/ maggio 30, 2009/ Edilizia - Urbanistica, Reggio sicura

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Le proposte di Reggio 5 Stelle/Beppegrillo.it riguardo al problema immigrazione e sicurezza, due termini citati troppo spesso assieme l’uno dipendente dall’altro.
Per illustrare il nostro programma in materia, partiamo dall’affermare l’ovvietà, per contrastare la delinquenza e l’illegalità bisogna avere vera fede nei principi di onestà e giustizia, questa fede non la si dimostra con qualche slogan gridato in Parlamento seduti a fianco del proprio alleato pluricondannato per reati d’ogni genere e nonostante ciò ancora alleato, che è un po’ ipocrita…
Non tolleriamo chi ruba in Parlamento come chi scippa per le strade di Reggio, la legalità qua dipende anche dalla legalità a Roma, perciò non si può votare coloro che parlano di ripristinare la sicurezza a Reggio Emilia e a Roma siedono affianco dei mafiosi.

Le proposte di Reggio 5 Stelle/Beppegrillo.it per risolvere il problema immigrazione/sicurezza sono chiare, percorribili e pragmatiche, improntate alla risoluzione del problema e non al suo tamponamento temporaneo.

  • Potenziamento della polizia municipale con chiari compiti di contrasto alla microcriminalità,
  • Contrasto delle situazioni abitative illegali, case “sfitte” imbottite di clandestini in nero non devono avere vita facile, e nemmeno i loro proprietari furfanti,
  • No ai ghetti, quartieri come la stazione e limitrofi sono il terreno fertile per il degrado sociale e se ne deve impedire la creazione, piuttosto che buttar soldi con manifesti su “baci alla stazione” che non intimoriscono granchè la delinquenza,
  • No ai campi nomadi abusivi, creazione di campine (come prescritto dalla UE) con diritti e doveri chiari, utenze a carico degli abitanti, priorità alla regolare frequenza scolastica dei bambini nomadi,
  • Autocontrollo dei cittadini tramite strade, parchi e piazze frequentabili ad ogni ora del giorno e della notte, una città vissuta dai suoi abitanti è una

    città sicura. Appoggio ai City Angels e organizzazioni simili, no a ronde di travestiti da Asterix e Obelix, guardie padane e pensionati in vena di rievocazioni tardo-celtiche.

Più importante delle misure di contrasto è però risolvere la radice del problema. Crediamo che Reggio Emilia abbia raggiunto la sua quota di stranieri fisiologica nell’attuale mondo globalizzato (e forse un po’ di più), non si tratta di ostilità al diverso ma di semplice efficienza e sostenibilità, gli immigrati che arrivano in Italia non possono concentrarsi in poche città ma devono essere redistribuiti nel territorio in base alle risorse di ogni comunità. Il beneficio è per tutti, altrimenti i vecchi abitanti vedono i loro comuni svenarsi e i nuovi venuti trovano comunità oberate da richieste d’aiuto che non possono essere evase.

Per marcare la differenza tra noi e i sedicenti “paladini della sicurezza” , basta una considerazione.
Quando ci sono le briciole sul pavimento della cucina cosa accade? Arrivano le formiche dal giardino no? E qual è il modo più furbo per risolvere il problema, barricare la cucina o spazzare le briciole dal pavimento?
Ecco la differenza, loro vogliono una città blindata e militarizzata (Alessandri e Filippi promettono l’arrivo dell’esercito nella nostra città, la lista Cambiare (in peggio) vuole realizzare trincee camuffate da bancomat-casematte) che respinga “l’invasore” sul confine, noi non trattiamo gli stranieri come nemici ma come persone bisognose che rappresentano però anche un problema da gestire intelligentemente. Vogliamo capire cosa attira qui troppi immigrati e deviarli prima su altre zone meno sotto pressione.
Siamo convinti che fermando l’edilizia di bassa qualità che negli ultimi anni ha soffocato Reggio Emilia (grazie a Spaggiari e Delrio), ossia togliendo spazio al mercato del lavoro di bassa qualifica meta degli immigrati, spesso assunti in nero da imprenditori senza scrupoli, verrà a mancare il principale motivo che attrae nella nostra città una popolazione che, soprattutto ora con crisi immobiliare generale, si trova troppo facilmente a spasso.
Perché è certamente per questo che a Reggio Emilia giungono cosi tanti immigrati, lavoro, i flussi migratori si muovono soprattutto in base alle opportunità di lavoro (avete mai sentito di un gommone i cui ospiti si sono fermati contenti in Irpinia?), non perché c’è la Caritas ( a cui esprimiamo solidarietà per le vili aggressioni opportuniste dei giorni scorsi) che “favorisce l’invasione”.

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