Che fine hanno fatto l’altro milione di euro di multe emesse da SETA?

Incredulità di fronte alla marea di dati e informazioni diffuse da SETA sul controllo dei biglietti negli autobus e relative multe. Il totale del valore delle multe emesse oscilla, secondo i nostri calcoli, tra 900.000 e 3.083.750 euro. Stando molto cautelativi, che fine ha fatto un milione di euro? Come si può gridare vittoria per un incasso di 200.000 euro? Come si fa a dare un 15% di evasione, quando a noi risulta il 40%? Come mai si citano valorose squadre di dipendenti e dirigenti, ma non si dice che c’è stato un grosso sub affidamento del controllo a bordo ad una società privata? Lapsus o omissis? Il buon lavoro passa anche da una corretta informazione. La risposta dei vertici di SETA arriva sulle pagine della Gazzetta: “abbiamo incassato poco”. Ora ci sia collaborazione per affrontare il problema.

Non possiamo credere che tutti i mezzi di informazione abbiano inteso male le dichiarazioni dei vertici di SETA e dell’aspirante parlamentare Gandolfi, per cui non possiamo che rimanere increduli di fronte alle informazioni e ai dati diffusi.

Secondo SETA sugli autobus ci sono un 15% di portoghesi, quando più volte abbiamo segnalato da nostre indagini che la percentuale veleggia attorno al 40%. Questi i numeri di SETA, laddove 15.000 risultano senza biglietto e multati di conseguenza, sul totale di 95.000 controllati.

Ancor più

interessanti sono le cifre da riscuotere con le multe emesse. Ecco cosa ci risulta:

         La multa emessa ammonta, dal 2012 , a 60 euro per i primi 5 giorni. Se tutte fossero state pagate nei primi 5 giorni avremmo avuto 15.000 multe a 60 euro = 900.000 euro;

         Il costo aumenta a 81,50 euro per chi non paga entro 5 giorni, cioè da 5 a 60 giorni. Se supponessimo un minimo ritardo nel pagamento delle multe arriveremmo quindi ad un ipotetico 15.000 multe a 81,50 euro = 1.222.500 euro;

         Ma soprattutto, la multa aumenta a 240 euro dopo 60 giorni. Ipotizzando un numero cautelativo di multe di circa 12.000 che hanno maturato più di 60 giorni, avremmo 12.000 multe a 240 euro per un importo da riscuotere di 2.880.000 euro, e altri 203.750 euro delle rimanenti, ipotizzandole a 81,50 euro.
L’ultimo scenario risulta quello più probabile, in quanto 200.000 euro di incassi dimostrano ampi ritardi nei pagamenti.

In questo quadro, è davvero troppo essere ipercautelativi e chiedere che fine ha fatto un milione di euro, oppure definire l’incasso di 200.000 euro davvero ridicolo?

Ma la questione ancor più inquietante è il fiero sbandieramento di dipendenti e soprattutto dirigenti impegnati nei controlli. Tutto ciò è molto positivo, ma come mai SETA non cita l’appalto ad una società esterna per effettuare i controlli? Si tratta di un lapsus o di un omissis? Quanto costa questo appalto?

Siamo stati così presi di sorpresa dai numeri di SETA che ci vorrà un po’ di tempo per strutturare una interrogazione completa, tanti sono i punti oscuri. Non possiamo che giudicare positivi tanti sforzi fatti in questi ultimi due anni, come l’entrata solo dalla porta anteriore, il distributore a bordo di biglietti, le telecamere. Ma adesso c’è bisogno di un altro tassello fondamentale: una corretta e completa informazione.

Consigliamo subito a SETA e Gandolfi di convocare un’altra conferenza stampa per ribattere ai dati che abbiamo appena elencato. O vogliono che i reggiani credano ad un 15% di evasione, e che 200.000 euro siano un tesoretto?

p.s.: i vertici di SETA hanno risposto dalle pagine della Gazzetta di Reggio, ammettendo che gli incassi sono davvero scarsi. Speriamo sia il primo passo per una efficace collaborazione.

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