IREN: il rischio Torino esiste eccome

Dopo due anni il Consiglio comunale di Reggio Emilia riconosce che nell’azionariato IREN esiste un rischio Torino, legato ai guai finanziari della Mole e al debito verso la stessa IREN. L’acquisto forzato delle azioni IREN detenute dal Comune di Vetto da parte di Reggio dimostra che lo scenario “crack più vendita” esiste eccome, e va studiato

Il Consiglio comunale di Reggio Emilia ha approvato all’unanimità un odg di Reggio 5 Stelle che esprime forti preoccupazioni per la situazione finanziaria del Comune di Torino e per la capacità dello stesso di garantire la quota di proprietà pubblica in IREN. Due anni fa un documento praticamente identico era stato respinto, in occasione della fusione fredda IRIDE – ENIA. Tra gli elementi che hanno aperto gli occhi al PD l’acquisto forzato delle azioni IREN detenute dal Comune di Vetto (RE) da parte di Reggio per un importo di 60.000 euro. Il piccolo Comune montano, governato dal PD, sotto il peso dei debiti è stato costretto a vendere prima la quota di azioni fuori patto, cioè quelle subito vendibili al mercato, e poi anche la quota del sub Patto degli ex soci ENIA, che garantisce la maggioranza della proprietà in capo a Soggetti Pubblici.
Il Consiglio comunale reggiano chiede così al Sindaco Delrio e alla Giunta di stimare, entro la fine dell’anno, il rischio di una vendita delle azioni del Patto da parte di Torino e le eventuali conseguenze per il bilancio comunale . Torino, tramite la finanziaria FSU Sviluppo Utilities, controlla assieme a Genova il 35,96% sul capitale sociale ordinario e il 33,30%  sul capitale sociale complessivo.
Allo stesso tempo Il Comune di Torino ha un debito nei confronti di IREN, sotto forma di bollette energetiche non pagate, di 250 milioni di euro. In una recente Commissione consiliare il Direttore generale di IREN Andrea Viero ha riferito che il cda dell’azienda sta valutando un piano di rientro dal debito (l’ennesimo) che porterebbe al pagamento della metà di quanto dovuto entro

la fine del 2012.

Non possiamo nascondere le nostre perplessità su queste percentuali e questa tempistica di rientro, a nostro avviso molto meno credibile dei suggerimenti che lo stesso Consiglio comunale reggiano diede nel novembre 2011.
L’intreccio perverso creato dall’interesse di IREN per l’acquisto dell’azienda rifiuti e l’inceneritore torinese rende poi tutta la vicenda oggettivamente grottesca. Crediamo quindi che una valutazione dei rischi vada subito fatta almeno sui bilanci economici dei comuni emiliani, preparandosi ad ogni evenienza.

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