é nato il testamento biologico!

Anche a Reggio si è finalmente compiuto il passo, piccolo per la città, ma grande per l’umanità, se è concesso parafrasare Armstrong, dell’istituzione del registro dei testamenti biologici.

Da oggi tutti i cittadini del nostro Comune potranno finalmente mettere nero su bianco, e depositarle presso un’apposita anagrafe comunale, le loro legittime ultime disposizioni sulla propria sorte, in caso di una riduzione in stato vegetativo irreversibile che renda impossibile una decisione futura del malato. Con questa conquista di civiltà si ribadisce l’intoccabilità e la sacralità del diritto all’autodeterminazione della persona, unica depositaria del diritto di decidere per se stessa e per la propria vita.

Non si tratta come molti credono di una battaglia contro la religione e la fede, ma di una faticosa lotta per i diritti civili come lo sono state in passato le rivendicazioni dei neri d’America, del movimento femminista, dei divorzisti e degli abortisti, e come lo è tuttora la contesa per il riconoscimento di pari diritti agli omosessuali.

Questo diritto ad autodeterminarsi, che in altri paesi è già riconosciuto da anni, in Italia viene osteggiato, negato, irriso e si pretende di imporre ad ogni uomo la “supervisione” sulla propria vita da parte di una entità nella quale ognuno è liberissimo di credere, ma anche di non farlo.

Ecco perché anche il testamento biologico ora riconosciuto dal Comune di Reggio non avrà, per adesso, validità giuridica in mancanza di una legge nazionale che lo riconosca come legittima espressione delle nostre ultime volontà, esattamente come il classico testamento, ma conserva comunque intatto il suo valore moralmente ed eticamente vincolante per il medico al quale oggi la legge attribuisce la responsabilità della decisione dello stacco della spina.

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