Archivio per ‘Reggio sicura’

L’asilo nido Faber a rischio sismico per un anno

Scritto il 24 luglio 2010 da


L’asilo nido Faber a rischio sismico per un anno: i risultati di un’interpellanza in Consiglio Comunale.

Sorprendente dichiarazione dell’Assessore Sassi, che rivela come, dopo i fenomeni di deformazione emersi un anno fa, solo di recente si sia provveduto ad effettuare le verifiche necessarie

La decisione di intervenire con approfonditi lavori di ristrutturazione presa in extremis, quando già la scuola era stata destinata al servizio estivo.

Audio dichiarazioni Iuna Sassi:

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Durante il Consiglio Comunale di lunedì 19 luglio abbiamo trattato l’interpellanza sui disagi causati ad alcune famiglie nel servizio di asilo estivo presso la scuola FABER, adibita ad asilo nido:

Il servizio estivo, svolto dal alcune cooperative convenzionate, consente una continuità alle famiglie e ai bambini anche nella stagione calda. Le famiglie che avevano richiesto la scuola FABER di via Brigata Reggio, sono state avvertite solo il 16 giugno dell’inagibilità della scuola, quando già il 12 giugno era scattato il pagamento coatto della retta. Per alcune di queste, che avevano delegato a persone anziane l’accompagnamento dei bimbi, si sono creati disagi.

Ma è nelle motivazioni della chiusura che emergono gli aspetti più inquietanti. Ecco la trascrizione delle dichiarazioni dell’Assessore Iuna Sassi alla nostra interpellanza:

“In seguito al consolidamento dei solai si sono evidenziati fenomeni di deformazione che sono stati ulteriormente approfonditi nel corso dell’anno scolastico, in seguito al conferimento di incarico per il collaudo strutturale del fabbricato stesso. Da qui la necessità di procedere ad ulteriori opere di consolidamento sismico, quindi opere abbastanza importanti ed impegnative. Peraltro opere non rinviabili nel tempo. La redazione del progetto definitivo, per cui è stato incaricato l’ingegnere, mi pare addirittura il 30 giugno del 2010, quindi con tempi molto ravvicinati, ha evidenziato l’esigenza di tempi maggiori per la realizzazione delle opere che in un primo tempo erano previste solo nel mese di agosto. Di  qui l’esigenza di liberare la struttura, che è di proprietà comunale, le confermo, ed è stata girata come impegno all’Istituzione Scuole e Nidi dell’Infanzia, che doveva essere liberata a partire dal mese di luglio”.

Cosa è successo alla Faber?

Prima dell’anno scolastico 2009-2010, cioè nel periodo estivo del 2009, la struttura dei solai è stata sottoposta a consolidamento. Durante i lavori, ed in seguito agli stessi, sono emersi fenomeni di deformazione. Questi fenomeni di deformazione sono perdurati durante tutto l’anno scolastico. Il collaudo strutturale ha confermato la presenza di questi fattori di rischio e, a quanto dichiarato, è stato svolto durante il passato anno scolastico.

Nonostante ciò solo di recente, cioè a giugno, si è deciso che bisognasse intervenire in maniera decisa e che i lavori dovessero durare più di quanto preventivato. Addirittura il progetto definitivo è stato redatto in extremis (l’incarico professionale è del 30 giugno, verosimilmente le verifiche sono state fatte nelle settimane precedenti) e ha sancito che la FABER non potesse svolgere il servizio estivo. Ciò è confermato dalla lettera del 16 giugno inviate alle famiglie, che dichiarava l’indisponibilità della struttura, nonostante 4 giorni prima, il 12 giugno, fossero scaduti i termini per cui il pagamento diventava coatto.

Fino all’ultimo momento il Comune, nonostante fossero già emerse le criticità, pensava si potesse svolgere il servizio estivo, e poi fare sbrigativi lavori prima del successivo anno scolastico 2010-2011.

Considerazioni finali

Rimane inquietante la scelta di far svolgere l’anno scolastico passato presso la struttura, di aver previsto il servizio estivo, e di aver deciso, in definitiva solo in extremis, di intervenire con importanti lavori di consolidamento, cioè quelli che erano davvero necessari.

Occorrerà verificare se tutti i lavori necessari e i conseguenti collaudi avranno buon esito, e se arriveranno prima dell’inizio dell’anno scolastico. Altrimenti i bimbi entreranno in una struttura potenzialmente pericolosa. Controlleremo, come Lista Civica Reggio 5 Stelle beppegrillo.it, che le condizioni della scuola alla riapertura siano di assoluta garanzia, e non un po’ precarie come nel passato anno scolastico.

Rendiamo atto all’Assessore Iuna Sassi di aver descritto con assoluta trasparenza la stuazione precaria della scuola, ma è doveroso il richiamo politico ad evitare di spendere 4 milioni di euro per i parcheggi della stazione TAV, a favore dell’edilizia che ospita i bimbi reggiani.

Segue una galleria di foto scattate questo pomeriggio presso la scuola nido Faber di via Fratelli Bandiera 20.


L’asilo nido Faber a rischio sismico per un anno: i risultati di un’interpellanza in Consiglio Comunale.

Sorprendente dichiarazione dell’Assessore Sassi, che rivela come, dopo i fenomeni di deformazione emersi un anno fa, solo di recente si sia provveduto ad effettuare le verifiche necessarie

La decisione di intervenire con approfonditi lavori di ristrutturazione presa in extremis, quando già la scuola era stata destinata al servizio estivo.

Durante il Consiglio Comunale di lunedì 19 luglio abbiamo trattato l’interpellanza sui disagi causati ad alcune famiglie nel servizio di asilo estivo presso la scuola FABER, adibita ad asilo nido:

http://informainfanziaweb.provincia.re.it/informainfanziaweb/SchedaServizio.jsp?idServizio=429

Il servizio estivo, svolto dal alcune cooperative convenzionate, consente una continuità alle famiglie e ai bambini anche nella stagione calda. Le famiglie che avevano richiesto la scuola FABER di via Brigata Reggio, sono state avvertite solo il 16 giugno dell’inagibilità della scuola, quando già il 12 giugno era scattato il pagamento coatto della retta. Per alcune di queste, che avevano delegato a persone anziane l’accompagnamento dei bimbi, si sono creati disagi.

Ma è nelle motivazioni della chiusura che emergono gli aspetti più inquietanti. Ecco la trascrizione delle dichiarazioni dell’Assessore Iuna Sassi alla nostra interpellanza:

“In seguito al consolidamento dei solai si sono evidenziati fenomeni di deformazione che sono stati ulteriormente approfonditi nel corso dell’anno scolastico, in seguito al conferimento di incarico per il collaudo strutturale del fabbricato stesso. Da qui la necessità di procedere ad ulteriori opere di consolidamento sismico, quindi opere abbastanza importanti ed impegnative. Peraltro opere non rinviabili nel tempo. La redazione del progetto definitivo, per cui è stato incaricato l’ingegnere, mi pare addirittura il 30 giugno del 2010, quindi con tempi molto ravvicinati, ha evidenziato l’esigenza di tempi maggiori per la realizzazione delle opere che in un primo tempo erano previste solo nel mese di agosto. Di qui l’esigenza di liberare la struttura, che è di proprietà comunale, le confermo, ed è stata girata come impegno all’Istituzione Scuole e Nidi dell’Infanzia, che doveva essere liberata a partire dal mese di luglio”.

L’audio può essere riascoltato a questo indirizzo:

Cosa è successo alla Faber?

Prima dell’anno scolastico 2009-2010, cioè nel periodo estivo del 2009, la struttura dei solai è stata sottoposta a consolidamento. Durante i lavori, ed in seguito agli stessi, sono emersi fenomeni di deformazione. Questi fenomeni di deformazione sono perdurati durante tutto l’anno scolastico. Il collaudo strutturale ha confermato la presenza di questi fattori di rischio e, a quanto dichiarato, è stato svolto durante il passato anno scolastico.

Nonostante ciò solo di recente, cioè a giugno, si è deciso che bisognasse intervenire in maniera decisa e che i lavori dovessero durare più di quanto preventivato. Addirittura il progetto definitivo è stato redatto in extremis (l’incarico professionale è del 30 giugno, verosimilmente le verifiche sono state fatte nelle settimane precedenti) e ha sancito che la FABER non potesse svolgere il servizio estivo. Ciò è confermato dalla lettera del 16 giugno inviate alle famiglie, che dichiarava l’indisponibilità della struttura, nonostante 4 giorni prima, il 12 giugno, fossero scaduti i termini per cui il pagamento diventava coatto.

Fino all’ultimo momento il Comune, nonostante fossero già emerse le criticità, pensava si potesse svolgere il servizio estivo, e poi fare sbrigativi lavori prima del successivo anno scolastico 2010-2011.

Considerazioni finali

Rimane inquietante la scelta di far svolgere l’anno scolastico passato presso la struttura, di aver previsto il servizio estivo, e di aver deciso, in definitiva solo in extremis, di intervenire con importanti lavori di consolidamento, cioè quelli che erano davvero necessari.

Occorrerà verificare se tutti i lavori necessari e i conseguenti collaudi avranno buon esito, e se arriveranno prima dell’inizio dell’anno scolastico. Altrimenti i bimbi entreranno in una struttura potenzialmente pericolosa. Controlleremo, come Lista Civica Reggio 5 Stelle beppegrillo.it, che le condizioni della scuola alla riapertura siano di assoluta garanzia, e non un po’ precarie come nel passato anno scolastico.

Rendiamo atto all’Assessore Iuna Sassi di aver descritto con assoluta trasparenza la stuazione precaria della scuola, ma il richiamo politico ad evitare di spendere 4 milioni di euro per i parcheggi della stazione TAV, a favore dell’edilizia che ospita i bimbi reggiani, è doveroso.

Alessandri colleziona multe, pagate dalla Lega

Scritto il 24 giugno 2010 da

70 multe in due anni, eccesso di velocità. Molte annullate dai Prefetti perchè il deputato leghista Angelo Alessandri è autorizzato a correre, le altre pagate dalla Lega. E la Lega dove prende i soldi? Leggi……

Il MoVimento 5 Stelle ha rinunciato ai rimborsi elettorali. Per le recenti elezioni regionali questo ha significato un milione di euro solo per la Regione Emilia Romagna rimasti nelle disponibilità dei cittadini.
Cittadini che, con il referendum del 1993, decisero di dire no al finanziamento pubblico ai Partiti, i quali si affrettarono a mascherarli sotto una nuova veste, quella dei rimborsi elettorali.

Il deputato Angelo Alessandri ha impiegato i soldi della Lega per pagarsi le multe, e a sua volta la Lega incassa fior fior di milioni dai rimborsi elettorali. Bene, senza rimborsi forse andrebbe piano, rispettando il Codice della strada e la sicurezza dei cittadini.

Dove corra poi, Alessandri, davvero non si capisce. Ci sono fatti molto importanti che lo investono come Presidente della Commissione Ambiente della Camera che succedono a pochi metri dalla sua amata Guastalla, come le escavazioni abusive nel fiume Po. E’ di qualche giorno fa la multa milionaria che è stata comminata dal Corpo Forestale dello Stato  alla ditta Bacchi.

Una passeggiata rilassante sul bel Po potrebbe aiutare Alessandri a svolgere il suo lavoro meglio che i Gran Premi in autostrada a cui sembra abituato. E costerebbe di meno ai cittadini.

Fanculo a “Il Manifesto”, i razzisti siete voi!

Scritto il 23 giugno 2010 da

Siamo agli onori delle cronache nazionali! Vi chiederete: per le proposte di riciclare l’acqua piovana, per le denunce sugli sprechi, per gli interventi che migliorano le condizioni degli abitanti? Macchè, per “Il Manifesto”, noi di Reggio, siamo come Borghezio, cioè razzisti, traducendo il messaggio sopraffino. Viva la libertà di stampa, che permette ai coglioni di emergere in tutta la loro professionalità. Guai a censurarli, non potremmo godere delle perle di faziosità camuffata da fini analisi socio politiche di cui si fregia “Il Manifesto”, riprendendo il sofisticato MicroMega, per mano di tal Stefano Milani.

In un articolo, praticamente identico a quelli già usciti su “La Repubblica” e “Il Resto del Carlino”, si legge che Grillo è un razzista per avere obiettato all’apertura subitanea delle frontiere ai rumeni, ma si omette di segnalare come quelle frontiere siano rimaste chiuse in tutti Paesi europei. Tutti razzisti? Allo stesso tempo l’articoletto dimentica che il buon Romano Prodi offrì questa moneta di scambio a fronte di una facile delocalizzazione delle nostre aziende in Romania, pagate per trasferirsi, pagate per lasciare a casa i nostri operai. Ma cosa volete, noblesse obligè di chi scrive su “Il Manifesto”, mica sulla carta da culo che usiamo tutti i giorni (francesismo papier de cul, per gradire a lor signori)!

Ma il bello arriva dopo:

“Certo, se il capo la pensa così, non c’è da stupirsi che la base (in questo caso di Reggio Emilia) rivendichi per la propria città «il potenziamento della polizia municipale, il contrasto delle situazioni abitative illegali e dei campi nomadi, l’autocontrollo dei cittadini”

Ma bravi i nostri taglia e cuci, davvero ci eravamo illusi che preparatissimi artisti della penna, ancheggianti bohemiennes, avessero la capacità di fare sintesi succose ma fedeli, e invece no!

Basta leggere nel Programma, potenziamento Polizia municipale: venga qua il bel Milani a farsi fregare in 6 mesi un giubbotto, due piante davanti a casa, due biciclette l’ultima del valore di 300 euro, ed essere costretto a girare con un catorcio che a ogni buca ci lascio mezza schiena, e quella davvero non avranno il coraggio di fregarmela, fosse solo perché da lontano si vede la ruggine.

Venga il buon Milani a vivere in 10 dentro una stamberga perché qualche proprietario ha deciso di tirar su 3000 euro al mese esentasse con un buco da 70 metri quadri, ci viva lui come clandestino per capire se non è meglio riportare tutto sull’alveo della legalità

Ci passi Milani per le strade dove emeriti cretini sfrecciano in pieno centro ai 100 all’ora, stirando a volte i malcapitati. Chi li deve fare questi controlli, Babbo Natale con “Il Manifesto” sotto braccio?

Contrasto dei campi nomadi:cazzate! c’è scritto “no ai campi nomadi abusivi”. Milani, ci sei arrivato 3 millimetri dopo a continuare la frase, dove si cita la comunità italiana dei Sinti? Ah, non faceva comodo scriverlo? E perché non mandi il curriculum a “Il Giornale” di Berlusconi, cercano professionalità di questo tipo, sei perfetto. Ma no, in fondo i nomadi italiani che rivendicano da secoli uno straccio di tetto sopra la testa non sono abbastanza alternativi, meglio storie crude di persone dannate, come la figura di merda che fece il tuo giornale anni fa su uno scoop di una bambina nomade picchiata dai passeggeri di un autobus, per poi scoprire che erano stati i genitori a spezzarle il braccio per il magro bottino riportato a casa.

Autocontrollo dei cittadini: se vivi al piano terra in una casa di 80 anni fa, in pieno centro, hai un finestrotto da cui entra aria e luce, e per tutta la notte qualcuno schiamazza davanti alle finestre mentre ti sta pisciando sul muro, cosa aspetti? Che lo stanchissimo Babbo Natale col giornaletto corra disperato in via del Pozzo? O apri la finestra e chiedi che vadano a pisciare da un’altra parte, ricevendo come risposta bottiglie di vetro contro le inferriate?

Questo non è autocontrollo da parte dei cittadini? Milani, la capisci la differenza fra controllo e repressione?

Macchè, il loro problema è che la parola sicurezza non va citata, non rientra nel vocabolario speciale per maitrè della parola scritta, stona, è come il formaggio per antipasto.

Oltre non avete bisogno, voi depositari di una superiorità culturale che esiste in quanto imposta, ad esempio di sapere che tra i 150 lavoratori REALCO che abbiamo portato ad un tavolo risolutore in Comune ci sono molti immigrati, che hanno condiviso la lotta coi compagni di lavoro.

O del fatto che soli, in Consiglio Comunale, abbiamo rifiutato qualsiasi idiozia sull’accattonaggio? SOLI! Quando spuntano, sostenuti da i Partiti, reati fantasiosi come “l’accattonaggio molesto”, quando esistono già il disturbo alla quiete pubblica e l’estorsione?

Però è importante che scriviate, voi de “Il Manifesto”. Scrivete quello vi pare, è vero, come “Libero” o altre testate del genere, ma l’importante è che scrivete. Se poi sul caso Favia Defranceschi date grande onore a Vittorio Balestrazzi, omettete pure di citare i recentissimi fatti, proprio freschi di quel giorno, in cui una mail spedita per errore da un consigliere del PD di Modena arriva a tutti. Cosa c’era scritto? “Usiamo bene bene Balestrazzi per sputtanare i grillini”. Fantastico!

Categorie: News, Reggio sicura

Fondo anti usura, anche il Comune aderisce

Scritto il 10 maggio 2010 da

Dopo numerosi tentativi siamo riusciti a farci approvare, all’unanimità, una proposta concreta contro l’usura: Il Comune di Reggio aderirà allo speciale fondo istituito dalla Camera di Commercio. All’indomani degli arresti di cinque ‘ndranghetisti impegnati alacremente nell’usura, era il minimo che si potesse fare. Per non parlare dell’attentato dinamitardo che ha distrutto via Caliceti alcuni giorni fa, una micidiale bomba che lascia pochi dubbi….

L’8 marzo avevo già presentato un Ordine del Giorno per sostenere l’iniziativa di Enrico Bini, Presidente della Camera di Commercio di Reggio Emilia, promotore di un innovativo accordo con le Camere di Commercio di Modena, Crotone e Caltanissetta.

Bocciato la prima volta, all’indomani dei nuovi sconvolgenti fatti di ‘ndrangheta e all’attentato dinamitardo l’ho ripresentato, oggi.

I Partiti avevano presentato propri documenti senza alcuna proposta, e hanno così chiesto di raggiungere un documento unico. Ho accettato a patto che l’impegno (l’unico possibile visto che era appunto l’unica proposta concreta) venisse trascritto tale e quale. Così è stato.

Ecco cosa abbiamo ottenuto.

Laccordo firmato dalla Camera di Commercio di Reggio Emilia con le rispettive CCIAA di Modena, Crotone e Caltanissetta contro le infiltrazioni criminali e a difesa delle imprese oneste è uno strumento già in essere e che si può integrare, se tutte le istituzioni locali danno anche un piccolo contributo.

L’azione condotta dal Presidente Bini coglie nel segno quanto periodicamente viene denunciato da SOS Impresa, come nel XII e recente Rapporto annuale, da cui emerge che l’usura pesa per più del 10% sugli affari delle organizzazioni mafiose.

La stessa SOS Impresa, interrogata riguardo ai fatti di Reggio, ha risposto che da Reggio Emilia non arrivano denunce, il che significa che da noi vige l’omertà. Ecco perchè è importante un fondo antiusura capace di sostenere chi denuncia.

La Camera di Commercio pone in atto delle misure, come il sostegno alle imprese soggette ad usura, capaci di combattere il predominio dei disonesti, limitare le infiltrazioni criminali che con l’usura si fanno strada fin dentro il sistema produttivo sano e dare il segnale che le istituzioni sono a fianco di chi concorre lealmente.

Lo spirito con cui caparbiamente il Presidente Bini ha cercato questo accordo, apprezzato dall’intero sistema camerale italiano, sia di ispirazione a tutti noi e a tutti gli amministratori della macchina pubblica.

Lo spirito dev’essere quello di non pensare mai ai “confini” provinciali, ma di prendere coscienza che la mobilità delle aziende, e purtroppo degli estorsori, richiede un’attenta vigilanza che va anche oltre la nostra Regione.

Rallentare prego!

Scritto il 5 maggio 2010 da

Approvata a larga maggioranza, dal Consiglio della Circoscrizione Sud, la prima mozione presentata dal sottoscritto dal giorno del suo insediamento, il 31 marzo di questo anno.

Oggetto della mozione è la viabilità nella frazione di San Rigo, attraversata dall’omonima via, della quale da tempo vari residenti lamentano l’eccessiva velocità con cui auto e moto la percorrono. Una situazione obbiettivamente pericolosa per la conformazione della strada; circa un Km dritto e largo, le migliori condizione per stimolare velleità corsaiole, aggravata dal fatto che gli unici moderatori di velocità sono due dossi posti a breve distanza l’uno dall’altro, siti in quello che era il borgo originario della frazione. Frazione che però negli ultimi anni si è molto ingrandita sviluppandosi lungo via San Rigo, dove tra l’altro sono in costruzione nuove abitazioni, e rimanendo cosi per la maggior parte esposta alle intemperanze di molti automobilisti.

Praticamente, i veicoli provenienti da Reggio hanno tutta la strada a disposizione per simulare il decollo di un aereo, e solo dopo aver attraversato mezza frazione trovano i dossi a rallentarli. Unico altro ostacolo: cartelli che preconizzano controlli elettronici della velocità, abbastanza facili da ignorare al secondo passaggio…

La pericolosità della situazione è stata confermata a chi scrive anche dal titolare dell’impresa edile che sta realizzando le nuove abitazioni, resosi da tempo disponibile presso il Comune per realizzare a sue spese dossi nel tratto di strada davanti al cantiere. Il Comune avrebbe però rifiutato.

Dato che, tuttavia, i dossi hanno molti pro ma pure tanti contro, la richiesta rivolta al Presidente della Circoscrizione è stata di valutare quali interventi di moderazione della velocità siano più opportuni per le caratteristiche della strada. L’assessore Gandolfi, che tanta fantasia ha per le rotonde, avrà idee originali anche in questo caso?

Pedoni poco sicuri in viale Piave e viale Umberto I

Scritto il 12 febbraio 2010 da

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Interrogazione di Matteo Olivieri (Reggio 5 Stelle-Beppegrillo.it )per segnalare come ad esempio in viale Umberto I ed in viale Piave ed “In più punti della città i passaggi pedonali presentano carenze come righe non segnate o luci di segnalazione del passaggio non funzionanti o mancanti”.

-Questa situazione si registra ad esempio sulla circonvallazione in zona viale Piave di fronte al Parco Santa Maria come hanno testimoniato recenti articoli di stampa. In questo luogo ad esempio le luci non sono funzionanti all’interno dei due tabelloni da quasi tre mesi, nonostante residenti abbiano segnalato la mancanza ad agenti della Polizia Municipale di passaggio. Nel controviale nella medesima zona, in prossimità dell’uscita del Parco Santa Maria mancano un rallentatore di traffico e non sono presenti le strisce pedonali, opera utile in quanto le auto sfrecciano a forte velocità spesso scambiando per la zona come una normale via di attraversamento creando un potenziale pericolo per i pedoni-ciclisti che escono dal parco.

-In viale Umberto I le zone con barriere spartitraffico installate in prossimità di passaggi pedonali, opera questa che è condivisibile per la sicurezza dei pedoni, non sono ad oggi ancora illuminate con segnalatori luminosi appositi, come ci hanno segnalato alcuni cittadini. Questo potrebbe creare problemi nelle ore notturne.

Si chiede di sapere:

-Se non si ritiene opportuno fare un controllo dei passaggi pedonali della città, partendo dalle strade più trafficate come viali e circonvallazione.

-Se segnalatori luminosi dei passaggi pedonali sono previsti in viale Umberto I ove ad oggi mancanti. E se tale mancanza è dovuta solo allo stato dei lavori.

-Se non ritiene opportuno porre immediatamente rimedio presso il passaggio pedonale di viale Piave riparando i due tabelloni di segnalazione luminosa oggi non funzionanti. Al tempo stesso si chiede all’amministrazione i motivi del ritardo nel riparare tali tabelloni segnalatori.

-Cosa intende fare l’amministrazione per garantire la sicurezza stradale di pedoni-ciclisti che escono dal Parco Santa Maria e si recano nel controviale di Viale Piave.

Vigili con palmare e mappe digitali

Scritto il 31 gennaio 2010 da

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Organizzare il lavoro dei vigili con una copertura efficace del territorio e con una gestione informatica delle conoscenza, dei problemi, delle segnalazioni. Risposta positiva dell’Assessore Corradini alla nostra proposta.

Alcuni mesi fa abbiamo infatti presentato un’interpellanza sulla base della richiesta di alcuni cittadini. Si notava, infatti, in città, la presenza di più vigili urbani impegnati in una singola funzione, senza prestare un’attenzione “territoriale” ai problemi. Laddove, infatti, le segnalazioni dei cittadini si ripetono per parcheggi nei posti degli handicappati, eccessi di velocità, degrado urbano, attività rumorose ed altro, il vigile può rappresentare, nelle sue attività, un presidio capace di monitorare la situazione con un costante aggiornamento, proporre soluzioni, dimostrare ancor più la vicinanza ai cittadini.

Un esempio: un vigile impegnato nel rilievo del parcheggio selvaggio sulle piste ciclabili controlla eventuali conferimenti di rifiuti non corretti, eventuali punti di spaccio, ecc.

La nostra idea: dotare i vigili di dispositivi capaci di visualizzare le informazioni in mobilità e di restituire un costante aggiornamento della situazione.

La risposta dell’Assessore Corradini è stata positiva , in un’interpellanza del 18 gennaio. La sperimentazione si farà.

Categorie: Reggio sicura

Immigrazione ed altro: quo vadis?

Scritto il 30 maggio 2009 da

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Le proposte di Reggio 5 Stelle/Beppegrillo.it riguardo al problema immigrazione e sicurezza, due termini citati troppo spesso assieme l’uno dipendente dall’altro.
Per illustrare il nostro programma in materia, partiamo dall’affermare l’ovvietà, per contrastare la delinquenza e l’illegalità bisogna avere vera fede nei principi di onestà e giustizia, questa fede non la si dimostra con qualche slogan gridato in Parlamento seduti a fianco del proprio alleato pluricondannato per reati d’ogni genere e nonostante ciò ancora alleato, che è un po’ ipocrita…
Non tolleriamo chi ruba in Parlamento come chi scippa per le strade di Reggio, la legalità qua dipende anche dalla legalità a Roma, perciò non si può votare coloro che parlano di ripristinare la sicurezza a Reggio Emilia e a Roma siedono affianco dei mafiosi.

Le proposte di Reggio 5 Stelle/Beppegrillo.it per risolvere il problema immigrazione/sicurezza sono chiare, percorribili e pragmatiche, improntate alla risoluzione del problema e non al suo tamponamento temporaneo.

  • Potenziamento della polizia municipale con chiari compiti di contrasto alla microcriminalità,
  • Contrasto delle situazioni abitative illegali, case “sfitte” imbottite di clandestini in nero non devono avere vita facile, e nemmeno i loro proprietari furfanti,
  • No ai ghetti, quartieri come la stazione e limitrofi sono il terreno fertile per il degrado sociale e se ne deve impedire la creazione, piuttosto che buttar soldi con manifesti su “baci alla stazione” che non intimoriscono granchè la delinquenza,
  • No ai campi nomadi abusivi, creazione di campine (come prescritto dalla UE) con diritti e doveri chiari, utenze a carico degli abitanti, priorità alla regolare frequenza scolastica dei bambini nomadi,
  • Autocontrollo dei cittadini tramite strade, parchi e piazze frequentabili ad ogni ora del giorno e della notte, una città vissuta dai suoi abitanti è una città sicura. Appoggio ai City Angels e organizzazioni simili, no a ronde di travestiti da Asterix e Obelix, guardie padane e pensionati in vena di rievocazioni tardo-celtiche.

Più importante delle misure di contrasto è però risolvere la radice del problema. Crediamo che Reggio Emilia abbia raggiunto la sua quota di stranieri fisiologica nell’attuale mondo globalizzato (e forse un po’ di più), non si tratta di ostilità al diverso ma di semplice efficienza e sostenibilità, gli immigrati che arrivano in Italia non possono concentrarsi in poche città ma devono essere redistribuiti nel territorio in base alle risorse di ogni comunità. Il beneficio è per tutti, altrimenti i vecchi abitanti vedono i loro comuni svenarsi e i nuovi venuti trovano comunità oberate da richieste d’aiuto che non possono essere evase.

Per marcare la differenza tra noi e i sedicenti “paladini della sicurezza” , basta una considerazione.
Quando ci sono le briciole sul pavimento della cucina cosa accade? Arrivano le formiche dal giardino no? E qual è il modo più furbo per risolvere il problema, barricare la cucina o spazzare le briciole dal pavimento?
Ecco la differenza, loro vogliono una città blindata e militarizzata (Alessandri e Filippi promettono l’arrivo dell’esercito nella nostra città, la lista Cambiare (in peggio) vuole realizzare trincee camuffate da bancomat-casematte) che respinga “l’invasore” sul confine, noi non trattiamo gli stranieri come nemici ma come persone bisognose che rappresentano però anche un problema da gestire intelligentemente. Vogliamo capire cosa attira qui troppi immigrati e deviarli prima su altre zone meno sotto pressione.
Siamo convinti che fermando l’edilizia di bassa qualità che negli ultimi anni ha soffocato Reggio Emilia (grazie a Spaggiari e Delrio), ossia togliendo spazio al mercato del lavoro di bassa qualifica meta degli immigrati, spesso assunti in nero da imprenditori senza scrupoli, verrà a mancare il principale motivo che attrae nella nostra città una popolazione che, soprattutto ora con crisi immobiliare generale, si trova troppo facilmente a spasso.
Perché è certamente per questo che a Reggio Emilia giungono cosi tanti immigrati, lavoro, i flussi migratori si muovono soprattutto in base alle opportunità di lavoro (avete mai sentito di un gommone i cui ospiti si sono fermati contenti in Irpinia?), non perché c’è la Caritas ( a cui esprimiamo solidarietà per le vili aggressioni opportuniste dei giorni scorsi) che “favorisce l’invasione”.

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