Comune di Reggio opaco, lo dice il Ministero. Pesante eredità di Delrio e Bonaretti.

casa vetro

Bocciato il Comune di Reggio sulla trasparenza del sito web. Una eredità pesantissima di Delrio e Bonaretti. L’attuale Ministro, quando provava a rimanere Sindaco ignorando la legge, una volta smascherato fece la celebre dichiarazione “il lavoro è stato già impostato”. Bene, quel lavoro non è trasparente nonostante gli impegni votati anche dalla sua maggioranza. La città ha senz’altro beneficiato della sua promozione e di quella di Bonaretti a Roma: meglio tenerli lontani.

 

Bocciato dal Ministero sulla trasparenza, il Comune di Reggio guarda dal basso quello di Parma che è ai vertici della classifica. Questo il risultato del primo monitoraggio effettuato con un progetto del Ministero per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione denominato “La Bussola della Trasparenza dei Siti Web”, che permette anche di confrontare i vari Comuni.

Se avessero ascoltato la legge e il Consiglio comunale, che all’unanimità ha elaborato e votato un documento per la trasparenza già il 28 maggio 2012 su proposta 5 Stelle, avremmo evitato di fare una bruttissima figura.

Dal confronto delle faccine rosse , cioè delle cose che il Comune di Reggio non ha fatto, spunta la mancanza degli Incarichi conferiti e autorizzati ai dipendenti . Eppure il Consiglio aveva votato per pubblicare tutti i “rimborsi e benefit” concessi a dipendenti e personale politico: bastava considerare anche gli incarichi autorizzati come un benefit (perchè tali sono in una pubblica amministrazione) e riunire tutto sotto la stessa voce nel sito web. Lo stesso per i dati relativi ai premi.

Altro punto negativo nel rilievo del Ministero: mancano i dati sugli Enti pubblici vigilati, su quelli controllati e uno schema chiaro delle partecipazioni, che erano stati chiesti con preciso riferimento normativo dal Consiglio comunale. Clamorosa la mancanza di sovvenzioni, contributi, sussidi, vantaggi economici , che il Consiglio comunale aveva chiesto di rafforzare inserendo la motivazione, nel rispetto della privacy. Per il Ministero non appaiono chiari neppure i i criteri e le modalita’ cui il Comune si attiene per le sovvenzioni economiche. Scarsa anche la trasparenza sul monitoraggio dei Bilanci.

Altro fatto molto grave, il Comune di Reggio non ha un’apposita sezione e non pubblica gli atti di autorizzazione o concessione, sulla scelta del contraente per l’affidamento di lavori e sulle Opere Pubbliche(chiesto dal Consiglio e non attuato).

Il Comune di Reggio non risulta dotato dell’Organismo indipendente di valutazione, come previsto dal decreto legislativo n. 150 del 2009. Il Comune di Reggio non presenta nemmeno i dati sui tempi procedimentali e sui tempi medi di erogazione dei servizi, misura basilare del funzionamento di un’Amministrazione pubblica, così come i dati relativi alla propria attivita’ amministrativa, in forma aggregata, per settori di attivita’, per competenza degli organi e degli uffici, per tipologia di procedimenti. , forniture e servizi, anche con riferimento alla modalita’ di selezione prescelta ai sensi del codice dei contratti pubblici, relativi a lavori, servizi e forniture, dei concorsi e prove selettive per l’assunzione del personale e delle progressioni di carriera, gli accordi stipulati dall’amministrazione con soggetti privati o con altre amministrazioni pubbliche, specie quelli fatti dalla Giunta. Non vi è un elenco degli immobili e dei relativi canoni di affitto, espressamente richiesto dalla normativa. Il Comune di Reggio non fornisce chiara indicazione sull’IBAN e sui dati di pagamento. Fuori regola anche le informazioni sui dati ambientali, nonostante l’apposito Bilancio e i proclami del redivivo Delbue, svegliatosi assessore all’Ambiente dopo le infelici uscite del suo sodale socialista Pierfederici.

Unica nota positiva: la Giunta ha fatto pubblicare le determine dirigenziali, cioè gli atti di spesa dei dirigenti, che sono il sancta sanctorum del giro di soldi dell’Amministrazione, sempre in seguito a specifica richiesta del Consiglio comunale.

Una eredità pesantissima di Delrio e Bonaretti. L’attuale Ministro, quando provava a rimanere Sindaco ignorando la legge, una volta smascherato fece la celebre dichiarazione “il lavoro è stato già impostato”. Bene, quel lavoro non è trasparente nonostante gli impegni votati anche dalla sua maggioranza. La città ha senz’altro beneficiato della sua promozione e di quella di Bonaretti a Roma: meglio tenerli lontani.

Si allega confronto con Comune di Parma, mozione “Casa di vetro” .

Tutti i riferimenti normativi sono reperibili qui

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013-03-14;33

Matteo Olivieri

Consigliere comunale

4 comments

  1. intervento fazioso e impreciso, come sempre. cosa c entra Delrio che il 28 maggio era ministro da un mese lo sa solo Olivieri.sarà responsabilita del nuovo direttore generale d del dirigente, no? ma ovviamente questi non hanno alcun appeal politico.

  2. Dai Matteo, stavolta sei ingeneroso… Con il 62% il sito del comune non é bocciato, ma é, per usare i voti dei tuoi tempi, più che sufficiente… Se pensi che il decreto é di aprile si può migliorare…

  3. Ma questo non è niente…

    Comincerei a chiedermi che genere di guardiani ci sono in tutti gli altri cantieri aperti sul nostro territorio.
    Comincerei a chiedermi come mai la Cimolai ha le mani in pasta a Palermo con un appalto vinto al massimo ribasso, di 45 milioni di euro, battendo persino Fincantieri.
    Comincerei a chiedermi come mai a Cosenza si fa un altro ponte di Calatrava, e l’appalto se lo prende sempre la Cimolai.
    Comincerei a chiedermi come mai anche Salvatore De Luna della Cimolai è originario della provincia di Cosenza.
    Comincerei a chiedermi come mai OPAl-Re, che doveva mettere tutti gli appalti pubblici online, non ha considerato gli appalti della Tav, perché altrimenti non avremmo avuto Olivieri e Ferrigno a chiedere lumi in merito ad uno dei più tenebrosi e fitti misteri reggiani, dal dopoguerra.
    Comincerei a chiedere come mai la Tav MI-BO è dovuta passare da una discarica di rifiuti pericolosi, quale quella di via Caruso per scorie di inceneritore, a Modena, e in quel frangente come mai per almeno sei mesi non vi era nessuno a controllare il caotico viavai di camion che portavano inerti e rifiuti contemporaneamente, nella stessa area.
    Comincerei a chiedermi chi sono i fornitori ufficiali di inerti, e che tipologie di inerti sono stati usati per i lavori.
    Comincerei a chiedermi che tipo di cemento, asfalto e che che qualità di acciaio è stata utilizzata per i lavori.
    Comincerei a chiedermi se non sarebbe ora di mettere online, i dati di chiunque lavori nei cantieri pubblici, dal momento che tutto deve essere trasparente.
    Comincerei a chiedermi perché mai per un ex-detenuto non si è riusciti a trovare un lavoro più confacente, per esempio curare il verde pubblico al di fuori dei cantieri, per esempio quello delle tante inutili rotonde che affollano le nostre città.
    Comincerei a pretendere l’organigramma di tutto il personale addetto ai lavori alla Provincia, e in ogni altra istituzione pubblica.
    Comincerei a chiedermi quali rapporti ci sono tra i politici candidati nei paesi di mafia e i nostri politici locali.
    Comincerei a pretendere che chi tra i politici non ha saputo garantire il controllo del territorio e ancora meno la trasparenza e la pubblicazione online di tutti gli appalti pubblici, si dimettesse immediatamente.

  4. no no
    è proprio preciso, e Delrio ciazzecca eccome, anche sulla questione Reggio green (o meglio, verde chiaro)
    Mentre il governo comincia a parlare di raccolta puntuale dei rifitui, Reggio boccia la proposta dei grillini. Occasione sprecata
    E sul trasporto pubblico? Delrio ciazzecca o no?
    Ciazzecca, ciazzecca …. ciazzaecca eccome

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