Quel matrimonio non si PUO’ fare

Enìa e fusione con Iride, secondo atto. Nel primo dicevamo “quel matrimonio non s’ha da fare”, ora diciamo non si può fare.
Ecco i motivi.

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Enìa e fusione con Iride, secondo atto. Nel primo dicevamo “quel matrimonio non s’ha da fare”, ora diciamo non si può fare.

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La seconda puntata riguarda infatti la Commissione Consiliare congiunta in cui mi sono trovato di fronte al Sindaco ma soprattutto al management di Enìa capeggiato dal’ad Viero, dove ho chiesto sulal fusione e sul Piano Industriale.

Cominciamo dalle buone notizie. Le nostre proposte di convogliare le azioni su patti di azionariato di utenti e cittadini ( le azioni che dovranno essere cedute per abbassare la quota degli enti pubblici al 30%) hanno trovato sponda in Delrio che ne ha già parlato con gli altri Sindaci (finanza etica a sostegno dell’azionariato diffuso).

Per la verità la prima risposta me l’ha data il management di Enìa farfugliando qualcosa su OPA, Statuto, tanto che dopo la risposta del Sindaco ho chiesto: “Ma il dott. Viero le sa queste cose?”. Si attaccavano lì per lì al fatto che per vendere in blocco il 30% delle azioni si va in OPA, ma io non avevo chiesto di vendere in un’unica soluzione e a un solo patto di azionariato tutto il blocco. E va beh!

Veniamo però al dunque. Ho chiesto a Viero, senza ricevere risposta, cosa ne pensa del fatto che il COnsiglio Comunale di Genova ha deliberato la fusione a patto che il 51% rimanesse in mano pubblica.

Ma se entra in applicazione il Decreto Ronchi prima della fusione il voto di Genova è incompatibile con la fusione stessa (30 o 40 % in mano pubblica contro il 51% deliberato).

Occhio! Il Decreto Ronchi deve essere ancora convertito in legge e devono fare presto a fondere Enìa e Iride. Sarà per questo che il presidente di Enìa Allodi dice che o si fonde entro dicembre o salta tutto? Secondo noi è così.

Questo matrimonio non si PUO’ fare. Già l’acqua pubblica è abbondantemente a rischio con il calo della proprietà pubblica al 30%, se ci mettiamo anche a fare le fusioni fredde in barba alla volontà dei soci (cioè Genova) siamo fritti.

Per chi voglia divertirsi la delibera del CC di Genova su Enia Iride la trovate qua.


Comments:5

  1. La questione acqua è il caso di dirlo… è di “vitale” importanza. Speriamo che il Sindaco oltre a dire…faccia anche.
    Vent’anni fa parlare di privatizzazione dell’acqua sarebbe sembrata un’eresia…. ma ormai ci hanno abituati ad accettare tutto… o no?

  2. Ricordo ed è il caso che tutti ricordino quando il precedente Consiglio Comunale votò contro la mozione, sostenuta anche da noi Grillini, che voleva garantire in maniera chiara e inequivocabile il controllo pubblico dell’acqua.
    E possibile andare a vedere chi votò contro e chi a favore della mozione?

  3. Enia, al di la di tutto, si è già fusa. Da sola.
    Scioltacomenevealsole.
    è una oligarchia di pochi, unbusiness di auto aziendali e di burocrati senza remore.

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