Industriali coi soldi degli altri

Alcuni giorni fa il Presidente del Collegio edile, Industriali di Reggio, ha richiamato all'”ordine” di uno sviluppo ben conosciuto dai cittadini: cemento fine a se stesso, inceneritore, complicate acrobazie sull’Area Nord dove si prevede di tutto e di più, ma per loro non basta. La risposta.

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(Marco Preve, Ferruccio Sansa, “Il Partito del Cemento”, Chiarelettere.)

Alcuni giorni fa il Presidente del Collegio edile, Industriali di Reggio, ha richiamato all'”ordine” di uno sviluppo ben conosciuto dai cittadini: cemento fine a se stesso, inceneritore, complicate acrobazie sull’Area Nord dove si prevede di tutto e di più, ma per loro non basta!!

Ecco alcune considerazioni che ho spedito alla stampa.

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Un Psc che prevede 2 milioni di metri quadri di aree artigianali non basta? A parlare di inceneritore il responsabile dell’edilizia degli industriali! come a dire : l’importante è costruirlo, che poi serva o non serva a loro interessa poco .

La Fondazione Manodori (oggi controllata dagli Industriali) faccia come la Fondazione Cariplo e finanzi il risparmio energetico degli edifici pubblici.

A richiamare la necessità di un inutile inceneritore da 200 milioni di euro il responsabile del settore edile di Assindustria Reggio.

Naturalmente non si offrono per sborsare i 200 milioni di euro necessari, visto che l’opera (ribadiamo inutile) non è stata inserita nel Piano Finanziario di Enia .

Parlano di idea di città de l futuro : il Psc prevede 2 milioni di metri quadri di aree artigianali, con una crisi epocale i cui contorni non tendono a chiarirsi. In questo quadro noi non capiamo quale sia l’idea di città degli industriali, se non quella di un’economia basata sul cemento fine a se stesso.

Se vogliano parlare di futuro della città dicano alla Manodori di fare come la Fondazione Cariplo, che dal 2006 al 2008 ha stanziato 8 .000 .000 di euro per gli audit energetici degli edifici pubblici di Comuni medi e piccoli, anticamera per un efficiente risparmio energetico e per tanti posti di lavoro buoni.

Comments:3

  1. Mi sembra che l’ultima cosa di cui ha bisogno la ns. città siano altri 2 milioni di metri quadrati di nuove aree artigianali, visti quanti sono i capannoni che sono stati lasciati vuoti in questi anni e quanti ne verranno presumibilmente liberati nei prossimi mesi a causa della crisi economica, che porterà alla chiusura di aziende.

  2. Il lupo perde il pelo ma non il vizio: è tradizione ormai secolare degli pseudo-industriali nazionali fare i finocchi col culo degli altri, o, per esser più prosaici, gli investimenti coi soldi di pantalone (ossia dei cittadini-contribuenti: chiedetevi anche se, a parità di reddito lordo, c’è più imposizione fiscale sui redditi da lavoro dipendente o su quelli da lavoro autonomo). Autostrade, acqua pubblica, sanità: queste sottomerde sono letteralmente terrorizzate all’idea della concorrenza, essendo la loro unica ambizione il metter le mani su rendite di posizione (monopoli), così da non rischiare un centesimo ed aver garantiti lauti profitti. Siamo nel 2009 ma ragionano come i latifondisti dell’800.
    Del resto, come stupirsi, se la loro stella polare finalmente trapassata non è mai riuscito a vendere un suo cesso di auto al di fuori dei confini nazionali…

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