E’ guerra nell’IDV di Reggio Emilia:tutta la storia minuto per minuto

Sembrava conclusa la guerra tra i due consiglieri regionali reggiani Barbati e Riva. E invece no. Riva sostituisce la Barbati in una Commissione regionale, garantendo il numero legale (!) e la Barbati si infuria perchè Riva ha votato senza consultarla. La Barbati non era presente e il numero legale a rischio. Oggetto? Il taglio del numero degli Assessori proposto dal MoVimento 5 Stelle! Intanto “L’Informazione di Reggio” parla di un nuovo gruppo misto in Comune: IDV+Socialisti+ scontenti del PD.

Sembrava conclusa la guerra tra i due consiglieri regionali reggiani Barbati e Riva, conclusa di fronte al “tribunale” romano del Partito. E invece no. Riva sostituisce la Barbati in una Commissione regionale, garantendo il numero legale (!) e la Barbati si infuria perchè Riva ha votato senza consultarla. Intanto L’Informazione parla di un nuovo gruppo misto in Comune: IDV+Socialisti+ scontenti del PD.

Ha dell’incredibile la vicenda interna all’IDV reggiana tra i due massimi rappresentanti. Dopo essere giunti ai ferri corti ed aver costretto una specie di Direttivo nazionale (o qualcosa del genere, qua non si comprendono le questioni di Partito) a pacificare alcuni mesi fa, sembrava tutto a posto ma la guerra è riesplosa fortissima.

Di pochi giorni fa l’indiscrezione, riportata dalla stampa, secondo cui il responsabile del tesseramento reggiano, tal Stefano Giacomucci, assessore a Scandiano, avrebbe rifiutato di iscrivere al Partito diverse persone riconducibili all’area di Matteo Riva. Notizie difficilmente riscontrabili, visto che i Partiti sono entità di fatto private.

Ciò ci riporta ai primi scontri tra la Barbati e Riva, in cui il secondo tentò il colpo grosso di diventare segretario provinciale portando una marea di tessere all’ultimo momento,  ma venne respinto sempre per questioni formali.

La Barbati vinse per una manciata di voti , battendo il povero Zeno Panarari che, in blocco con altri cittadini, è uscito fondando “Reggio Democratica“. Spettacolare l’interpretazione di un medium televisivo amico della Barbati che, per coprire il rischio corso dalla partitocrate reggiana, non disse che aveva vinto 96 voti contro 76, ma disse “La Barbati vince con il 55% dei voti, mentre Zeno Panarari raccoglie solo 76 voti”.

Ma i recenti sviluppi, riportati oggi dai giornali, parlano di una vicenda che ha del comico. Un articolo del “Resto del Carlino” di Reggio riporta una mail inviata dalla Barbati a Riva, furente con Riva per avere sostituito nella Commissione Regionale Statuto, presieduta dal nostro Giovanni Favia, senza il suo consenso.

Ecco il testo della mail:

GIOVEDÌ scorso è stata convocata la Commissione VI, per discutere del progetto di legge sulla riduzione del numero degli assessoriscrive Liana Barbati a Matteo Riva – Risulta che in sede di votazione, abbia espresso `un’astensione propositiva’ . E’ prassi consolidata che un consigliere appartenente a un gruppo assembleare possa partecipare e votare ai lavori di una commissione in sostituzione di un consigliere appartenente allo stesso gruppo. Tuttavia il comportamento da lei tenuto, ovvero l’espressione di voto senza il previo consenso dell ‘interessato, appare censurabile sotto il profilo della correttezza.”

E ancora:

«La sottoscritta non solo è membro effettivo della Commissione VI, ma è presidente del Gruppo assembleare a cui lei appartiene . Per il futuro è invitato e diffidato a contattare e consultare la presidente del Gruppo prima di esprimere qualsiasi voto, Nell’imbarazzo di dover ricordare «naturali regole di correttezza e rispetto istituzionale>>.

Insomma, caro Riva, sebbene hai diritto a sostituirmi, prima ti devi consultare con me e io ti dico cosa votare.

A breve giro la risposta di Matteo Riva:

«SONO io quello imbarazzato —commenta Riva–  nel vedere l’assenza in Commissione di un membro del mio partito, Spesso partecipo a Commissioni nelle quali non sono membro, ma serve per raggiungere il numero legale». Matteo Riva sembra puntare il dito verso il problema dell’assenteismo, soprattutto internamente al suo partito. «Ho chiesto al presidente della Commisìone,il grillino Giovanni Favia, di avere le presenze dei politici . Se la Barbati fosse stata presente tutta questa polemica non sarebbe mai nata ; inoltre lei, essendo capogruppo consiliare, rappresenta quattro voti, La mancanza della Barbati si fa sentire maggiormente»

E ancora, sui costi della Casta:

<<L’IDV – spiega Riva— dice che faccio parte del Gruppo . In realtà io non ho firmato alcun modulo di adesione, anzi ho deciso proprio di non farlo, per una questione di distribuzione dei fondi per i politici . Faccio parte del Gruppo ma in maniera indipendente, non ho voluto un ufficio, un telefono gratuito e altri privilegi. Credo che un consigliere regionale abbia già un buono stipendio, ma sono l’unico nel partito a pensarla così, quindi quando si è voluto organizzare il Gruppo regionale io ho scelto di non sottoscrivere l’adesione>>

La Barbati, quindi, pagata profumatamente, non presenziava mancando di garantire il numero legale. Qual’era l’oggetto? Il taglio del numero degli Assessori proposto dal MoVimento 5 Stelle!

Questioni pesanti: assenteismo, costi della politica, numero legale nella commissione presieduta dal “grillino”. Vedremo quali novità ci riserveranno i due contendenti. Rimanete sintonizzati.

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