Il patrimonio Manodori e gli alieni del PD

Il secondo patrimonio della città dopo l’ex municipalizzata ora IREN. La Fondazione bancaria Manodori, snaturata dalle leggi dello Stato come schiava degli interessi delle banche, è a un bivio, con il patrimonio che si sta volatilizzando, e i contributi erogati alla città sempre più a rischio. Sulla graticola gli aumenti di capitale in Unicredit, di recente bersaglio di esponenti del PD. Gli investimenti di Manodori in Unicredit sono stati, a varie tappe, ben 6 in più di 10 anni, se contiamo anche le ex Casse di Risparmio. Lo Statuto parla chiaro: a nominare la maggioranza del Consiglio sono Enti riconducibili al PD. Delrio e compagni si sono arresi ai poteri forti, hanno aspettato l’ultimo minuto per stracciarsi le vesti, ed ora se ne assumano le responsabilità. Perchè nessuno parla del disastro delle azioni IREN in Manodori? Leggete i post scripta

Il secondo patrimonio della città dopo l’ex municipalizzata ora IREN. La Fondazione bancaria Manodori, snaturata dalle leggi dello Stato come schiava degli interessi delle banche, è a un bivio, con il patrimonio che si sta volatilizzando, e i contributi erogati alla città sempre più a rischio. Sulla graticola gli aumenti di capitale in Unicredit, di recente bersaglio di esponenti del PD. Gli investimenti di Manodori in Unicredit sono stati, a varie tappe, ben 6 in più di 10 anni, se contiamo anche le ex Casse di Risparmio. Lo Statuto parla chiaro: a nominare la maggioranza del Consiglio sono Enti riconducibili al PD. Delrio e compagni si sono arresi ai poteri forti, hanno aspettato l’ultimo minuto per stracciarsi le vesti, ed ora se ne assumano le responsabilità. Perchè nessuno parla del disastro delle azioni IREN in Manodori? Leggete i post scripta.

L’ulteriore crollo delle azioni di Unicredit ha solo sancito la fine di una politica miope che ha teso a concentrare il patrimonio della Fondazione Manodori sul titolo bancario. Fin dall’eredità dell’ex Casse di Risparmio si è dato corso a diversi aumenti, anche recenti e sensibili di capitale, in un’escalation che sembra inarrestabile. Alcune settimane fa, prima di discutere l’ultimo aumento di capitale,  al valore di carico delle azioni di 135 milioni di euro corrispondeva un valore di mercato di 103 milioni di euro, con una perdita secca di oltre 30 milioni di euro. Perdita ulteriormente aggravata con i recenti eventi di Borsa, ma è interessante ricordare che tra gli aumenti scellerati se ne registrano alcuni di pochi mesi fa. L’ultimo aumento di capitale fa registrare una perdita del 60% tra valore di carico e valore di mercato. Eppure non ci ricordiamo Delrio e il PD a stracciarsi le vesti per l’ennesimo azzardo di Borsa. Come mai? Era forse meglio tacere e rimanere nella partita delle prebende erogate dalla Fondazione annualmente? O Forse era un modo per nascondere l’andamento delle azioni IREN, anch’esse con una bella perdita secca in patrimonio Manodori del 60%, con quasi 5 milioni andati in fumo.

Su IREN Delrio non può appellarsi alla fronda spaggiariana e ai poteri forti. Poteri forti che potrebbero risultare incomprensibili al cittadino se non si parla di chi è molto sensibile alle loro sirene. Il Consiglio Generale della Fondazione è espressione del Partito Democratico, visto che 6 membri su 13 sono nominati da Comune, Provincia e Camera di Commercio, 4 da altri Enti, ed ulteriori 3 sono espressione del Consiglio Generale stesso, dove appunto gli enti PD detengono la maggioranza prima della nomina finale.

Si  dovrebbe vedere quello che chiunque può vedere: i decisori politici appartengono tutti alla stessa Chiesa di Partito, che poi si siano divisi in varie parrocchie o si siano sempre arresi a poteri esterni, è una loro scelta ed una loro responsabilità. Cioè, del PD, dei suoi uomini e donne storici e delle sue fronde.

Non possiamo che unirci agli appelli per frenare la corsa su Unicredit e rinnovare i vertici della Fondazione, è il buon senso che lo impone. Ma il giochino delle tre carte cui Delrio e il PD ci hanno abituati ci fa vedere che le avventure dettate dai piani alti dei Partiti finiscono tutti nella stessa maniera: che si chiamino Fondazione Manodori o IREN, la fine è sempre quella. Le responsabilità pure.

p.s.: ieri il Partito Democratico ha presentato un ordine del giorno d’urgenza in Consiglio Comunale per chiedere che la Fondazione diversifichi gli investimenti, e in sostanza non sottoscriva il nuovo aumento di capitale Unicredit. Ho votato ovviamente  favore, ma per dovere ho letto in aula questo post. Che lo abbiano tutti ben chiaro.

p.s.2: le nomine della Fondazione Manodori le ha sempre fatte il deputato del PD cattolico Pierluigi Castagnetti, mentore del Sindaco Delrio.

p.s.3: l’ex sindaco di Reggio Emilia Antonella Spaggiari, presidente della Fondazione per diversi anni e artefice con tanti altri delle scelte finanziarie, ha ricordato che Unicredit è sempre stata gradita al PD, che ammirava il suo capo Alessandro Profumo, ora indagato per frode, e che si recava a votare alle primarie del PD.

p.s.4: Delrio non può spiegare nulla perchè dovrebbe chiamare le cose come stanno, ed evidentemente non può permetterselo: massoneria

Comments:2

  1. Oltre alla Massoneria aggiungiamo l’Opus Dei , anche se i confini tra queste deprecabili organizzazioni molto labili.

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