Delrio smentito dal PD di Bologna sul porta a porta

Oramai è una Waterloo per Graziano Delrio sul fronte della raccolta differenziata dei rifiuti. Ora lo smentisce anche il Partito Democratico di Bologna tramite l’assessore provinciale Emanuele Burgin.

Oramai è una Waterloo per Graziano  Delrio sul fronte della raccolta differenziata dei rifiuti. Ora lo smentisce anche il Partito Democratico di Bologna tramite l’assessore provinciale Emanuele Burgin.
Da quando ai primi di agosto Delrio ha annunciato il tradimento del suo programma elettorale e di anni di impegni e promesse e progetti condivisi, che prevedeva con un progetto di delibera del 2007 riconfermato nel 2008 e lo scorso ottobre in aula dall’assessore Natalia Maramotti, la raccolta differenziata porta a porta su carta-organico-secco  anche per altri 80.000 abitanti delle zone urbane che si aggiungevano ai 50.000 del Forese, oltre alle sacrosante reazioni di cittadini ci sono state anche quelle di politici attenti e competenti su queste tematiche.
Emanuele Burgin assessore provinciale di Bologna ha annunciato che la svolta per Bologna (che  è ben piu’ grande di Reggio Emilia) sarà il passaggio in centro storico  e nelle zone urbane alla raccolta differenziata porta a porta. Non solo Parma fa la raccolta porta a porta nelle zone urbane quindi ma l’assessore provinciale di Bologna, dello stesso partito di Delrio lo propone per Bologna con i nostri stessi ragionamenti. Delrio, ed i suoi tecnici, forse farebbero bene finchè sono in tempi a dire: ci siamo sbagliati procediamo con il progetto sul quale ci eravamo impegnati in campagna elettorale.
Leggete l’ Agenzia Dire riportata di seguito.

(ER) RIFIUTI BOLOGNA. BURGIN: VIA CASSONETTI DA CENTRO,  DEGRADO

PER PASSARE AL ‘PORTA A PORTA’; MA C’E’ ANCHE PROBLEMA CONTROLLI

(DIRE) Bologna, 1 set. – Un salto di qualita’ nella raccolta differenziata dei rifiuti nel centro di Bologna passa per il porta a porta, che a sua volta presuppone l’addio ai cassonetti: con un doppio vantaggio, visto che questi rappresentano “punti di innesco del degrado”. E’ il ragionamento dell’assessore all’Ambiente della Provincia di Bologna, Emanuele Burgin (Pd), ospite ieri sera di un dibattito della Festa dell’Unita’ al Parco nord.
“Il dato piu’ preoccupante e’ che a Bologna non abbiamo mai avuto un salto di qualita’- spiega Burgin- la differenziata e’
sempre cresciuta di un 2% all’anno”. Ora pero’, e’ l’appello dell’assessore di Palazzo Malvezzi, “dobbiamo decidere cosa fare da grandi”. Quella del centro storico “e’ una bella sfida” e il porta a porta, con l’addio ai cassonetti, e’ un punto cruciale.

La differenziata “o si fa con i cassonetti arrivando al 40%- sintetizza Burgin- o si fa senza cassonetti dal 70%” in su. Detto questo “la gradualita’ e’ una condizione necessaria”, sottolinea Burgin citando il caso di Argelato, dove il porta a porta e’ stato sonoramente bocciato dai cittadini. Pero’ la direzione, per l’assessore, e’ chiara. Evitando di legare il percorso ad un semplice “imperativo morale” o alla logica dell’emergenza, Burgin propone: “Il tema va declinato in abbinamento a quello del decoro e della qualita’ urbana”, perche’ “non e’  immaginabile che dietro ogni angolo di una citta’ medievale ci sia una batteria di cassonetti, usata come gabinetto da chiunque”. Si tratta insomma di “eliminare dei punti di innesco del degrado-  ammonisce Burgin- le batterie di cassonetti che abbiamo in citta’ lo sono”. Con questo approccio, e’ certo l’assessore, “i cittadini saranno tutti dalla nostra parte”.

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