I Partiti fanno “marchette” con i fondi per le scuole reggiane

FONDI SCOLASTICI DISTRIBUITI A PIOGGIA: I PARLAMENTARI REGGIANI HANNO PREFERITO PROTEGGERE I PROPRI FEUDI CHE AIUTARE LA SCUOLA PUBBLICA. Un altro schiaffo alla scuola pubblica.

FONDI SCOLASTICI DISTRIBUITI A PIOGGIA: I PARLAMENTARI REGGIANI HANNO PREFERITO PROTEGGERE I PROPRI FEUDI CHE AIUTARE LA SCUOLA PUBBLICA.  Un altro schiaffo alla scuola pubblica.

E’ notizia dei giorni scorsi che le Commissioni Bilancio e Cultura della Camera hanno stanziato dei finanziamenti per l’edilizia scolastica (2,1 milioni di euro per la nostra provincia). Era ora, vista la situazione di degrado strutturale che vivono molte scuole della nostra provincia. Peccato, però, che questi finanziamenti non siano stati assegnati agli enti locali, che per legge hanno competenza in materia, ma ai parlamentari, che hanno potuto distribuirli a loro discrezione. Tutti quanti.

Emerenzio Barbieri (PDL, quello che si lamentava del fatto che gli onorevoli viaggiassero in classe economica mentre i senatori in business!) ha stanziato gran parte di fondi a lui assegnati alle amministrazioni governate dal suo partito (Guastalla e Viano) e ad alcune scuole private o paritarie (alla faccia dell’art.33 della Costituzione), che, nonostante ottengano già finanziamenti pubblici pur non rispettando molte regole vigenti nelle scuole pubbliche, (ad esempio quelle per la selezione del personale docente), nonostante prevedano una retta d’iscrizione di gran lunga più alta delle scuole pubbliche, sono ritenute dallo stesso Barbieri molto bisognose di finanziamenti e aiuti.

Maino Marchi (PD), vantandosi di aver chiesto parere alla Provincia su a chi destinare i fondi, li ha destinati, tra gli altri, alle scuole di Castellarano e San Martino in Rio, due dei quattro comuni in cui, in primavera, si svolgeranno le elezioni amministrative. Sarà un caso?

Una cosa è certa: quei fondi andavano destinati agli enti competenti che, in virtù della loro autonomia (e si parla di federalismo!?), avrebbero poi scelto, sulla base di criteri oggettivi (magari pubblicati sul web) e consultando gli attori della scuola (docenti, presidi, genitori, studenti), a chi destinarli.

In un periodo di crisi dura per il settore dell’istruzione italiana (sono di oggi le notizie di una diminuzione di oltre il 12% dei finanziamenti alle università e alla ricerca!), la scelta di metodo fatta per la distribuzione dei fondi messi a disposizione dal Parlamento ci riporta indietro di quasi 1000 anni, quando c’erano i feudi (e non le repubbliche democratiche), con vassalli, valvassori e valvassini che distribuivano a loro discrezione i fondi nel loro territorio.

La scuola pubblica italiana, negli ultimi decenni, ha continuato ad essere intesa dai vari governi come una cassa, un punto di bilancio in cui sempre si può tagliare qualcosa. Tuttavia, i fondi per le scuole private sembra siano sempre disponibili e, anzi, vengono aumentati da ogni governo.

Il Movimento 5 Stelle nel suo programma ha, da sempre, fissato un caposaldo, che è il rispetto della Costituzione, la quale recita (art. 33): Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato e, all’art. 34, L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. Negli ultimi anni, i partiti (di destra, di centro e di sinistra) hanno sempre calpestato questi articoli (così come altri). Occorre dire BASTA a questi abusi, occorre investire nell’istruzione pubblica se si vuole uscire dalla crisi economica che ci sta accompagnando in questi ultimi anni.

Comments:2

  1. pensa che la scuola privata dove andranno i soldi (€ 400.000,00 è a s.ilario d’enza , il mio paese, e la giunta PD ha già messo a disposizione loro un terreno di 5000 mq su cui potranno costruire per circa 3200 mq la scuola ricavandola da opere di compensazione ,su un piano particolareggiato denominato Gazzaro, che dovevano andare a vantaggio dei cittadini. Invece la giunta ha trasformato il terreno di compensazione a destinazione d’uso Ac cioè attività collettive, e lo ha messo all’asta per la cifra base di € 250.000,00 sapendo che chi era interessato aveva già un nome e cognome, le scuole private che in questo modo beneficiano dei soldi pubblici, allafaccia dell’art 33 della costituzione, e anche dei servizietti comunali. Ma i cittadini sono tenuti all’oscuro di tutto questo e i genitori delle scuole pubbliche fanno le torte da vendere al mercato per prendere un po’ di soldi per potere avere una scuola pubblica decente

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