Handicappato, rifiuto organico

parckorganicNon bastava che nell’allestimento di molti parcheggi pubblici reggiani venisse bellamente ignorato il disposto di legge 104/92 p. 28 e DPR 503/96 che prevede un posto auto riservato ai veicoli con contrassegno disabili ogni 50 o frazione; né bastava che spesso questi pochi posti, ove presenti, avessero collocazioni molto infelici, confinando con alti cordoli ovvero non disponendo di spazio vitale da ambo i lati per le operazioni di trasbordo su carrozzina; né che il fondo di tali piazzole fosse sovente butterato, interessato da solcature profonde, o con autobloccanti sconnessi al punto da rendere impossibile il transito con la carrozzina.

Alcuni esempi: (i) parcheggio – già così infelice di suo – antistante il centro commerciale ‘Conad Sud’ di via Maiella, con posti H radenti il muro; (ii) parcheggio ‘I Petali’ lato sud con accesso da Piazzale Atleti Azzurri d’Italia: nessuna piazzola per disabili e, soprattutto, impossibilità fisica di accesso al Centro comm.le da parte di carrozzina, causa alti cordoli e grossa catena di sbarramento dell’unica carrabile; (iii) parcheggio antistante il civico 8 di Via della Previdenza Sociale, riservati H completamente assenti; (iv) parcheggi dei controviali nel complesso, con piazzole insufficienti.

Ora abbiamo il ‘parcheggio polivalente’ a beneficio di ‘servizi’ vari, onde massimizzare l’utilizzo di detti spazi notoriamente così abbondanti che i disabili li snobbano volutamente… In viale Olimpia, Agag-Enìa pare abbia varato la disinvolta pratica della rimessa dei bidoncini dei rifiuti organici proprio su un’area di parcheggio riservata H. Girando per vie e piazze di città e di periferia, notiamo altri usi concorrenziali di tali piazzole: piccole isole ecologiche improvvisate a ridosso dei cassonetti per la raccolta differenziata, con mobiletti, materassi, batterie d’auto, damigiane, pallets, ecc.; oppure rimessa per transenne zincate o cumuli di sabbia/ghiaia in occasione di cantieri stradali, cumuli di neve dopo le ‘fiocche’ invernali; o ancora occupazione ‘carico-scarico’ per gli esercizi commerciali nelle vicinanze.

Gli spazi riservati alle categorie protette stanno diventando merce rara, tra disposti legislativi disattesi e pseudo isole ecologiche mal disseminate che potrebbero scomparire se solo il Comune si decidesse a generalizzare il sistema porta-a-porta. Solo gradiremmo che almeno le multi-utility non mettessero sale sulla ferita con ‘lapsus freudiani’ (park per handicappato e/o rifiuto) così beffardi.

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