Archivio per ‘Reggio sicura’

Opg Reggio: un solo psichiatra per 50 detenuti

Scritto il 9 agosto 2010 da Movimento 5 Stelle

Foto da Flickr

Dopo la visita al carcere bolognese della Dozza,  il Capogruppo in Regione del Movimento 5 Stelle, Andrea Defranceschi, ha incontrato i detenuti e il personale dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia. “Una struttura con peculiarità e problemi che si sommano a quelli delle semplici carceri – dice il consigliere Defranceschi – e che per questo dev’essere seguita con politiche ad hoc”.

A Febbraio la Regione, prosegue Defranceschi, “ha siglato un accordo con il ministero della Giustizia, in cui si affermava che la struttura di via Settembrini dovesse essere superata perché inadeguata ad accogliere persone che, oltre ad aver commesso il più delle volte gravissimi reati, sono innanzitutto dei pazienti psichiatrici”. Al momento, però, “non risulta che nessuna iniziativa concreta sia stata messa in campo in merito da viale Aldo Moro”. Anche se una nuova sede è già stata individuata, a Castelfranco Emilia (Mo).

Durante la mattinata, sono state visitate la sezione chiusa “Centauro” – rimasta l’unica con agenti penitenziari a sorvegliare costantemente i detenuti e con celle sempre serrate -, e le altre le cui porte restano invece aperte di giorno. “Anche qui – dice Defranceschi – il problema che più salta agli occhi è il sovraffollamento”: il numero dei detenuti in cura ammonta a 279 persone, presenti fisicamente. Che sale a 320 se si calcolano anche i detenuti in permesso di durata più o meno lunga. Contro una capienza massima di 132 persone. “E questo è ancora più intollerabile che in un carcere “normale” – riflette Defranceschi -: perché le persone costrette a convivenza hanno anche disagi psichici gravi”. C’è poi la questione di “servizi igienici e docce in condizioni a dir poco precarie”. E il tema del personale carente, sanitario come di polizia penitenziaria. “In particolare – rileva il consigliere regionale – nel reparto più problematico, il “Centauro”, un solo psichiatra si trova a seguire quasi cinquanta persone”. Infine, “i tagli della Finanziaria stanno mettendo a rischio tutta una serie di servizi fondamentali per la riabilitazione dei pazienti, a partire dalla pet therapy con i cani”. Per questo, chiosa il Capogruppo dei grillini, “al rientro dalla pausa estiva chiederemo alla Regione un impegno concreto e specifico, in termini politici come economici”.

Andrea Defranceschi
Capogruppo Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it

Regione Emilia Romagna
Categorie: Reggio sicura, Welfare
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Teatro dell’Orologio in abbandono

Scritto il 8 agosto 2010 da Matteo Olivieri

Che il Teatro dell’Orologio fosse una risorsa importante per la città, per le sue attività culturali, lo hanno sempre saputo molti abitanti del quartiere, assieme alle altre strutture contigue, come la Ludoteca.

Che invece i tempi e i modi del bandone “I Reggiani per esempio” non fossero adatti a garantirne la continuità gestionale, lo sospettavano molti appassionati.

La prova l’abbiamo avuta in un sopralluogo effettuato ieri, presso la struttura. Qualcun ha capito che non c’è più anima viva presso il Teatro, ed ha approfittato per svolgere attività legate alla tossicodipendenza. Il portacenere posto sul ballatoio è letteralmente colmo di siringhe usate, come dimostrano le foto che abbiamo effettuato. Abbiamo provveduto a segnalarlo agli uffici competenti.

Intanto la gestione del Teatro verrà assegnata all’interno del Bandone “I Reggiani per esempio”, ma la stessa Amministrazione si è resa conto, in giugno, che così il nado non funzionava, ed ha emesso un apposito mini.bando con apposita determina dirigenziale.

Ciò ha comportato un evindente allungamento dei tempi, che speriamo possa essere colmato con una rapida decisione, assegnazione ed esercizio da parte del nuovo gestore.

In questa determina si parla chiaramente che il gestore avrà anche il compito di garantire la pulizia dopo ogni spettacolo, attività o manifestazione ed ogni qualvolta risulti necessario, dei locali concessi in uso .

Ma nulla di buono si prospetta all’orizzonte. Infatti, in questi giorni il Sindaco Delrio ha dichiarato che la Commissione giudicante, che deve ancora essere nominata, deciderà entro il 15 ottobre, nonostante per l’assegnazione dei locali del Teatro si indichi la data del 1° settembre.

Non ha fatto una bella fine neanche la ludoteca dell’Orologio. Il servizio, che 20 anni fa costituiva un punto di riferimento per il quartiere, ha orari ridottissimi: lunedì e mercoledì dalle 16 alle 19, martedì e giovedì dalle 20 alle 23, e dulcis in fundo chiuso il venerdì e sabato.

Il polo culturale dell’Orologio non è un luogo strategico per l’Amministrazione.

Furti, prostituzione e soldi spesi male. Cittadini vs Politici.

Scritto il 29 luglio 2010 da Vito Cerullo

A Pieve tre furti in appartamento in pieno giorno. I cittadini la sera convivono con le prostitute. Occorrono politiche e progetti per prevenire il degrado e la delinquenza. Ma i soldi sono pochi. Si cerca di recuperare con i tagli sui costi della politica ma sono degli specchietti per le allodole. Sulle circoscrizioni invece, cade la scure del governo.

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“28 luglio 2010 furti in tre appartamenti in via F.lli Cervi a Pieve Modolena. Ci hanno ripulito casa approfittando della nostra assenza. Ci hanno tolto molti nostri beni. La situazione di Pieve Modolena da alcuni anni è diventata critica. Ricordo che la zona anni fa era più tranquilla, è diventata una zona franca per i delinquenti comuni. I cittadini non si sentono più tutelati dalle politiche locali.

Questa è una parte della lettera che ho ricevuto ieri da uno dei cittadini di Pieve che ha subito il furto. Parla da sola. A Reggio i cittadini prendono iniziativa per migliorare la vivibilità del loro quartiere. Vedi i cartelli “no alla prostituzione” apparsi in alcune zone della città proprio in questi giorni, le associazioni che si impegnano nei parchi e per i giovani, creando aggregazione. Le forze dell’ordine fanno il possibile e non si possono colpevolizzare.

Ogni volta che si arresta un criminale la società ha fallito. Bisogna prevenire lo svilupparsi della delinquenza e del degrado, questo “richiede politiche pubbliche in settori come l’alloggio, l’occupazione, la formazione professionale lo sviluppo di attività del tempo libero”. Lo dice la Comunità Europea oltre al buon senso. Per dar vita a progetti simili ci vogliono soldi. E soldi ce ne sono pochi.

Mi indigno perché da consigliere di quel quartiere cosa posso rispondere a questo cittadino? Potrei portare in consiglio un’interrogazione, una mozione, o meglio, un intero progetto che punti a migliorare la vivibilità della zona. E i soldi? Lo farò comunque, è mio dovere provarci.

Il governo taglia, per carità siamo in tempo di crisi e bisogna tirare la cinghia. Ma i costi della politica rimangono alle stelle. Miliardi di euro spesi male.
Tagliano le spese sulle migliaia di auto blu (ma resterà comunque il più grande spreco sulle auto pubbliche al mondo), i parlamentari percepiranno 1.000 euro in meno, tagliano del 10% il loro stipendio (che rimane sempre il più alto d’Europa), ma arrivano i gettoni in commissione. Questa subdola ironia regna sovrana in parlamento. I parlamentari continuano ad andare in pensione dopo due anni e mezzo di legislatura, i barbieri del parlamento percepiscono 133.000 euro all’anno. I vitalizi erogati ai politici continuano ad esistere ovunque, anche in regione. Le province si tagliano solo a parole ed in campagna elettorale. Sulle circoscrizioni cade invece la scure. Un colpo netto che mette alla prova la volontà di questa istituzione di continuare la strada percorsa in tanti anni. Raccolgono le briciole degli sprechi, specchietti per le allodole. Le idee ci sono ma i soldi continuano ad essere spesi in malo modo, da nord a sud. Cittadini, rimbocchiamoci le maniche e partecipiamo alla cosa pubblica.

Vito Cerullo
Consigliere Circoscrizione Ovest
Reggio 5 Stelle BeppeGrillo.it

L’asilo nido Faber a rischio sismico per un anno

Scritto il 24 luglio 2010 da Matteo Olivieri


L’asilo nido Faber a rischio sismico per un anno: i risultati di un’interpellanza in Consiglio Comunale.

Sorprendente dichiarazione dell’Assessore Sassi, che rivela come, dopo i fenomeni di deformazione emersi un anno fa, solo di recente si sia provveduto ad effettuare le verifiche necessarie

La decisione di intervenire con approfonditi lavori di ristrutturazione presa in extremis, quando già la scuola era stata destinata al servizio estivo.

Audio dichiarazioni Iuna Sassi:

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Durante il Consiglio Comunale di lunedì 19 luglio abbiamo trattato l’interpellanza sui disagi causati ad alcune famiglie nel servizio di asilo estivo presso la scuola FABER, adibita ad asilo nido:

Il servizio estivo, svolto dal alcune cooperative convenzionate, consente una continuità alle famiglie e ai bambini anche nella stagione calda. Le famiglie che avevano richiesto la scuola FABER di via Brigata Reggio, sono state avvertite solo il 16 giugno dell’inagibilità della scuola, quando già il 12 giugno era scattato il pagamento coatto della retta. Per alcune di queste, che avevano delegato a persone anziane l’accompagnamento dei bimbi, si sono creati disagi.

Ma è nelle motivazioni della chiusura che emergono gli aspetti più inquietanti. Ecco la trascrizione delle dichiarazioni dell’Assessore Iuna Sassi alla nostra interpellanza:

“In seguito al consolidamento dei solai si sono evidenziati fenomeni di deformazione che sono stati ulteriormente approfonditi nel corso dell’anno scolastico, in seguito al conferimento di incarico per il collaudo strutturale del fabbricato stesso. Da qui la necessità di procedere ad ulteriori opere di consolidamento sismico, quindi opere abbastanza importanti ed impegnative. Peraltro opere non rinviabili nel tempo. La redazione del progetto definitivo, per cui è stato incaricato l’ingegnere, mi pare addirittura il 30 giugno del 2010, quindi con tempi molto ravvicinati, ha evidenziato l’esigenza di tempi maggiori per la realizzazione delle opere che in un primo tempo erano previste solo nel mese di agosto. Di  qui l’esigenza di liberare la struttura, che è di proprietà comunale, le confermo, ed è stata girata come impegno all’Istituzione Scuole e Nidi dell’Infanzia, che doveva essere liberata a partire dal mese di luglio”.

Cosa è successo alla Faber?

Prima dell’anno scolastico 2009-2010, cioè nel periodo estivo del 2009, la struttura dei solai è stata sottoposta a consolidamento. Durante i lavori, ed in seguito agli stessi, sono emersi fenomeni di deformazione. Questi fenomeni di deformazione sono perdurati durante tutto l’anno scolastico. Il collaudo strutturale ha confermato la presenza di questi fattori di rischio e, a quanto dichiarato, è stato svolto durante il passato anno scolastico.

Nonostante ciò solo di recente, cioè a giugno, si è deciso che bisognasse intervenire in maniera decisa e che i lavori dovessero durare più di quanto preventivato. Addirittura il progetto definitivo è stato redatto in extremis (l’incarico professionale è del 30 giugno, verosimilmente le verifiche sono state fatte nelle settimane precedenti) e ha sancito che la FABER non potesse svolgere il servizio estivo. Ciò è confermato dalla lettera del 16 giugno inviate alle famiglie, che dichiarava l’indisponibilità della struttura, nonostante 4 giorni prima, il 12 giugno, fossero scaduti i termini per cui il pagamento diventava coatto.

Fino all’ultimo momento il Comune, nonostante fossero già emerse le criticità, pensava si potesse svolgere il servizio estivo, e poi fare sbrigativi lavori prima del successivo anno scolastico 2010-2011.

Considerazioni finali

Rimane inquietante la scelta di far svolgere l’anno scolastico passato presso la struttura, di aver previsto il servizio estivo, e di aver deciso, in definitiva solo in extremis, di intervenire con importanti lavori di consolidamento, cioè quelli che erano davvero necessari.

Occorrerà verificare se tutti i lavori necessari e i conseguenti collaudi avranno buon esito, e se arriveranno prima dell’inizio dell’anno scolastico. Altrimenti i bimbi entreranno in una struttura potenzialmente pericolosa. Controlleremo, come Lista Civica Reggio 5 Stelle beppegrillo.it, che le condizioni della scuola alla riapertura siano di assoluta garanzia, e non un po’ precarie come nel passato anno scolastico.

Rendiamo atto all’Assessore Iuna Sassi di aver descritto con assoluta trasparenza la stuazione precaria della scuola, ma è doveroso il richiamo politico ad evitare di spendere 4 milioni di euro per i parcheggi della stazione TAV, a favore dell’edilizia che ospita i bimbi reggiani.

Segue una galleria di foto scattate questo pomeriggio presso la scuola nido Faber di via Fratelli Bandiera 20.


L’asilo nido Faber a rischio sismico per un anno: i risultati di un’interpellanza in Consiglio Comunale.

Sorprendente dichiarazione dell’Assessore Sassi, che rivela come, dopo i fenomeni di deformazione emersi un anno fa, solo di recente si sia provveduto ad effettuare le verifiche necessarie

La decisione di intervenire con approfonditi lavori di ristrutturazione presa in extremis, quando già la scuola era stata destinata al servizio estivo.

Durante il Consiglio Comunale di lunedì 19 luglio abbiamo trattato l’interpellanza sui disagi causati ad alcune famiglie nel servizio di asilo estivo presso la scuola FABER, adibita ad asilo nido:

http://informainfanziaweb.provincia.re.it/informainfanziaweb/SchedaServizio.jsp?idServizio=429

Il servizio estivo, svolto dal alcune cooperative convenzionate, consente una continuità alle famiglie e ai bambini anche nella stagione calda. Le famiglie che avevano richiesto la scuola FABER di via Brigata Reggio, sono state avvertite solo il 16 giugno dell’inagibilità della scuola, quando già il 12 giugno era scattato il pagamento coatto della retta. Per alcune di queste, che avevano delegato a persone anziane l’accompagnamento dei bimbi, si sono creati disagi.

Ma è nelle motivazioni della chiusura che emergono gli aspetti più inquietanti. Ecco la trascrizione delle dichiarazioni dell’Assessore Iuna Sassi alla nostra interpellanza:

“In seguito al consolidamento dei solai si sono evidenziati fenomeni di deformazione che sono stati ulteriormente approfonditi nel corso dell’anno scolastico, in seguito al conferimento di incarico per il collaudo strutturale del fabbricato stesso. Da qui la necessità di procedere ad ulteriori opere di consolidamento sismico, quindi opere abbastanza importanti ed impegnative. Peraltro opere non rinviabili nel tempo. La redazione del progetto definitivo, per cui è stato incaricato l’ingegnere, mi pare addirittura il 30 giugno del 2010, quindi con tempi molto ravvicinati, ha evidenziato l’esigenza di tempi maggiori per la realizzazione delle opere che in un primo tempo erano previste solo nel mese di agosto. Di qui l’esigenza di liberare la struttura, che è di proprietà comunale, le confermo, ed è stata girata come impegno all’Istituzione Scuole e Nidi dell’Infanzia, che doveva essere liberata a partire dal mese di luglio”.

L’audio può essere riascoltato a questo indirizzo:

Cosa è successo alla Faber?

Prima dell’anno scolastico 2009-2010, cioè nel periodo estivo del 2009, la struttura dei solai è stata sottoposta a consolidamento. Durante i lavori, ed in seguito agli stessi, sono emersi fenomeni di deformazione. Questi fenomeni di deformazione sono perdurati durante tutto l’anno scolastico. Il collaudo strutturale ha confermato la presenza di questi fattori di rischio e, a quanto dichiarato, è stato svolto durante il passato anno scolastico.

Nonostante ciò solo di recente, cioè a giugno, si è deciso che bisognasse intervenire in maniera decisa e che i lavori dovessero durare più di quanto preventivato. Addirittura il progetto definitivo è stato redatto in extremis (l’incarico professionale è del 30 giugno, verosimilmente le verifiche sono state fatte nelle settimane precedenti) e ha sancito che la FABER non potesse svolgere il servizio estivo. Ciò è confermato dalla lettera del 16 giugno inviate alle famiglie, che dichiarava l’indisponibilità della struttura, nonostante 4 giorni prima, il 12 giugno, fossero scaduti i termini per cui il pagamento diventava coatto.

Fino all’ultimo momento il Comune, nonostante fossero già emerse le criticità, pensava si potesse svolgere il servizio estivo, e poi fare sbrigativi lavori prima del successivo anno scolastico 2010-2011.

Considerazioni finali

Rimane inquietante la scelta di far svolgere l’anno scolastico passato presso la struttura, di aver previsto il servizio estivo, e di aver deciso, in definitiva solo in extremis, di intervenire con importanti lavori di consolidamento, cioè quelli che erano davvero necessari.

Occorrerà verificare se tutti i lavori necessari e i conseguenti collaudi avranno buon esito, e se arriveranno prima dell’inizio dell’anno scolastico. Altrimenti i bimbi entreranno in una struttura potenzialmente pericolosa. Controlleremo, come Lista Civica Reggio 5 Stelle beppegrillo.it, che le condizioni della scuola alla riapertura siano di assoluta garanzia, e non un po’ precarie come nel passato anno scolastico.

Rendiamo atto all’Assessore Iuna Sassi di aver descritto con assoluta trasparenza la stuazione precaria della scuola, ma il richiamo politico ad evitare di spendere 4 milioni di euro per i parcheggi della stazione TAV, a favore dell’edilizia che ospita i bimbi reggiani, è doveroso.

Alessandri colleziona multe, pagate dalla Lega

Scritto il 24 giugno 2010 da Matteo Olivieri

70 multe in due anni, eccesso di velocità. Molte annullate dai Prefetti perchè il deputato leghista Angelo Alessandri è autorizzato a correre, le altre pagate dalla Lega. E la Lega dove prende i soldi? Leggi……

Il MoVimento 5 Stelle ha rinunciato ai rimborsi elettorali. Per le recenti elezioni regionali questo ha significato un milione di euro solo per la Regione Emilia Romagna rimasti nelle disponibilità dei cittadini.
Cittadini che, con il referendum del 1993, decisero di dire no al finanziamento pubblico ai Partiti, i quali si affrettarono a mascherarli sotto una nuova veste, quella dei rimborsi elettorali.

Il deputato Angelo Alessandri ha impiegato i soldi della Lega per pagarsi le multe, e a sua volta la Lega incassa fior fior di milioni dai rimborsi elettorali. Bene, senza rimborsi forse andrebbe piano, rispettando il Codice della strada e la sicurezza dei cittadini.

Dove corra poi, Alessandri, davvero non si capisce. Ci sono fatti molto importanti che lo investono come Presidente della Commissione Ambiente della Camera che succedono a pochi metri dalla sua amata Guastalla, come le escavazioni abusive nel fiume Po. E’ di qualche giorno fa la multa milionaria che è stata comminata dal Corpo Forestale dello Stato  alla ditta Bacchi.

Una passeggiata rilassante sul bel Po potrebbe aiutare Alessandri a svolgere il suo lavoro meglio che i Gran Premi in autostrada a cui sembra abituato. E costerebbe di meno ai cittadini.

Fanculo a “Il Manifesto”, i razzisti siete voi!

Scritto il 23 giugno 2010 da Matteo Olivieri

Siamo agli onori delle cronache nazionali! Vi chiederete: per le proposte di riciclare l’acqua piovana, per le denunce sugli sprechi, per gli interventi che migliorano le condizioni degli abitanti? Macchè, per “Il Manifesto”, noi di Reggio, siamo come Borghezio, cioè razzisti, traducendo il messaggio sopraffino. Viva la libertà di stampa, che permette ai coglioni di emergere in tutta la loro professionalità. Guai a censurarli, non potremmo godere delle perle di faziosità camuffata da fini analisi socio politiche di cui si fregia “Il Manifesto”, riprendendo il sofisticato MicroMega, per mano di tal Stefano Milani.

In un articolo, praticamente identico a quelli già usciti su “La Repubblica” e “Il Resto del Carlino”, si legge che Grillo è un razzista per avere obiettato all’apertura subitanea delle frontiere ai rumeni, ma si omette di segnalare come quelle frontiere siano rimaste chiuse in tutti Paesi europei. Tutti razzisti? Allo stesso tempo l’articoletto dimentica che il buon Romano Prodi offrì questa moneta di scambio a fronte di una facile delocalizzazione delle nostre aziende in Romania, pagate per trasferirsi, pagate per lasciare a casa i nostri operai. Ma cosa volete, noblesse obligè di chi scrive su “Il Manifesto”, mica sulla carta da culo che usiamo tutti i giorni (francesismo papier de cul, per gradire a lor signori)!

Ma il bello arriva dopo:

“Certo, se il capo la pensa così, non c’è da stupirsi che la base (in questo caso di Reggio Emilia) rivendichi per la propria città «il potenziamento della polizia municipale, il contrasto delle situazioni abitative illegali e dei campi nomadi, l’autocontrollo dei cittadini”

Ma bravi i nostri taglia e cuci, davvero ci eravamo illusi che preparatissimi artisti della penna, ancheggianti bohemiennes, avessero la capacità di fare sintesi succose ma fedeli, e invece no!

Basta leggere nel Programma, potenziamento Polizia municipale: venga qua il bel Milani a farsi fregare in 6 mesi un giubbotto, due piante davanti a casa, due biciclette l’ultima del valore di 300 euro, ed essere costretto a girare con un catorcio che a ogni buca ci lascio mezza schiena, e quella davvero non avranno il coraggio di fregarmela, fosse solo perché da lontano si vede la ruggine.

Venga il buon Milani a vivere in 10 dentro una stamberga perché qualche proprietario ha deciso di tirar su 3000 euro al mese esentasse con un buco da 70 metri quadri, ci viva lui come clandestino per capire se non è meglio riportare tutto sull’alveo della legalità

Ci passi Milani per le strade dove emeriti cretini sfrecciano in pieno centro ai 100 all’ora, stirando a volte i malcapitati. Chi li deve fare questi controlli, Babbo Natale con “Il Manifesto” sotto braccio?

Contrasto dei campi nomadi:cazzate! c’è scritto “no ai campi nomadi abusivi”. Milani, ci sei arrivato 3 millimetri dopo a continuare la frase, dove si cita la comunità italiana dei Sinti? Ah, non faceva comodo scriverlo? E perché non mandi il curriculum a “Il Giornale” di Berlusconi, cercano professionalità di questo tipo, sei perfetto. Ma no, in fondo i nomadi italiani che rivendicano da secoli uno straccio di tetto sopra la testa non sono abbastanza alternativi, meglio storie crude di persone dannate, come la figura di merda che fece il tuo giornale anni fa su uno scoop di una bambina nomade picchiata dai passeggeri di un autobus, per poi scoprire che erano stati i genitori a spezzarle il braccio per il magro bottino riportato a casa.

Autocontrollo dei cittadini: se vivi al piano terra in una casa di 80 anni fa, in pieno centro, hai un finestrotto da cui entra aria e luce, e per tutta la notte qualcuno schiamazza davanti alle finestre mentre ti sta pisciando sul muro, cosa aspetti? Che lo stanchissimo Babbo Natale col giornaletto corra disperato in via del Pozzo? O apri la finestra e chiedi che vadano a pisciare da un’altra parte, ricevendo come risposta bottiglie di vetro contro le inferriate?

Questo non è autocontrollo da parte dei cittadini? Milani, la capisci la differenza fra controllo e repressione?

Macchè, il loro problema è che la parola sicurezza non va citata, non rientra nel vocabolario speciale per maitrè della parola scritta, stona, è come il formaggio per antipasto.

Oltre non avete bisogno, voi depositari di una superiorità culturale che esiste in quanto imposta, ad esempio di sapere che tra i 150 lavoratori REALCO che abbiamo portato ad un tavolo risolutore in Comune ci sono molti immigrati, che hanno condiviso la lotta coi compagni di lavoro.

O del fatto che soli, in Consiglio Comunale, abbiamo rifiutato qualsiasi idiozia sull’accattonaggio? SOLI! Quando spuntano, sostenuti da i Partiti, reati fantasiosi come “l’accattonaggio molesto”, quando esistono già il disturbo alla quiete pubblica e l’estorsione?

Però è importante che scriviate, voi de “Il Manifesto”. Scrivete quello vi pare, è vero, come “Libero” o altre testate del genere, ma l’importante è che scrivete. Se poi sul caso Favia Defranceschi date grande onore a Vittorio Balestrazzi, omettete pure di citare i recentissimi fatti, proprio freschi di quel giorno, in cui una mail spedita per errore da un consigliere del PD di Modena arriva a tutti. Cosa c’era scritto? “Usiamo bene bene Balestrazzi per sputtanare i grillini”. Fantastico!

Categorie: News, Reggio sicura
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Fondo anti usura, anche il Comune aderisce

Scritto il 10 maggio 2010 da Matteo Olivieri

Dopo numerosi tentativi siamo riusciti a farci approvare, all’unanimità, una proposta concreta contro l’usura: Il Comune di Reggio aderirà allo speciale fondo istituito dalla Camera di Commercio. All’indomani degli arresti di cinque ‘ndranghetisti impegnati alacremente nell’usura, era il minimo che si potesse fare. Per non parlare dell’attentato dinamitardo che ha distrutto via Caliceti alcuni giorni fa, una micidiale bomba che lascia pochi dubbi….

L’8 marzo avevo già presentato un Ordine del Giorno per sostenere l’iniziativa di Enrico Bini, Presidente della Camera di Commercio di Reggio Emilia, promotore di un innovativo accordo con le Camere di Commercio di Modena, Crotone e Caltanissetta.

Bocciato la prima volta, all’indomani dei nuovi sconvolgenti fatti di ‘ndrangheta e all’attentato dinamitardo l’ho ripresentato, oggi.

I Partiti avevano presentato propri documenti senza alcuna proposta, e hanno così chiesto di raggiungere un documento unico. Ho accettato a patto che l’impegno (l’unico possibile visto che era appunto l’unica proposta concreta) venisse trascritto tale e quale. Così è stato.

Ecco cosa abbiamo ottenuto.

Laccordo firmato dalla Camera di Commercio di Reggio Emilia con le rispettive CCIAA di Modena, Crotone e Caltanissetta contro le infiltrazioni criminali e a difesa delle imprese oneste è uno strumento già in essere e che si può integrare, se tutte le istituzioni locali danno anche un piccolo contributo.

L’azione condotta dal Presidente Bini coglie nel segno quanto periodicamente viene denunciato da SOS Impresa, come nel XII e recente Rapporto annuale, da cui emerge che l’usura pesa per più del 10% sugli affari delle organizzazioni mafiose.

La stessa SOS Impresa, interrogata riguardo ai fatti di Reggio, ha risposto che da Reggio Emilia non arrivano denunce, il che significa che da noi vige l’omertà. Ecco perchè è importante un fondo antiusura capace di sostenere chi denuncia.

La Camera di Commercio pone in atto delle misure, come il sostegno alle imprese soggette ad usura, capaci di combattere il predominio dei disonesti, limitare le infiltrazioni criminali che con l’usura si fanno strada fin dentro il sistema produttivo sano e dare il segnale che le istituzioni sono a fianco di chi concorre lealmente.

Lo spirito con cui caparbiamente il Presidente Bini ha cercato questo accordo, apprezzato dall’intero sistema camerale italiano, sia di ispirazione a tutti noi e a tutti gli amministratori della macchina pubblica.

Lo spirito dev’essere quello di non pensare mai ai “confini” provinciali, ma di prendere coscienza che la mobilità delle aziende, e purtroppo degli estorsori, richiede un’attenta vigilanza che va anche oltre la nostra Regione.

Rallentare prego!

Scritto il 5 maggio 2010 da Alessandro Marmiroli

Approvata a larga maggioranza, dal Consiglio della Circoscrizione Sud, la prima mozione presentata dal sottoscritto dal giorno del suo insediamento, il 31 marzo di questo anno.

Oggetto della mozione è la viabilità nella frazione di San Rigo, attraversata dall’omonima via, della quale da tempo vari residenti lamentano l’eccessiva velocità con cui auto e moto la percorrono. Una situazione obbiettivamente pericolosa per la conformazione della strada; circa un Km dritto e largo, le migliori condizione per stimolare velleità corsaiole, aggravata dal fatto che gli unici moderatori di velocità sono due dossi posti a breve distanza l’uno dall’altro, siti in quello che era il borgo originario della frazione. Frazione che però negli ultimi anni si è molto ingrandita sviluppandosi lungo via San Rigo, dove tra l’altro sono in costruzione nuove abitazioni, e rimanendo cosi per la maggior parte esposta alle intemperanze di molti automobilisti.

Praticamente, i veicoli provenienti da Reggio hanno tutta la strada a disposizione per simulare il decollo di un aereo, e solo dopo aver attraversato mezza frazione trovano i dossi a rallentarli. Unico altro ostacolo: cartelli che preconizzano controlli elettronici della velocità, abbastanza facili da ignorare al secondo passaggio…

La pericolosità della situazione è stata confermata a chi scrive anche dal titolare dell’impresa edile che sta realizzando le nuove abitazioni, resosi da tempo disponibile presso il Comune per realizzare a sue spese dossi nel tratto di strada davanti al cantiere. Il Comune avrebbe però rifiutato.

Dato che, tuttavia, i dossi hanno molti pro ma pure tanti contro, la richiesta rivolta al Presidente della Circoscrizione è stata di valutare quali interventi di moderazione della velocità siano più opportuni per le caratteristiche della strada. L’assessore Gandolfi, che tanta fantasia ha per le rotonde, avrà idee originali anche in questo caso?