IREN NON CI SORPRENDE PIU’

Non ci sorprende il resoconto dei primi 9 mesi di gestione, che conferma la situazione di allerta su un bilancio che ormai non è più sufficiente definire preoccupante, ma è anche inutile farlo.
I Ricavi per beni e servizi calano del 18%. Ovviamente tiene il comparto idrico con un margine operativo lordo che aumenta del 33%. Tutto merito nostro, che paghiamo l’acqua molto più salata dei nostri vicini e di sicuro non merito non dell’oculata gestione da parte della dirigenza IREN.

Non ci sorprendono le asettiche dichiarazioni che sono pervenute in risposta alle nostre interrogazioni inviate al Sindaco: non è possibile sapere chi sono gli azionisti di IREN in quanto questo ha un costo per il Comune (la copia del libro soci costa 1000 euro e i dati identificativi degli azioinisti costano 2,5 euro a nominativo).
Quindi non possiamo sapere chi sono i percettori dei dividendi che vengono generati grazie alle nostre bollette.

E per quanto riguarda le valutazioni delle centrali elettriche di Tusciano e Turbigo tutto in ordine : si sono seguiti i principi contabili internazionali.
A proposito come mai con due nuove centrali la produzione di energia elettrica cala del 25,8% e i ricavi del 16,5%?

Anche il rigassificatore OLT sembra essere stato un grande investimento perchè è stato definito essenziale e indispenssabile per la sicurezza del Sistema Nazionale del Gas. Peccato che ancora non funzioni, ma questo in Italia è sempre un dettaglio.
Intanto è costato 900 milioni di cui 450 a carico di IREN e la società OLT Offshore LNG è consolidata con il metodo del patrimonio netto per un valore (dalla relazione semestrale di giugno) di 35 milioni di euro svalutato di 20 milioni rispetto al 31/12 /13.
Tra l’altro sempre la società Olt Offshore LNG apporta al bilancio di IREN un risultato negativo non meglio specificato però sicuramente superiore ai 12 milioni di euro e al 30 giugno aveva un debito nei confronti di IREN di 416 milioni di euro.

Non ci sorprende che alle stesse domande poste da Maria Edera Spadoni (deputata del Movimento 5 Stelle) a Roma non sia ancora stata data risposta

E non ci sorprende nemmeno il turn over dell’alta dirigenza.
Viero e De Sanctis hanno mantenuto le redini dell’azienda per ben un anno e mezzo. Non ci preoccupa la loro ricollocazione che sicuramente sarà di loro soddisfazione, ci preoccupa la loro buonuscita.
I 900.000 euro che spettano a De Sanctis per un anno di impegno al nostro servizio in effetti non sono poi tanti se paragonati ai 97 milioni di euro di oneri finanziari che IREN ha dovuto pagare al 30 settembre.
Anche questi paragonati ai 2281 milioni di euro di indebitamento finanziario netto sono in linea con le aspettative.
Ci chiediamo solo di quanto dovranno aumentare le nostre bollette per finanziare tutto ciò.

E non ci sorprenderanno nemmeno i sostituti di Viero e De Sanctis, ormai la logica ci è chiara. Speriamo che almeno vengano pattuite buonuscite leggermente più basse visto che anche loro potrebbero resistere poco alla guida di un’azienda così “complessa”.

La certezza è che IREN non è più un affare che riguardi i cittadini. I beni comuni sono solo una merce che deve rispondere a logiche finanziarie, di dividendi e di poltrone.
Noi non c’entriamo più.
Peccato che nell’ultima parte dell’anno contribuiremo ai flussi finanziari in entrata di IREN con il pagamento di ben 4 bollette : due per il gas il 24 ottobre e 1 dicembre, una per la TARI il 30 novembre e 1 per l’acqua tra fine dicembre e inizio gennaio.

Alessandra Guatteri
Consigliera Comunale a Reggio Emilia
Movimento 5 Stelle

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