Iren non ha piu’ soldi per finire l’inceneritore di Parma – interpellanza in consiglio

Perchè IREN cerca soldi e avventure con fondi di investimento per un “polo dei rifiuti” basato sui forni inceneritori?
Interpellanza in consiglio comunale. Mentre il Parlamento
Europea vota il divieto d’incenerimento al 2020 ed in Germania E.ON
non riesce a svendere i suoi inceneritori in quanto diseconomici, IREN fa scelte inspiegabili dal punto di vista finanziario. A meno che….

Perchè IREN cerca soldi e avventure

con fondi di investimento per un “polo dei rifiuti” basato sui forni inceneritori?

Interpellanza in consiglio comunale. Mentre il Parlamento Europea vota ildivieto d’incenerimento al 2020 ed in Germania E.ON non riesce a svendere i suoi inceneritori in quanto diseconomici, IREN fa scelte inspiegabili dal punto di vista finanziario. A meno che….

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Premesso che

– Sono ormai numerosi i segnalidi una scarsa disponibilità finanziaria della società Iren, argomentati e testimoniati da notizie di stampa e dalle risultanze della recente assemblea dei soci.

– In questi giorni, Iren ha annunciato un’alleanza strategica con il fondo F2i per la creazione di un “polo dei rifiuti” basato sull’acquisto dell’inceneritore del Gerbido (TO) e di Scarlino (GR).

– E’ in fase di stallo la costruzione dell’inceneritore di Parma, dopo che i cittadini della stessa città hanno espresso democraticamente e a larga maggioranza di preferire la gestione alternativa alla combustione e allo smaltimento in discariche delle relative ceneri dell’inceneritore.

– Il Parlamento Europeo in data 20 aprile 2012 ha votato una risoluzione d’indirizzo alla Commissione Europea che prevede “entro il 2020 il divieto d’incenerimento di rifiuti compostabili e riciclabili”.

– La multiutility tedesco-olandese E.ON ha deciso di vendere il suo ramo inceneritori, in quanto il settore è ritenuto diseconomico. Con l’incremento esponenziale della raccolta differenziata, infatti, i suoi 18 inceneritori hanno problemi di sovracapacità ed il costo di gestione è sempre più alto. Qualche giorno fa l’agenzia d’informazione tedesca Reuters ha spiegato che la stessa E.ON ha difficoltà a vendere questo ramo d’azienda e la vendita è stata ancora dilazionata per mancanza di offerte convenienti. Nella stessa nota economica, si spiega come in Germania solo l’1% di energia elettrica sia prodotta dagli inceneritori, una quota quindi marginale.

– Commentando la notizia, il tecnico di fama internazionale Enzo Favoino, che collabora con la Commissione Europea in tema di gestione di rifiuti ed è stato tra i consulenti del Comune e della Provincia di Reggio nella redazione del piano che ha permesso di superare il sistema d’incenerimento nella nostra provincia, ha commentato pubblicamente: “Ci sono problemi finanziari in Germania per gli inceneritori dovuti al continuo aumento di raccolta differenziata e riduzione, come richiesto d’altronde dalle direttive UE”.

– Quanto sopra dimostra come il sistema d’incenerimento sia un investimento diseconomico e non in linea con le tendenze europee del prossimo futuro.

L’interpellante chiede al Sindaco e alla Giunta se:

– Nella sfavorevolissima congiuntura economica e finanziaria che investe l’economia e che dimostra l’antieconomicità degli investimenti in forni inceneritori, il patto tra Iren e F2i per il nuovo “polo dei rifiuti” non sia in realtà un reperimento di risorse altrimenti non a disposizione della società Iren per terminare la costruzione dell’inceneritore di Parma.

 

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