Fu MAFIA, e ora?

Il segreto di Pulcinella è alla fine svelato. Il co-fondatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri è stato riconosciuto colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa. Cosi ha sentenziato stamattina la Corte d’Appello di Palermo, condannando il braccio destro di Berlusconi a 7 anni di reclusione.


Il segreto di Pulcinella è alla fine svelato. Il co-fondatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri è stato riconosciuto colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa. Cosi ha sentenziato stamattina la Corte d’Appello di Palermo, condannando il braccio destro di Berlusconi a 7 anni di reclusione.

Sentenza esplosiva, seppur depotenziata rispetto al primo grado, dove Dell’Utri si prese 9 anni, perché i giudici d’Appello l’hanno ritenuto colpevole “solo” fino al 1992, cancellando di botto mesi di rivelazioni da parte di diversi pentiti, che avevano gettato ombre inquietanti (cioè, ancora di più) sulla nascita di FI e, più in generale, sul burrascoso periodo dei primi anni’90, sulla trattativa Stato-Mafia, sui boss alla ricerca di un aggancio forte dentro le istituzioni, sulle stragi.

Tralasciando per un attimo ciò, da oggi quello che si può e si deve dire è questo, finalmente validato da una sentenza e non solo dall’evidenza: l’uomo di fiducia di Berlusconi è un mafioso.

Amico di Berlusconi dai tempi dell’università e poi suo segretario, negli anni ’80 scalò i vertici dell’impero Fininvest (è stato prima presidente di Publitalia, poi AD della Fininvest stessa) rimediando nel frattempo una condanna per frode fiscale, mentre nel’94 è ideatore e co-fondatore di FI assieme a Berlusconi. La sentenza di oggi dimostra che tutta questa carriera si è svolta senza mai interrompere i suoi legami con mafiosi d’ogni sorta, perlomeno sino al 1992.

Questo è lo scudiero. Del cavaliere meglio non parlare, se non per ricordare che il processo all’avvocato inglese Mills ha dimostrato che Berlusconi è un corruttore, e la corruzione dell’avvocato è stata necessaria per nascondere ben altre malefatte sulle quali non possiamo esprimerci con certezza, visto che la sentenza odierna lascia aperti molti interrogativi sul suo passato.

Nonostante i giornali di regime Libero e Il Giornale dai loro siti internet tentino di minimizzare l’evento, puntando sulla riduzione di pena concessa rispetto al primo grado e cantando comicamente vittoria perché il periodo della nascita del partito del loro padrone è stato escluso dalla sentenza, le domande che si aprono e quelle rimaste ancora senza risposta sono queste:

–        Cosa si cela dietro il successo imprenditoriale di Silvio Berlusconi?

–        Quale catena di eventi ha portato alla nascita di Forza Italia e alla discesa di Berlusconi in politica?

–        Perché il co-fondatore di questo partito è stato sempre in stretto contatto con la mafia? E perché più fonti indicano in questo partito il riferimento politico della mafia?

–        Perché nacque un largo schieramento di soggetti di ogni estrazione che in quel periodo iniziarono una guerra contro la magistratura e contro i successi e le indagini di magistrati coraggiosi in Sicilia e non solo?

–        Cosa si cela dietro la cortina fumogena che ci nasconde la verità su cosa accadde nei primi anni ’90? Perché le stragi di mafia iniziarono e finirono di colpo?

La sentenza lascia aperti tutti questi interrogativi e ne solleva tanti altri. Perché, per esempio, i giudici hanno rifiutato di ascoltare Massimo Ciancimino? Le rivelazioni dei pentiti sul periodo dopo il ’92 non sono state ritenute credibili dai giudici, ma noi ci chiediamo: com’è possibile che Dell’Utri, che per anni e anni è stato uomo di riferimento della mafia di colpo, nel 1992, abbia cessato i suoi rapporti con essa? Perché allora il suo nome è emerso più volte da intercettazioni dei boss mafiosi ben dopo questa data, come referente politico dei clan?

Rumors uditi nei giorni precedenti la sentenza non sono molto rassicuranti, e chiamano in causa direttamente i magistrati giudicanti, al centro di polemiche relative anche alle carriere dei figli.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/15/processo-dell%E2%80%99utri-i-figli-del-giudicee-le-%E2%80%9Cchiacchiere%E2%80%9D-di-palermo/

“Chiacchiere”, ma fatto sta che ci sono ancora molte pagine da scrivere riguardo le origini e i misteri brevemente riportati in questo intervento.

E nessuno di noi crede che Marcello Dell’Utri, improvvisamente, nel 1992, abbia deciso di farsi una nuova vita tagliano i ponti col torbido passato per lanciarsi in politica al fianco di Silvio B.

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