Frane e dissesto idrogeologico, M5S porta il caso in Senato “Subito interventi e programmazione”

Il Movimento 5 Stelle va all’ attacco in difesa del territorio contro i danni provocati dal dissesto idrogeologico, chiedendo al governo investimenti per la riduzione del rischio, la messa in sicurezza ed una corretta pianificazione territoriale.

Il Movimento 5 Stelle va all’ attacco in difesa del territorio contro i danni provocati dal dissesto idrogeologico, chiedendo al governo investimenti per la riduzione del rischio, la messa in sicurezza ed una corretta pianificazione territoriale.

Lo fa attraverso una interrogazione al Ministro dell’Ambiente firmata da 54 parlamentari del gruppo del Senato, che vede tra le prime firmatarie la reggiana Maria Mussini, insieme a Paola De Pin e il capogruppo Vito Crimi. Maria Mussini nelle scorse settimane aveva partecipato anche all’incontro promosso dalla presidente della Provincia Sonia Masini con tutti i parlamentari reggiani. In quella occasione Maria Mussini dove aveva sottolineato “l’importanza di cambiare radicalmente rotta sugli investimenti, abbandonando le grandi opere, spesso totalmente inutili e dannose economicamente,  passando alle piccole opere e gli investimenti preventivi a tutela del territorio”. “Premesso che l’82 per cento dei comuni italiani è interessato a situazioni di dissesto idrogeologico le ondate di maltempo riversano specie nei mesi invernali ingenti volumi di pioggia, aggravando il problematico stato del territorio e riportando periodicamente in primo piano il problema delle frane; tali eventi si ripetono spesso negli stessi luoghi provocando ricorrenti tragedie e danni” spiegano nell’interrogazione la Mussini e gli altri parlamentari a 5 stelle. “Un fenomeno che negli ultimi mesi ha interessato Emilia-Romagna, Veneto, Toscana, Lazio,Umbria,Friuli-Venezia Giulia e Liguria” continuano.

DANNI DA 3,5 MILIARDI EURO L’ANNO IN ITALIA

“Le ricadute a livello economico sono pesanti: secondo i dati di Anci-Cresme tra il 1944 e il 2011 il danno prodotto in Italia dalle calamità naturali ha superato i 240 miliardi di euro, con una media di circa 3,5 miliardi di euro all’anno. Le calamità idrogeologiche hanno contribuito per circa il 25 per cento al danno complessivo” rimarcano i 5 Stelle. “Da un dossier presentato nei giorni scorsi dall’Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni, accompagnato da una proposta per un “piano anti-dissesto”, risulta che nel nostro Paese gli edifici a rischio di frane ed alluvioni sono 1.260.000, tra cui oltre 6.000 scuole e 531 ospedali, mentre in territori ad alto rischio vivono 6 milioni di persone, e 22 milioni in zone a rischio medio” fanno i conti i parlamentari del Movimento 5 Stelle.

“A giudizio degli interroganti è necessario, affinché questi fenomeni, comuni e frequenti, non si trasformino in catastrofi naturali ad ogni pioggia un po’ più intensa, che lo studio, la comprensione e la modellazione delle dinamiche evolutive di versanti e corsi d’acqua diventino parte integrante della gestione del territorio in tutti i suoi aspetti, dalla pianificazione urbanistica fino alla manutenzione di opere ed infrastrutture, limitando e compensando l’impermeabilizzazione del suolo, che riduce l’assorbimento di pioggia e arriva ad impedirlo completamente”.

LE PROPOSTE AL MINISTRO DELL’AMBIENTE

Da qui le domande e le proposte al Ministro dell’Ambiente.

“ Quali decisioni il Ministro in indirizzo intende assumere per porre in atto le adeguate e necessarie strategie il cui obiettivo prioritario è la messa in sicurezza del territorio ?” chiedono i rappresentanti del Movimento 5 Stelle al Senato. Poi una serie di proposte. “Non ritiene utile intervenire incisivamente e costantemente per una mirata programmazione degli interventi di riduzione del rischio, ed una corretta pianificazione territoriale valutando positivamente i diversi disegni di legge sul consumo del suolo, presentati nel corso della XVI Legislatura” spiegano la Mussini e i colleghi “Un aggiornamento continuo dei dati, investendo nuove risorse nella conoscenza e nella ricerca per poter vivere domani in un territorio più sicuro”.

 

Comments:1

  1. Grazie per aver messo il problema nella giusta prospettiva, se le risorse sono scarse bisogna destinarle all’ ordinaria manutenzione e messa in sicurezza dell’esistente.
    Stop alle grandi opere, soprattutto se inutili.

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