Il Comune fa cassa con le bollette dell’acqua. E poi parla di welfare!

Il Comune di Reggio continua imperterrito per la sua strada, continuando a far gestire il servizio idrico ad Iren spa, società quotata in borsa con fini di lucro, andando contro a quanto deciso il 12 e 13 giugno dalle migliaia di reggiani che sono andati a votare per i referendum per tenere fuori l’acqua dalle logiche di mercato.A ciò si aggiunga la società Agac Infrastrutture spa, proprietaria delle reti, i cui utili non vengono reinvestiti nelle reti idriche.

Il Comune di Reggio continua imperterrito per la sua strada, continuando a far gestire il servizio idrico ad Iren spa, società quotata in borsa con fini di lucro, andando contro a quanto deciso il 12 e 13 giugno dalle migliaia di reggiani che sono andati a votare per i referendum per tenere fuori l’acqua dalle logiche di mercato.A ciò si aggiunga la società Agac Infrastrutture spa, proprietaria delle reti, i cui utili non vengono reinvestiti nelle reti idriche.

I dividendi che il Comune prende ogni anno da Iren spa e da Agac non vengono spesi solamente per investimenti nelle reti idriche, ma per finanziare le attività correnti, dagli asili alle consulenze. Il punto è che questi soldi vanno spesi per le reti idriche, e non per ipotetiche sagre del pipistrello!

Il secondo quesito del referendum impone che non ci possa essere marginalità, cioè utili, sulle bollette dell’acqua. Si cominci da AGAC infrastrutture spa, tutti gli utili vengano reinvestiti nel ciclo idrico integrato, visto che sono soldi che provengono indirettamente dalle bollette dell’acqua. Un semplice cambio dello Statuto sarebbe sufficiente.

Questo è indicativo di come i sindaci reggiani abbiano perso il senso del loro mandato, e non stupisce che il capofila Delrio difenda a spada tratta il sistema per come è, sperando in qualche innocuo ritocchino. Fare cassa subdolamente con le bollette è come imporre una tassa sul macinato: a rimetterci sono tutti, ma in particolare i più poveri, con effetto anti sociale.

Lo scorporo del ciclo integrato dell’acqua da IREN è l’unica soluzione coerente per rispettare la volontà referendaria del secondo quesito che nega gli utili agli azionisti.

I dati relativi a questo scorporo dovranno essere contenuti nello studio di fattibilità già previsto e votato dal Consiglio Comunale di Reggio Emilia nel 2007 e ribadito da un nostro ordine del giorno votato all’unanimità nel consiglio del 20 giugno scorso: se lo studio di fattibilità non verrà realizzato sarà chiara l’intento anti democratico, dilatorio e falsificatore del Sindaco Delrio che ha già detto no allo scorporo, e quindi all’esito referendario.

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