Centro Riciclo Vedelago: tutti i dati che smentiscono le bugie del PD

“Populisti” ci chiama il PD che sostanzialmente copia la nostra mozione sul Trattamento Meccanico Biologico di migliore soluzione, ma boccia l’idea di realizzarlo a Mancasale in zona industriale e non a Gavassa su terreno agricolo ed elimina la parte di realizzare un moderno Centro Riciclo Modello Vedelago con motivazioni che sono totalmente false.

Partiamo da un punto di partenza. Il Centro Riciclo Vedelago, è una azienda privata, premiata dall’Unione Europea, che ha sviluppato alcune tecnologie rivoluzionarie che permettono insieme alla raccolta differenziata porta a porta per famiglie ed aziende di arrivare fino al 95-97% di materiale recuperato-differenziato ed eliminare decine di migliaia di tonnellate che prima finivano a discarica o incenerimento. Volere è potere.

RIFIUTI AZIENDE – “Non tratta i rifiuti di aziende” scrive il Partito Democratico chiamandoci “populisti”. Ciò è falso. Ecco i dati che smentiscono gli incompententi del Partito Democratico:

Il Centro Riciclo Vedelago lavora con 830 aziende dalle piccole aziende (ristoratori in zona) a grandi aziende: Intercom, Benetton (con le sue sei aziende in provincia Treviso), gruppo Nestlè, Pepsi-Gatorade, Aliplast dove recupera gli scarti di lavorazioni bottiglie plastiche che prima finivano in discarica.

Il totale sul fronte gestione dei rifiuti delle aziende è di circa 10.000 tonnellate anno che entrano al Centro Riciclo Vedelago di cui almeno il 70% a riciclo come materialie e 3.000 tonnellate che prima finivano a discarica o inceneritore o diventavano “combustibile da rifiuti-cdr” come scarti indifferenziati ed ora diventano “sabbie sintetiche” per edilizia e industria plastica .

Ma andiamo avanti. Il Centro Riciclo Vedelago da tre mesi a questa parte ha la gestione di tutta la raccolta rifiuti di Gardaland ed altri 12 parchi del Garda che hanno milioni di visitatori annui per migliaia di tonnellate. Il rifiuti viene differenziato in organico che va ad impianti di compostaggio, il multimateriale riciclabile (plastica-carta-lattine) ed il “secco” materiale cioè prima indifferenziato, che finiva a discariche ed inceneritori o diventava combustibile per essi che ora diventa “sabbie sintetiche” per edilizia o materiali plastici. Anche qui in proiezione migliaia di tonnellate annue levate agli impianti di smaltimento di multiutility che contente certo non sono in quanto è materiale che non arriva piu’ in inceneritori o discariche.

PANNOLINI – Un grandissimo problema sono i pannolini non riciclabili. Migliaia di tonnellate ogni anno prodotte (300 kg a bambino). Dopo aver sperimentato un impianto americano, che trasforma i pannolini non riciclabili tramite estrusione in sabbie sintetiche senza bruciare nulla, dal 2011 partirà con accordo con la Provincia di Treviso un prototipo per un totale di 5.000 tonnellate annue di pannolini-assorbenti-materiali sanitari etc. Anche qui 5.000 tonnellate sottratti a discariche, inceneritori, produzione di combustibile da rifiuti.

INDIFFERENZIATO RESIDUI SOLIDI URBANI – Sono avviati progetti pilota con tre conferimenti in accordo con la Provincia di Treviso, questo affinchè i consorzi pubblici (Priula in questo caso ) si dotino di un impianto pubblico di trasformazione sabbie del cosidetto “Secco indifferenziato riciclabile” (scarti plastici di ogni genere, scarti cartacei, spugne da cucina, giocattoli plastici, piattini prima considerati non riciclabili ed altri rifiuti domestici purchè non umidi che prima finivano a smaltimento). Anche qui migliaia di tonnellate.

CHE COSA RIMANE ? Alla fine di questo ciclo combinanto raccolte differenziate spinte con porta a porta rimane il 3.5% a smaltimento (mozziconi sigarette, stracci sporchi, materiele piu’ sporco-umido da spazzamento). Dato questo ricavato dai conferimento del Comune di Ponte delle Alpi (Belluno) comune con il porta a porta all’88% che porta, separando i pannolini e materiali sanitari con apposite raccolte, anche il suo materiale prima considerato “Indifferenziato” dopo trattamento e selezione e trasformazione in sabbie sintetiche. Con porta a porta e massima selezione ed un “Modello Vedelago” , questo verrebbe inviato all’impianto di Trattamento Meccanico Biologico che ne ridurrebbe ulteriormente la massa.

LA CONCLUSIONE- Non volete un imprenditore privato, che lavora con l’Unione Europea su progetti pilota, che faccia concorrenza ad Iren spa in materia di riciclo di materiali ?

Bene se Iren Spa vuole o il Comune di Reggio vuole, ma non vuole perchè Iren Spa deve-vuole realizzare l’inceneritore di Parma ed ha appena chiesto di ampliare di 16.000 tonnellate anche quello di Piacenza (con nostra opposizione in Regione), puo’ avviare un protocollo ed acquisire la tecnologia dal Centro Riciclo (così come acquista e realizza inceneritori o altri impianti…) e gestirla lei direttamente.

Scommettiamo che non vuole, in quanto deve vuole realizzare inceneritori ed il suo business è quelllo dello smaltimento insieme a quello della raccolta con un enorme conflitto d’interessi di fatto ? Lo stesso conflitto, chi smaltisce è lo stesso che fa raccolte differenziate, che non permette di avviare le raccolte differenziate porta a porta spinte e tariffa puntuale (piu’ ricicli meno paghi) in tutta la Provincia e spaventato dai numeri avviati in altre provincie (in provincia di Parma 250.000 citttadini fanno il porta a porta) ha messo l’ “alt”.

Se no cosa ci mettono piu’ nelle discariche e negli inceneritori di Iren Spa ? Li dovrebbero chiudere in pochi anni. La salute dei cittadini, l’ambiente, l’economia sana del riciclo che crea posti di lavoro e della riduzione dei rifiuti, possono aspettare per Pd e Iren Spa.

Matteo Olivieri
consigliere comunale
Reggio 5 Stelle-Beppegrillo.it

Comments:2

  1. Da settembre é partita ad andria(puglia)la raccolta differenziata porta a porta.Al momento della consegna di sacchi e pattumiere c’é stato consegnato anche un fascicolo illustrativo con spiegazioni sul reciclo.Si parlava anche dell’esistenza di contenitori per i rifiuti speciali infiammabili(che sarebbero dovuti esser collocati vicino alle campane del vetro e quello per la raccolta di indumenti;tutti e tre raggruppati insieme).A parte che di quest’ultimi non se ne vede l’esistenza,anche per le campane del vetro se ne possono contare sulle dita di una mano.Per quanto riguarda i cestini che dovrebbero essere collocati in giro per la città,ce ne sono uno ogni km.

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