Delrio vuol salvare Province, con una proposta senza senso

La disperazione dei Partiti di fronte alla scomparsa delle poltrone fa emergere la distanza siderale tra i Loro interessi e i Nostri interessi. Lanciato in una difesa disperata delle posizioni che garantiscono anche gli equilibri interni al PD, la proposta di Delrio, presidente dell’ANCI, di un Ente Provincia guidata dai Sindaci è un nonsenso amministrativo teso a rafforzare senza controllo il potere di pochi a scapito della comunità. Delrio, come presidente dell’ANCI, ignora il potere di controllo esercitato dalla Province attualmente, che passerebbe alle Regioni. Come è possibile che i controllati siano anche controllori? Le spese rimarrebbero altissime per la pletora di segreterie e posizioni fittizie, comprese quelle dirigenziali, su cui i Partiti stessi non esiterebbero ad avventarsi.

I nervi degli italiani e dei reggiani devo essersi consumati a forza di dichiarazioni e posizioni contraddittorie che si susseguono da parte dei Partiti e dai loro rappresentanti nelle Istituzioni. Tutti ricordano, non più di qualche settimana fa, la corsa a dichiararsi il più contrario alle Province e il più favorevole alla loro abolizione. Una corsa contraddittoria, visto che l’unica forza sempre a favore della loro abolizione e che non si è mai candidata alle elezioni provinciali è solo il MoVimento 5 Stelle. Ricordiamo la raccolta firme dell’Italia dei Valori, e poi la pantomima del consigliere provinciale Magnani che si lamentava della diminuzione dei consiglieri provinciali per legge.

Ora registriamo l’uscita del sindaco Delrio, in qualità di presidente dell’ANCI, che lancia l’ultima ancora di salvezza ad un assetto istituzionale decotto. Secondo Delrio bisogna eliminare i rappresentanti eletti per sostituirli con un’assemblea dei Sindaci.

La proposta è semplicemente demenziale dal punto di vista amministrativo, e assolutamente lesiva dell’equilibrio tra potere da un lato, e trasparenza e democrazia dall’altro.

Un presidente dell’ANCI dovrebbe conoscere cosa fanno le Province. Esercitano attualmente un potere di controllo sugli interessi dei Comuni. Quando un Piano regolatore, da noi PSC, viene elaborato, sono innumerevoli i passaggi in cui la Provincia ha enormi poteri di accettare o meno le proposte, e di modificarle. Nell’assetto di Delrio i controllati Comuni sarebbero anche controllori. Il quadro generale, cioè la pianificazione territoriale di area vasta, sarebbe decisa dagli stessi sindaci, che si cucirebbero su misura i Piani provinciali. Tutto senza organi di indirizzo e controllo. La soluzione più logica, delegare tutto alle Regioni, trasformando l’apparato amministrativo provinciale in succursali regionali, non farebbe che fotografare una situazione già in parte in essere, in cui già oggi la parola finale sui Piani spetta alla Regione stessa.

Lo stesso schema si ripeterebbe per le questioni ambientali, per le infrastrutture, con la garanzia che più ampio è il livello decisionale, come quello della Regione, più ci si può coordinare e risparmiare soldi. Pensiamo al distretto delle ceramiche, dove secondo Delrio sarebbe il Sindaco di Reggio Emilia a fare la voce grossa senza averne titolo, senza possibilità di un coordinamento intrinseco con la sponda modenese, che verrebbe invece garantito da un livello regionale delle decisioni.

In realtà non è difficile spiegare la scelta di Delrio e cosa c’è dietro. Innanzi tutto i Sindaci avrebbero più potere senza un adeguato controllo, situazione che abbiamo già visto a cosa porta nelle ex ATO e in AGAC Infrastrutture, dove i soldi delle bollette dell’acqua non spesi per le reti sono stati spartiti dai sindaci, senza alcun controllo. Con l’eliminazione delle Province si avrebbe invece un piano decisionale in meno, una semplificazione burocratica e la garanzia di controllo in capo alla Regione e ad un’Assemblea eletta dai cittadini.

Poi c’è la questione interna al Partito. La scomparsa delle Province rischia di appiedare una pletora di Pidini,e allora la baracca va in qualche modo tenuta in piedi per non sconvolgere le logiche di Partito. Segreterie, dirigenze, una macchina delle poltrone che non può essere azzerata, pena lotte intestine irrisolvibili.

Comments:2

  1. Analisi chiara, sintetica ed esaustiva dei motivi per i quali sè “Provincie” ancora esistono. Dopo anni, anni, anni di dibattiti politici.
    Ma in fin dei conti, mi domando ma questa gente che prende soldi dai contribuenti per mezzo delle Province, nel caso di abolizione delle Province stesse, troverebbe un’altra occupazione ?
    Suppongo che lo possano trovare. Anzi forse la nuova occupazione potrà essere anche più soddisfacente!
    E quindi, forza non abbiate paura di stare attaccati alla sedia di un ente che nel 2011 non ha ragioni di esistere. Lasciate le Provincie solo nei libri di Storia.

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