sicuri, Rifiuti Zero

Se come debitore ho anche un ruolo di controllo sul mio creditore, sono ben contento di fargli uno sconto se questo gli fa chiudere un occhio sul mio debito. E' la posizione del Comune di Torino, il cui debito nei confronti di IREN per bollette elettriche non pagate è tornato di nuovo ad aumentare a 259 milioni di euro. Questa cifra non rientra nei quasi 3 miliardi di indebitamento di IREN. Prevedibile che Torino si sia opposta al taglio significativo degli stipendi dei manager IREN.
Se da un lato bisogna dare atto ai sindaci reggiani di avere portato la richiesta di taglio dei superstipendi in Assemblea dei Soci, dall'altro bisogna ricordare che la richiesta di aumentare il dividendo è tanto folle quanto il voto che quei Sindaci PD hanno dato per la fusione ENIA – IRIDE, i cui pessimi risultati diventano chiari giorno dopo giorno. Ha un bel dire Viero che il suo cuore sta con i reggiani, visto che il

suo portafoglio è ben stretto al patto FSU di Torino e Genova con conseguenti benefici. E non è un caso che si affretti a coprire la situazione finanziaria da baratro in cui versa IREN, visto che a raccontare la verità qualcuno avrebbe alzato la voce per chiederne le dimissioni.
Il Comune di Reggio ha votato all'unanimità una mozione di Reggio 5 Stelle per chiedere che il Comune di Torino rientri dal proprio debito puntando su garanzie finanziarie ed efficienza energetica.
Le preoccupazioni erano tutte ampiamente giustificate, ma in IREN i giochi grossi si fanno sull'asse PD Fassino-Delrio. La vittoria di Pizzarotti e del MoVimento 5 Stelle a Parma romperebbe il patto di ferro, che in triangolazione con la Milano di Pisapia rischia di portare ad una nuova catastrofica fusione con la l'altrettanto superindebitata A2A. Siccome i sindaci PD, al richiamo del Partito, sarebbero tutti pronti a votare per la fusione, l'unica voce libera ed obiettiva in difesa del patrimonio emiliano sarebbe appunto quella di Pizzarotti.

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