Il M5S propone tagli di 42 milioni di euro l’anno per stipendi e benefit della Camera

Il MoVimento 5 Stelle con il vice presidente della Camera Luigi Di Maio e i suoi segretari Claudia Mannino e Riccardo Fraccaro, ha approntato una proposta di tagli per 42 milioni di euro l’anno, sugli stipendi e le indennità dei deputati. Se applicato prevede una riduzione dello stipendio a 5.000 lordi, l’abolizione delle diarie forfettarie e altri voci fisse per passare ad un sistema rendicontazione online e pagamento esclusivo solo di quanto speso, rendicontato e pubblicato online, con un massimale totale da spendere.  Martedì la proporremo all’ufficio di presidenza della Camera attraverso i nostri eletti: il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio e i segretari Claudia Mannino e Riccardo Fraccaro. Così sapremo se la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha veramente voglia di intervenire sui costi della politica. Visto che nel corso dell’ultimo ufficio di presidenza la Boldrini aveva detto che si sarebbe decurtata lo stipendio del 30% anche se in realtà il taglio effettivo sarebbe stato solo del 6,9% netto. Nella stessa riunione l’ufficio di presidenza aveva però rifiutato la proposta del Movimento 5 Stelle di eliminare il parco di auto blu della Camera e anzi aveva dato il via libera alla costituzione di un nuovo gruppo parlamentare, senza che però ne ricorressero i requisiti, determinando a carico dei cittadini una nuova e maggiore spesa per circa 400 mila euro l’anno.

I “responsabili” di Pd, Pdl e tutti gli altri partiti hanno votato a favore della deroga al regolamento per Fratelli d’Italia che costerà 400mila euro l’anno in più.  Unico voto contrario M5S.

I parlamentari di Pd e Pdl, Lega, Scelta Civica, Sel la presidente Boldrini (Sel) appoggeranno questa proposta?

Maria Edera Spadoni

cittadina alla Camera dei Deputati

 

Comments:7

  1. nella speranza che sia vero che come si diceva una volta ,il bel tempo,si vede dal mattino,i Grillini ai quali ho dato il mio sostegno alle ultime elezioni,promettono bene fin’ora,speriamo che anche loro come altri non vengano assorbiti dalla melma che da oltre vent’anni sta avvolgendo le nostre istituzioni,che riescano almeno loro a mantenere fede alle promesse fatte,altrimenti alla prossima tornata elettorale,noi poveri Cristi che avevamo riposto la nostra fiducia in questo nuovo movimento,non ci rimane che cercarci un’albero bel robusto ed andarci a impiccare,perchè speranze di un cambiamento da parte degli altri,a giudicare dal loro comportamento di questi giorni,non c’è assolutamente niente da sperare,continuano a rimpallarsi le responsabilità del disastro che loro stessi hanno causato,senza minimamente cercare di trovarvi qualche soluzione,mentre noi, si continua a dare buchi alla cinghia,ma oramai non c’è piu spazio,neanche per ulteriori buchi,perciò o si danno una mossa,oppure,trà poco siamo al si salvi chi può,perchè i poveri non sanno più a quale Santo votarsi,ed è molto brutto,arrivare a questo. Forza Grillini,ridateci un poco di speranza.Beppe

  2. Stipendi parlamentari, retromarcia di Grillo:
    “6mila euro anche senza rendicontare spese”
    In campagna elettorale i candidati M5S avevano promesso di conservare solo 2500 euro netti al mese di retribuzione, promettendo di rinunciare alla diaria da 3500 euro se non erano in grado di documentare i rimborsi

  3. se vai con lo zoppo…

    sorrido al pensiero che questi si sentissero così superiori agli altri… sono invece “tutti uguali”…

  4. E’ sempre stato così e si sapeva dall’inizio: stipendio ridotto e nessuna rinuncia ai benefit se non per il fatto che si giustificano a fronte di reali spese. era da sempre scritto nel codice di comportamento firmato prima delle elezioni

  5. Indovinate dove ho preso questa frase:

    • Stipendio parlamentare allineato alla media degli stipendi nazionali

    Bimbi lo ha detto anche il guru che con internet le bugie hanno le gambe corte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *