Decreto Monti sblocca 40 miliardi: il M5S scopre il trucco. Ancora soldi alle banche e non direttamente alle aziende che vantano crediti con la Pubblica Amministrazione.

Denaro alle piccole e medie imprese che vantano crediti dalla Pubblica Amministrazione e sono sull’orlo del fallimento o nuovo denaro alle banche amiche magari di qualche partito ? Il “trucchetto” del ministro Grilli è stato scoperto dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle alla Camera. La denuncia arriva dal minuto 6:33 della relazione quotidiana ai cittadini sulle attività parlamentari del 25 marzo 2013 fatta dal capogruppo Roberta Lombardi . La Lombardi ricorda che all’interno della relazione di Grilli si dichiara esplicitamente che una parte dei pagamenti alle imprese finirà immediatamente al sistema creditizio” “grazie a questo si attende infatti una riduzione dei tassi d’interesse alla clientela”…Soldi alle banche e promesse di migliori trattamenti per le piccole e medie aziende, fatto dal governo delle banche. Promesse fatte… dagli amici della banche: i partiti, Monte dei Paschi docet. Non ci siamo. Il Movimento 5 Stelle assolutamente favorevole a sbloccare i pagamenti della Pubblica Amministrazione verso le aziende

che vantano crediti verso il settore pubblico, chiede che il decreto venga discusso in aula e non nella Commissione speciale neocostituita. Nel frattempo il M5Stelle Reggio Emilia ha chiesto ad un piccolo imprenditore del settore telematico, Maurizio Gotta quale può essere la logica che si cela dietro a questo ‘trucchetto’. Ecco la spiegazione da parte di questo piccolo imprenditore. “Le imprese che hanno crediti con la pubblica amministrazione, stufi di aspettare i soldi hanno portato le fatture in banca per farsi anticipare i soldi. L’operazione si chiama Factoring” spiega Gotta. “E’ plausibile che banche siano andate a fare pressione sul Governo Monti dicendogli:’ qui abbiamo dei crediti immobilizzati da mesi/anni di denaro che abbiamo anticipato per voi alle imprese” continua Gotta. “Il loro discorso sarà stato più o meno questo – continua il piccolo imprenditore – se li date direttamente alle imprese, queste non ce li restituiranno, perché sono quase tutti sull’orlo del fallimento e li useranno per altre cose. Quindi fateli avere a noi, così i nostri crediti rientrano e le aziende non li “sprecano” per pagare stipendi, affitti ecc”. “In pratica le banche stanno praticamente scommettendo sul fallimento della maggior parte delle imprese e vogliono essere “creditori privilegiati”, cioè non essere coinvolti nei fallimenti a catena” spiega Maurizio Gotta. Il risultato finale “Quando il castelletto delle fatture scontate in banca sarà vuoto, l’imprenditore andrà a chiedere un prestito per pagare tasse e/o fornitori e/o fatture….e la banca gli dirà: col piffero caro imprenditore, se non mi cedi l’ipoteca sulla casa. A quel punto l’imprenditore gli risponderà ‘ ma la casa me l’ha già pignorata Equitalia perché ti ricordi che non riuscivo a pagare i contributi visto che la PA non mi pagava….” “Il risultato finale di parte di questa operazione promossa da Grilli è a mio avviso un circolo vizioso in cui gli unici che vedranno i soldi sono le banche e la Pubblica Amministrazione e mai gran parte delle aziende” conclude Gotta.

Comments:25

  1. http://www.businessonline.it/news/19248/Pagamenti-pubblica-amministrazione-e-Stato-ad-aziende-sblocco-40-miliardi-a-rischio-per-UE.html

    “Ma l’Europa ha bloccato questa possibilità, sostenendo che gli arretrati della Pubblica amministrazione alle imprese renderebbero per l’Italia più difficile la chiusura della procedura per deficit eccessivo aperta a Bruxelles dal momento che l’erogazione dei 40 miliardi comporterebbe un incremento del deficit 2013 al 2,9%.”

    Il problema non è solo il fatto che i pagamenti siano bloccati,
    quindi non andranno in pagamento
    altrimenti si rischia la non chiusura della procedura di risanamento,
    ma che siano bloccati dalla UE,
    e che non si affronti il problema alla radiice.

    Hanno firmato il MES e il FISCAL COMPACT,a nostra insaputa,
    non hanno informato la gente su una cosa cosi’ importante,
    che ci ci sta costando ben di più della politica o della corruzione.

    http://www.byoblu.com/post/2012/10/18/Un-fiore-sulla-mia-tomba.aspx?page=all

    Il problema sono i legacci dell’Euro e dell’Europa
    che ci ha tolto la sovranità e la possibilità di decidere su casa nostra.
    Basta pensare cosa hanno fatto due settimane fà i piddini

    http://cambiailmondo.org/2013/03/22/bersani-un-punto-avanti-two-pack-indietro-il-pilota-automatico-della-ue-e-il-governo-del-cambiamento/

    In questo modo l’europa si può intromettere anche nei bilanci nazionali,
    ecco perchè non vogliono i pagamenti della P.A.
    ai fornitori,
    Noi non possiamo decidere più niente.
    non abbiamo più la sovranità,
    questo è il primo dei problemi insieme al lavoro,
    per cortesia fate in modo che venga valutato a Roma,

    la TAV,la corruzione,l’acqua pubblica ben vengano,
    ma per me le priorità ora non sono queste.

    Pioi mettiamoci che il dimissionario governo Monti ha aumentato le tasse,
    tagliato la spesa pubblica, ma, nel contempo,
    ha portato il debito pubblico ad un livello record.
    In tal modo Monti ha smentito se stesso e tutta la politica basata sull’emergenza-debito.
    Perché allora non chiedere un apertura di un’inchiesta parlamentare sull’operato del governo Monti?

    Scusate se sono prolisso, ma sono anche incazzato.
    E spero che tutti veniate a vedere il Prof Bagnai a Reggio il 12 Aprile.

    http://www.facebook.com/events/429370073815111/?ref=3

  2. Se posso vorrei postare un commento
    del più famoso trader italiano
    Giuseppe Migliorino.

    13 Marzo ore 8.00: … gli USA come l’Italia ai tempi di Beneduce…

    Mi scrive A.S: … è sotto gli occhi di tutti il disastro economico dovuto all’Euro per il nostro paese e per tutti i paesi conosciuti come PIGS. La cosa che non capisco fino in fondo è questa: perché non parla mai esplicitamente di sovranità monetaria? Se noi uscissimo dall’Euro è vero che potremmo svalutare la nostra moneta e riacquistare competitività nei mercati internazionali per i nostri prodotti; questo sicuramente sarebbe molto più di una boccata di ossigeno per la nostra economia ormai morente per asfissia dovuta alla mancanza di denaro in circolazione. Il problema di fondo però non sarebbe risolto in quanto resteremmo in un sistema in cui la proprietà del denaro è in mani alle banche private con conseguente pagamento di interessi con conseguente problema del debito pubblico irrisolto.

    Ho già detto in numerosi altri report precedenti che il debito pubblico non è un problema, ma solo il mezzo che lo Stato usa per trasferire “ricchezza” ai suoi cittadini…

    In altre parole: il debito pubblico si trasforma pari-pari in risparmio dei cittadini…

    Questo presuppone, ovviamente, che lo Stato abbia sovranità monetaria (ovvero sia “padrone” della moneta che stampa)…

    Se lo Stato cede la sua sovranità monetaria ad un terzo (nel nostro caso la Bce), allora il suo debito pubblico diventa un normalissimo debito (tipo un mutuo stipulato con una banca)… e quello Stato deve procurarsi i soldi che prima lui stesso stampava (e che non aveva problemi a procurarsi) togliendoli dai suoi cittadini…

    Picciotti mi capite?… Capite bene cosa sto dicendo?

    Nel momento in cui uno Stato smette di stampare la sua moneta e contrae un debito in quelle valuta che non stampa più, può solo procurarsi i soldi necessari ad onorare quel debito aumentando le tasse oppure riducendo i servizi ai suoi cittadini…

    Uno Stato che stampa la sua moneta, può indebitarsi ad libitum in quella valuta (il Giappone, difatti, ha un debito del 230% del Pil) giacché non può fallire (in qualsiasi momento può stampare altri soldi e pagare i suoi debitori…)…

    Uno Stato che si indebita in una valuta non sua (tipo l’Argentina quando si indebitò in dollari) può fallire in qualsiasi momento… ovvero quando i suoi creditori non gli prestano più altri denari…

    Mi state capendo bene?

    Nel momento in cui l’Italia decise di rinunciare alla sua sovranità monetaria (a vantaggio della Bce), decise anche di impoverire i suoi cittadini… trasformando il suo debito che fin li era stato un debito interno (ovvero una partita di giro tra lo Stato ed i suoi cittadini… tipo Giappone) in un debito in valuta estera (tipo quello dell’Argentina)…

    Chi ha preso quella decisione… e coloro che l’hanno eseguita, sono nemici della Patria… traditori da mandare di fronte ad un tribunale speciale…

    … Non solo; quella decisione è nulla perché non sottoposta a referendum popolare… esattamente come si dovrebbe fare se si vendesse un pezzo d’Italia (ad esempio la Sardegna) ad uno Stato straniero…

    La sovranità monetaria è una degli attributi più importanti della democrazia di una nazione (come i diritti e le libertà individuali, l’integrità del territorio nazionale… etc…)… e non è cedibile a terzi senza pronunciamento popolare…

    Il governo italiano, cedendo la sovranità monetaria, si è comportato come se una nazione nemica (ad esempio la Germania) avesse invaso parte del territorio nazionale (ad esempio la Sardegna) e, dopo una vittoria militare, lo avesse annesso ad essa…

    Avendo vinto sul campo di battaglia quella guerra di conquista, quella nazione nemica, per concederci l’armistizio (cioè cessare le ostilità) ci ha imposto di accettare la cessione del territorio italiano conquistato…

    In quel caso (di forza maggiore), sotto la minaccia delle armi nemiche ancora puntate, il governo italiano potrebbe cedere la sua sovranità sul territorio in questione (la Sardegna, ad esempio)…

    … Ebbene: quand’è che abbiamo perso quella guerra che ci ha costretto a cedere la nostra sovranità monetaria?

    … E perché la Germania non si trova in quelle condizioni (di doversi procurare la valuta in cui è espresso il suo debito pubblico)?

    Perché se la procura attraverso le esportazioni… ovvero l’attivo nei conti con l’estero.

    Questo è un conto a somma zero: saldo Stato + saldo cittadini + saldo estero= 0

    Se il saldo estero è positivo (si esporta più di quanto si importa), allora quel paese “sottrae” la valuta che gli serve ad altri paesi (che importano più di quanto esportano)…

    Entrando nell’euro, la Germania ha indebolito la sua valuta (il marco) ed ha acquisito un vantaggio competitivo su tutti gli altri (Italia tra tutti)… come se avesse fatto una svalutazione competitiva (ciò che facevamo noi con la lira)…

    Il perché è ovvio: l’euro è la media ponderale della ex-valute dei paesi partecipanti… il marco (che era la moneta più forte) ha fatto media con la lira, la peseta, la dracma (cioè le monete più deboli) risultandone indebolito come quando fai la media tra 100 e 50… ed il risultato è 75…

    Entrando nell’euro, dunque, la Germania ha acquisito un forte vantaggio competitivo nel commercio estero e, quindi, ha potuto acquisire facilmente valuta dall’estero (Italia, Grecia, Spagna… etc…).

    Noi italiani, invece, abbiamo fatto il percorso contrario: la nostra lira (che diciamo valeva 50), mediandosi con il marco (che diciamo valeva 100), è risultata in un moneta (l’euro) che vale 75… ovvero il 50% più della lira originaria…

    Entrando nell’euro, dunque, noi abbiamo fatto una “rivalutazione” della nostra moneta e, quindi, siamo subito andati in rosso nei conti con l’estero (importando più di quanto esportavamo)…

    Se, dunque, il saldo estero è diventato negativo… dall’equazione “saldo Stato + saldo cittadini + saldo estero= 0” si ricava che, affinché lo Stato abbia un attivo nei suoi conti (con cui pagare i debiti), i cittadini devono mettere di tasca propria la differenza a pareggio con il saldo negativo estero ed il saldo dello Stato:

    saldo cittadini= saldo estero + saldo Stato…

    ovvero (uscite-entrate cittadini)= (importazioni – esportazioni) + (entrate – uscite Stato)

    Se, ad esempio, il saldo estero è negativo per 30 miliardi anno, e lo Stato deve ridurre il debito di 30 miliardi l’anno (quindi entrate-uscite= 30 miliardi), i cittadini devono “sborsare” 60 miliardi l’anno…

    … E’ chiaro, picciotti?

    Per favore, non mi dite che è troppo difficile da capire… perché è esattamente sulla convinzione che “tanto gli italiani sono troppo coglioni e non capiranno” che si è basato tutto il ragionamento che ci ha portato nell’euro e ci ha ridotto in miseria…

    Io ‘ste cose le ripeto (senza successo) da 15 anni… e se non fossi stato solo (o quasi) e fossimo stati qualche milione, non sarebbe successo quello che è successo (la messa in liquidazione dell’Italia)… e, quindi, accettate almeno la responsabilità di esservi resi complici (per ignavia o per pigrizia) della rovina del nostro paese, e prendete l’impegno di non cadere mai più nello stesso errore.

    Nel film “Viva l’Italia”, di recente proiezione nelle sale italiane, l’onorevole Spagnolo (Michele Placido) in una specie di comizio-confessione finale dice agli spettatori: … noi politici non potremmo fare tutte le porcherie che facciamo… rubare come rubiamo… metterci d’accordo destra e sinistra contro i cittadini… se voi non ce lo consentiste… basterebbe che cercaste di capire piuttosto che preferire di credere alle nostre bugie, e noi saremmo finiti…

    … Guardatelo quel film (oltre a Michele Placido ci sono Alessandro Gassman, Rocco Papaleo, Raul Bova, Ambra Angioini…)… è un buona rappresentazione dell’Italia degli ultimi 20 anni… e anche della colpevole accettazione (complicità) degli italiani.

    Adesso, dunque, dovremmo uscire dall’euro, nazionalizzare la Banca d’Italia e porre tutte le altre banche sotto il suo controllo.

    … Esattamente ciò che ripeto da 15 anni… esattamente ciò che fece Alberto Beneduce durante la crisi del 29… mentre l’America faceva le stesse minchiate che noi stiamo facendo adesso noi (cioè l’austerità) e sperimentava la più grave recessione della sua storia (come noi adesso)…

    Beneduce, invece, oltre a quell’operazione sulle Banche, fondò l’Iri e, di fatto, iniziò ad applicare delle politiche keynesiane di massiccio intervento pubblico nell’economia…

    La crisi del 29, l’Italia fascista non l’ha quasi sentita… mentre quella iniziata nel 2008, grazie ai Prodi, Monti, Tremonti, Napolitano… ci ha condotto in miseria… (mentre l’America se la sta cavando con poco, con “politiche alla Beneduce”)…

    … La storia ci dovrebbe pure insegnare qualcosa…?!

  3. ridicolo, le banche sono proprietarie dei crediti, in quanto hanno già dato i soldi agli imprenditori, non si possono prendere due volte gli stessi soldi.

  4. c’era da scoprirlo? con le fatture di credito una azienda può farsi anticipare/prestare i soldi dalle banche.. (spesso, se è grande l’azienda ha chiesto credito anche a più banche per lo stesso credito). Questo è un comportamento assurdo da parte delle aziende a cui è stato liberalizzato anche il falso in Bilancio, non delle banche. Il problema di cui non parlate è di come il denaro viene immesso dalla BCE nella nazione. La BCE emette denaro e lo dà al tasso di 1% alla banca nazionale, nel nostro caso Bankitalia che decide come distribuirlo o se rimetterlo in BCE prendendo il 4%. ma bankitalia di chi è? è per il 94% di banche e assicurazioni, secondo voi a chi lo danno il denaro? alle aziende e alle persone comuni??? ovviamente lo rimettono in BCE. La cosa che viene denunciata in questo articolo è un abuso delle aziende e non riesco a capire come non riusciate a distinguere i tratti distintivi differenti di chi ha agito come Prodi a tutela della Chiesa-Europa-Italia unica padrona d’Italia e dei territori europei in concessione ai Re e chi negli interessi delle corporazioni e delle multinazionali come Berlusconi.. APRITE GLI OCCHI!!!!!!!!!!!!

  5. Azz! Sono anni che lo scrivo !!!

    NAZIONALIZZARE LE BANCHE!!! Lo Stato, composto di cittadini, deve avere il potere, non le banche e un governaccio a loro disposizione!
    NO?
    Allora è meglio una rivoluzione che rimetta tutto in ordine e magari tagli qualche testa di caXXo!!!

  6. come possiamo fare beppe per togliere monti dalla poltrona ? questo alleato PD!!!!!!!!! penso che la buoanima di mio padre ha fatto la seconda guerra mondiale era comunista era convinto che un giorno avremmo avuto un grande avvenire!!!! con il suo sacrificio . si e’ sacrificato per queste merde…….

  7. scusa Guido, per abuso delle aziende ti riferisci allo sconto in più banche, sono d’accordo con te. L’anticipo fatture è una pratica comune per le aziende che devono monetizzare subito. Ma è molto costoso, e, sì che è possibile presentare la stessa fattura in più banche, ma il giochetto non dura molto ed è a doppio taglio. Lo sconto fatture non è eterno e alla fine il tuo cliente te lo paga in una banca sola. Questo porta da una parte a sputtanarti con la banca, che prenderà con le pinze le prossime fatture di cui richiederai lo sconto, e spesso le rifiuta, e dall’altra parte a sputtanarti con i clienti. Con il rischio, molto forte di perderli. Sig. Leo, le banche non sono proprietarie del credito, perchè il pagamento degli anticipi finisce nei conti dei clienti e non delle banche che non possono pescare nei conti a loro piacimento. A mio modestissimo parere, ci hanno fregato quando è scomparsa la scritta Repubblica Italiana ed è apparsa Banca d’Italia sulle banconote. Buona fortuna a tutti

  8. Contr’ordine compagni: il Soviet UE ha deciso che non si fida e che le tranches di pagamento di 20 miliardi di crediti alle imprese, programmate per il 2013 e il 2014, non si possono fare.
    Questo perchè, non sia mai, potremmo superare il 3% del deficit (dato che nonostante FMI e studi della stessa BCE, il moltiplicatore non esiste) e non potremmo così accedere alla deduzione dal futuro deficit di altrettanto futuri investimenti pubblici aggiuntivi, c.d. golden rule.
    La quale si applicherebbe solo se non sia più pendente una procedura di infrazione del limite del 3%, attivata sull’Italia per il deficit 2011 al 3,9.

    Inutile dire che la Francia, per il 2011, per il 2012 e giacchè ci sta anche per il 2013 con deficit sopra al 4%, (e probabilmente sopra il 3% fino al 2015, secondo i calcoli di Sapir), non solo se ne frega ma addirittura fa nuove assunzioni pubbliche, sussidia le imprese nazionali e chiede l’innalzamento del contributo “de minimis”, quello che non costituisce aiuto di Stato, da 200.000 a 500.000 euro.

    http://orizzonte48.blogspot.it/2013/03/le-conseguenze-italiche-del-metodo.html

  9. Mi ricordo Prodi nel 2001 a una domanda sul’ euro, si diceva felicissimo per gli italiani di avere una moneta forte su cui contare,che quando gli italiani si trovavano al’ estero in “vacanza” avrebbero avuto una moneta vantaggiosa al cambio. Signor Prodi ne e valsa la pena di avere una moneta forte o di togliere la sovranità monetaria al paese??? Adesso qualcuno ha anche il coraggio di proporre prodi alla presidenza del paese,invece di pensare seriamente ad un esilio lontano per lui Ciampi D’amato…ecc.ecc

  10. MA SIETE FUORI??” il decreto dice che parte dei 20 miliardi vanno alle Banche in quanto il credito è “pro soluto” “pro solvendo”
    LE AZIENDE HANNO CEDUTO IL LORO CREDITO ALLE BANCHE PER FINANZIARSI,
    PAGANO INTERESSI, PRIMA ARRIVANO I FONDI MEGLIO E’ –
    Ma cosa facciamo, disinformazione????

  11. Quindi gonnella prima arrivano i fondi alle banche meglio e per le aziende? chissa il trucco dove è? perche io poi non e che ciò capito molto!!! Cessione pro soluto

    La legge, all’art. 1267 cod. civ., dispone che, normalmente, il creditore che trasferisce un proprio credito ad un’altra persona è tenuta a garantire solo l’esistenza e la validità del credito ceduto, nel momento in cui viene effettuata la cessione.

    Questo contratto di cessione del credito, di norma, avviene a titolo oneroso e per un importo minore rispetto al credito ceduto: infatti, chi trasferisce il credito ha il vantaggio immediato del pagamento, seppur parziale o minore, del credito vantato.

    Il prezzo della cessione del credito viene stabilita in base alle possibilità di recupero del credito non ancora riscosso: pertanto, minore è la possibilità che il debitore paghi, minore è il prezzo che il creditore cessionario paga per acquisire il credito di altri.

    Cessione pro solvendo

    Lo stesso art. 1267 cit., però, stabilisce altresì che il creditore cedente ha la possibilità di scegliere di garantire, oltre all’esistenza ed alla validità del credito ceduto, anche la solvenza del debitore ceduto, assumendosi, in tal modo, un’ulteriore responsabilità.

    Le due modalità di cessione del credito differiscono, pertanto, nei seguenti elementi:

    – nella cessione pro soluto, il creditore che trasferisce il credito è responsabile della sola esistenza e validità dello stesso al momento della cessione;
    – nella cessione pro solvendo, invece, il creditore che trasferisce il credito è responsabile non solo dell’esistenza e della validità dello stesso al momento della cessione, ma anche della solvibilità del debitore ceduto; infatti, nell’ipotesi in cui il debitore non paghi, totalmente o parzialmente, il debito al cessionario, questi può chiedere il pagamento, totale o parziale, al creditore che gli ha trasferito detto credito.

  12. Davide, mi riferisco proprio a l’anticipo fatture. Ovviamente mi sono informato riguardo questa pratica molto diffusa soprattutto in grandi aziende dal lavoro iterinale (ovviamente non solo). Per questo dico che bisogna essere onesti sia nel denunciare la truffa sulla valuta e allo stesso tempo rendersi conto che molte aziende hanno truffato per anni gli istituti bancari. Non possiamo pensare di salvare le aziende di questo tipo prima di una epurazione dei consigli direttivi che si sono macchiati di veri e propri crimini contro le genti.

    Carlo, ho letto. So bene come si è evoluta la valuta euro e le considerazioni intorno ai parametri monetari…
    In tutti i casi a quelle condizioni solo un pazzo (o un colluso) sarebbe entrato nell’euro. Le mie considerazioni si basano su vari tipologie di considerazioni. 1 la lira era una moneta volutamente soggetta all’inflazione a differenza del marco (post fallimento) anche l’euro ad esempio non è una moneta soggetta a svalutazione; questo cosa comporta? che i soldi del bisnonno avranno lo stesso valore di mercato per il nipote cosa che con la ben più democratica lira non poteva assolutamente accadere (questo a mio parere evitava in parte il beneficio castale del denaro).
    2 La valuta EURO come la valuta MARCO o LIRA è una moneta con valore di tipologia FIAT ovvero distaccata dal valore aureo. questo cosa vuol dire? che il valore numerale è quantomeno rinegoziabile e svincolato da qualsiasi tipo di vincolo; in conclusione penso che una qualsiasi persona minimamente interessata all’economia si sarebbe resa conto che nel giro di pochi anni il nostro sistema economico sarebbe crollato vincolando per di più la nostra esportazione a una valuta così forte rispetto alle altre.
    3. Il pareggio di bilancio è impossibile; Introdurlo nella costituzione è condannare alla schiavitù le nazioni.

    ora mi chiedo, perchè non si valutano soluzioni reali? perchè non si riprende in considerazione la moneta di Auriti ovvero il simec nazionale (o comunale se proprio a livello nazionale non si riesce)??? perchè dobbiamo prenderci in giro parlando di Scec e promuovendo quelsta porcata?? Perchè non mettiamo l’obbligo a un solo conto corrente con un tetto massimo di accumulo monetario a che ne so 1M di euro? così da non permettere alla gente di immobilizzare grandi capitali che sono la linfa vitale dell’economia nazionale e popolare??? a me non frega nulla se uno è talmente bravo da guadagnare un milione di euro al mese ma deve spenderlo se no va a discapito della povera gente..
    vabbè..

  13. X GuidoP
    una considerazione sola:
    l’euro dal 1999 al 2001 ha svalutato del 30% nei confronti del dollaro
    e noi l’usavamo già nelle transazioni internazionali.
    Come moneta corrente in Italia è entrata in vigore nel 2001,
    ma noi l’usavamo già per l’acquisto di materie prime etc.etc.

    L’euro è una moneta che fluttua sui mercati finanziari,
    il discorso della svalutazione,
    è un discorso prevalentemente legato alla volontà tedeska
    di non far perdere valore alla moneta in quanto la Tedeskia è forte creditrice,
    vedi appunto Target2.
    Ecome tu sai in una svalutazione monetaria di qualsiasi tipo,
    chi ci rimette è il creditore,che si trova rimborsato con moneta di valore più basso.

    Ed è dal 1971,fine di Bretton Woods,che non esiste più la convertibilità in oro di qualsiasi moneta in oro,non solo della Lira .

    La valutazione di una moneta normalmente avviene tramite la legge
    della domanda/offerta,
    ossia una moneta più è richiesta più aumenta di valore,
    ma questo non avviene più
    nel mercato europeo con l’adozione dell’euro.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/25/bruxelles-avverte-litalia-deficit-a-rischio-con-rimborsi-alle-imprese/541703/

    Vedete come l’unione europea si intromette nella nostra economia !!

    L’aumento di debito,non è limitativo per la crescita anzi il contrario,
    vedere USA e JAP,che aumentano il debito per far partire l’economia e ci riescono bene ora.
    Il debito si ripaga,quando si crescerà non ora che c’è crisi,.

    Per il pareggio di bilancio hai pienamente ragione,è l’austerità convertita in legge,
    e chi l’ha votata è un TRADITORE della patria,

    Per il discorso di monete alternative,erano già state usate in passato con grandissimi successi economici vedere MEFO BOND, Green back di Lincoln, e Worgl.

    http://www.cobraf.com/forum/coolpost.php?topic_id=2966&reply_id=123518496.

  14. Ma mi spiegate come e’ stato possibile che la banca d’italia e diventata a magioranza privata??? E costituzionale tutto questo? Perche come dice davide ci hanno fregato propio li…

  15. gravissimo!!!!! l’ennesimo regalo alle assicurazioni del governo monti ( hanno incassato i premi prevedendo dei costi e se li trovano tagliati del 60%)

    dal sito del prof cendon

    TABELLA UNICA PER LA LIQUIDAZIONE DELLE INVALIDITA’ MACROPERMANENTI – VERSO UN TAGLIO DEI RISARCIMENTI DEL 60% – Paolo M. STORANI

    Si rincorrono i tam tam: pur a fine corsa, ma rinvigorito nella sua piena operatività dalla composizione di un comitato di dieci saggi escogitato il giorno prima di Pasqua 2013 dal Capo dello Stato, l’Esecutivo Monti sta per varare, pare domani, 2 aprile 2013, la tabella unica nazionale ex art. 138 del Codice delle Assicurazioni Private.

    La tecnica è sempre quella del blitz che non lascia spazio al dibattito dottrinale e parlamentare; nella precedente occasione (Governo Berlusconi) si sfruttò la calma piatta del periodo pre – ferragostano 2011.

    Lascia perplessi che il varo di cui si vocifera avvenga su iniziativa di un Governo che prosegue nelle sue funzioni per gli affari correnti: l’ordinaria amministrazione.

    Chi scrive a braccio queste noterelle ha avuto la casuale ventura di partecipare, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, ai lavori che hanno preceduto la messa in pista del nuovo armamentario.

    Il Sottosegretario Prof. Claudio De Vincenti, pur senza mostrare la bozza delle tabelle di legge destinate a regolamentare la liquidazione per le invalidità nella forchetta 10% – 100%, all’esito di un incontro che si svolse negli Uffici di Via Veneto, in Roma, il 24 luglio 2013, preannunciò che l’entità dei risarcimenti avrebbe subìto una riduzione rispetto alle tabelle meneghine, con risultati mediamente inferiori del 10-20%.

    Ci interrogammo con l’Avv. Marco BONA, che componeva la delegazione ministeriale, in ordine alla retroattività di tali parametri.

    Il Governo ne avrebbe trattato nella relazione di accompagnamento al decreto attuativo: soluzione eccentrica.

    Infatti, è risalente il principio secondo cui il risarcimento deve avvenire con le regole vigenti al momento della aestimatio, a nulla rilevando a quando risalga il pregiudizio.

    Stando alle voci di corridoio, invece, il Governo Monti sta varando tabelle che abbatteranno mediamente del 60% tali valori di liquidazione per rca e malpractice.

    La Corte di Cassazione ha ormai esteso a tutto il territorio nazionale i diffusissimi valori indicati nella tabella frutto di scrupolosa elaborazione ed assiduo aggiornamento ad opera dell’Osservatorio sulla Giustizia Civile di Milano, presieduto dal Dott. Damiano Spera, per la liquidazione del danno non patrimoniale alla persona; da ultimo i valori sono stati aggiornati appena il 20 marzo 2013.

    Ricordiamo che con sospetta tempestività il precedente Governo Berlusconi, in carica sino al novembre 2011 (l’Economista, nominato Senatore a vita, accettò l’incarico di formare il nuovo governo, cosiddetto tecnico, il 13 novembre 2011), aveva reagito alle sentenze della Corte di Cassazione Civile, Sez. Terza, n. 12408 del 7 giugno 2011 (capostipite), Sez. Terza, n. 14402 del 30 giugno 2011, e Sez. Prima, n. 18461 dell’8 settembre 2011, varando il DPR contenente la tabella per le macrolesioni in ambito rca il 7 agosto 2011.

    In proposito, rimandiamo al significativo contributo di Gino ARNONE pubblicato in questa Rivista in data 9 agosto 2011 sotto il titolo “Tabella RCA per le macrolesioni. Così non va. Andiamo contro l’Europa e la tutela della persona”.

    Ora, per effetto perverso della Legge Balduzzi, cui Nicola TODESCHINI ha dedicato, sempre su queste colonne, brillanti interventi …definitivi, rinvenibili alla voce ‘malpractice’, viene inclusa nell’utilizzo della tabella unica nazionale anche la materia della malasanità.

    Francamente, come abbiamo avuto occasione di porre in risalto nel corso della trasmissione di Rai1 UnoMattina di una settimana fa (lunedì 25 marzo 2013) dedicata ad un caso di omessa diagnosi di patologia tumorale avvenuto presso la struttura sanitaria pubblica di Massa e Carrara che ha condotto a morte un 69enne, l’equiparazione è del tutto fuori luogo.

    Ricordiamo, infatti, che, con plateale fuori tema, il Governo tecnico ha esteso la disciplina degli artt. 138 e 139 Cod. Ass. alla materia della responsabilità civile medica.

    Augurandoci che con ciò il nostro sciatto legislatore non intenda concludere che si tratti di liti seriali e standardizzabili.

    Dovrebbe apparire inconfutabile che, ai sensi dell’art. 3 Cost., il legislatore non possa MAI discriminare tra soggetti lesi che presentino le medesime lesioni, a prescindere dalla tipologia dell’evento lesivo.

    L’Esecutivo casualmente ancora in carica dopo il pre-incarico …congelato a Pierluigi Bersani, qualora dovesse effettivamente varare il decreto di attuazione all’art. 138 Cod. Ass., assumerebbe su di sé la responsabilità politica di disattendere la volontà del Parlamento Italiano che in data 26 ottobre 2011, con mozione Pisicchio approvata con 428 voti favorevoli e solo sei contrari, confermò nelle tabelle di Milano il riferimento nazionale per i danni superiori al 9%.

    Sullo schema di decreto di attuazione era intervenuto anche il parere critico del Consiglio di Stato in sede consultiva.

    Inoltre, l’intervento governativo è fuori tempo massimo.

    A tacer dell’annoverabilità tra le operazioni correnti di una disciplina ipertecnica che riguarda un settore delicatissimo come quello dei macro danni, il Governo Monti esercita una delega ampiamente scaduta: il Codice delle Assicurazioni Private aveva fissato per la promulgazione della delega il termine di ventiquattro mesi.

    L’art. 76 della Costituzione sancisce che l’esercizio della funzione legislativa può essere delegata al Governo per un tempo limitato: “L’esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti”.

    Infine, quando si compulsano i lavori del nostro nomopoieta, ricchi di emendamenti fotocopia che abbracciano l’intero arco parlamentare, si incappa nel mantra: ” …richiamando l’importanza dell’intervento che produrrebbe una conseguente riduzione dei premi assicurativi”.

    A tacer del fatto che non vi è promiscuità tra le categorie degli assicurati, che beneficiano di tali ventilate riduzioni, e dei danneggiati, che le scontano sulle proprie menomazioni, resta sempre da toccare con mano come vengano gestiti i bilanci assicurativi (Fondiaria – Sai docet): i premi sono in costante aumento almeno dal 2001.

    E questo è un dato di fatto difficilmente smentibile.

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