Due indagati per il golf di San Bartolomeo

Sono due gli indagati per le lottizzazioni del golf di San Bartolomeo. La pm Chiesi ha concluso le indagini e il reato ipotizzato sarebbe “lottizzazione abusiva. Una lunga e complicata storia riguardante un residence costruito nel golf club, che a tutti gli effetti è stato spezzettato in abitazioni private. Chiediamo che il Comune verifichi cosa è andato storto nelle procedure amministrative, e segnaliamo ai nostri consiglieri regionali di proporre regole più chiare in Regione per i campi da golf.

Sono due gli indagati per le lottizzazioni del golf di San Bartolomeo. La pm Chiesi ha concluso le indagini e il reato ipotizzato sarebbe “lottizzazione abusiva”.Ne dà notizia “Il Resto del Carlino” di oggi. Una lunga e complicata storia riguardante un residence costruito nel golf club, che a tutti gli effetti è stato spezzettato in abitazioni private. Chiediamo che il Comune verifichi cosa è andato storto nelle procedure amministrative, e segnaliamo ai nostri consiglieri regionali di proporre regole più chiare in Regione per i campi da golf.

La vicenda del golf di San Bartolomeo, che giunge ad una svolta giudiziaria, richiede una verifica da parte del Comune sulla correttezza della convenzione stipulata. Se infatti Ferrari diceva che il procedimento edilizio era ok, bisogna capire se i successivi passi sono stati effettuati in conformità quella convenzione oppure no, in caso positivo se quella convenzione ha aperto la strada ad irregolarità.

Il quadro nazionale, peraltro, diventa sempre più complesso, con recenti misure del Governo che hanno messo in allarme diverse realtà locali, con facilitazioni per costruire in aree protette e a tutela paesaggistica, e la casistica nazionale si allunga giorno dopo giorno, con proteste di cittadini ed associazioni ambientaliste, di fronte a privilegi e scempi ambientali che poco hanno a che fare con un bellissimo sport. L’accusa è spesso quella che i campi da golf si trasformino appunto in scuse per cementificare. Basti un dato: in Italia si contano già 368 campi, 100mila giocatori tesserati della Federazione italiana golf, e una media di 270 giocatori per campo: bassa se confrontata con quella europea, quattro volte più alta e pari a 1.048.
La realtà sembra ben diversa dagli annunci governativi e gli  impianti sono spesso mezzi vuoti, scendendo abbondantemente sotto la soglia di sopravvivenza consigliata dalla Federgolf di 350 iscritti per ogni club.

A questo proposito crediamo che la Regione Emilia Romagna debba far chiarezza sulle regole della pianificazione che sovrintendo la realizzazione di queste strutture. Ricordiamo infatti che per la Costituzione la Regione è l’Ente sovrano in materia di pianificazione territoriale, e in nessun modo la normativa statale, se non per ragioni legate alla sicurezza, può prevaricare gli Enti Locali.

Per questo segnaleremo il caso ai consiglieri regionali Favia e Defranceschi, affinchè promuovano strumenti più rigidi per evitare una proliferazione non dettata da interessi sportivi.

Comments:2

  1. Buongiorno, volevo precisare due cose!
    La prima: il comune ha già fatto una verifica con una perizia legale datata febbraio 2011. Vi invito a richiederla e pubblicarne uno stralcio!
    Seconda: questo intervento non puo essere paragonato a quello che dite
    “Il quadro nazionale, peraltro, diventa sempre più complesso, con recenti misure del Governo che hanno messo in allarme diverse realtà locali, con facilitazioni per costruire in aree protette e a tutela paesaggistica, e la casistica nazionale si allunga giorno dopo giorno, con proteste di cittadini ed associazioni ambientaliste, di fronte a privilegi e scempi ambientali che poco hanno a che fare con un bellissimo sport. L’accusa è spesso quella che i campi da golf si trasformino appunto in scuse per cementificare.”
    Ricordiamoci che la zona dove ora sorge il Matilde di Canossa golf, spa&Hotel Resort era una discarica, bonificata da privati e per questo la regione Emilia Romagna ha dato un premio di edificabilità!
    La richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm si basa sull’accatastamento degli immobili “residence” (abitazioni) no dell’intervento nel suo complesso! Bisogna capire cose “dice” la convenzione stipulata con il comune in data novembre 2003. Senza dimenticarsi che la legge regionale che regolamenta i residence è del luglio 2004 e non è retro-attiva!
    Bisogna far chiarezza perchè il comune acquisito oneri di urbanizzazione per civili
    abitazioni ( ben superiori a quelli per RTA) se secondo l’assessore non lo erano?

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