Archivio per ‘Reggio sicura’

La ‘ndrangheta reggiana: da anni si conoscono nomi e cognomi. Inchiesta di skytg24.

Scritto il 8 settembre 2011 da

Dal nulla “sono diventati padroni di un Impero”. Alcune aziende diventano dei veri e propri Bancomat, altre sono utilizzate come basi operative. In questo modo le cosche reggiane finanziano ed organizzano le loro attività criminali.

Parole che trovano riscontro anche nella testimonianza di Salvatore Angelo Cortese, il primo pentito di ‘ndrangheta. Cortese è un uomo di spicco delle cosche e le sue dichiarazioni si rivelano fondamentali per molte indagini, alcune delle quali puntano dritto su Reggio Emilia. Solo nel 2009 la DDA di Catanzaro cancella uno dei tanti business mafiosi. Da nord a sud vengono sequestrati beni e quote societarie dal modesto valore di 40.000.000 di euro. Una dose di soldi sporchi che la ‘ndrangheta ha iniettato nell’economia legale. Il PIL cresce con il cospicuo contributo delle mafie. Quei quattrini sono frutto di svariate attività mafiose, ricatti, minacce ed omicidi. Gli imprenditori onesti, reggiani o meridionali che siano, vengono strangolati da un sistema capace di fare impresa.

Spezzone dell’inchiesta di Sky sulla mafia a Reggio:

Nella relazione sulla mafia del Prefetto di Reggio del 20 settembre 2010, e soprattutto nell’ordinanza del tribunale di Catanzaro emergono molti dettagli sugli affari illeciti della ‘ndrangheta, ormai ben radicata nel nord. Dei 37 arresti, nel reggiano vengono fermati Salvatore Capicchiano (34), Salvatore Procopio (35), e Pugliese Michele (33), quest’ultimo sarebbe il titolare di un’azienda di trasporti a Santa Vittoria di Gualtieri, la Nuova Inerti srl, e figlio del boss Franco Pugliese che da Viadana “procurava” voti per il sen PDL Di Girolamo. I tre offrivano appoggio ed operavano a nome e per conto delle cosche. Secondo gli inquirenti fra le attività principali delle cosche c’è l’estorsione, e gli obiettivi  “sono i titolari e/o gestori di importanti attività imprenditoriali”, come la Autotrasporti Giglio, di Giglio Giuseppe, sita in Gualtieri di Reggio Emilia, e la Millefiori Service s.a.s. di Vertinelli Giuseppe & c., ristorante, pizzeria, ubicato in Montecchio di Reggio Emilia.

Il pentito Cortese nella sua testimonianza fa nomi e cognomi. Parla dell’impero creato dai Muto di Gualtieri e dei soldi che questi avrebbero versato alle cosche. Le ditte pagano anche senza minacce, “non c’è bisogno di fargli la minaccia o di fargli attentato .. vogliono tranquillità sia a Reggio Emilia, a Gualtieri, e sia in Calabria perché sanno che se loro sbagliano vengono toccati” dice il Cortese. Più le ditte ingrandiscono il loro “Impero”, più le cosche riescono a ricavare profitti. Basta una telefonata ed arrivano mazzette da 2.000 a 50.000 euro, contanti o assegni.

A poche settimane dall’inchiesta di Sky finisce in galera Antonio Muto, 40enne, accusato di bancarotta fraudolenta per il fallimento della società Marmirolo Porfidi, con sede legale a Trento. Secondo le accuse, Muto, attraverso la ditta Cms di Reggio, avrebbe svuotato l’azienda, appropriandosi sia dei mezzi, sia del materiale ghiaioso. La Marmirolo Porfidi è stata dichiarata fallita nell’agosto 2010 dal Tribunale di Trento, lasciando un buco di 8 milioni di euro.

Mafia spa possiede miliardi di euro da ripulire ogni anno. L’assenza di regole nella finanza, e lo sterminato potere delle banche, offrono un prezioso aiuto per gestire i capitali mafiosi. Claudio Meneghetti nel suo libro scrive:  “Operatori del sistema bancario, avvocati e commercialisti più composti e precisi aprono le braccia come se si trattasse di una situazione inevitabile. Insomma pare che tutti sappiano qualcosa ma nessuno è disposto a sobbarcarsi l’onere di entrare nel dettaglio del territorio in cui risiede. Il problema è sempre di altri. L’omertà al nord ha queste caratteristiche.”

Ovunque si presenti, il Movimento 5 Stelle deve studiare e ricercare continuamente idee e proposte per prevenire e sconfiggere la mafia. A Reggio Emilia l’ottimo lavoro delle forze dell’ordine, della Camera di Commercio con Enrico Bini, e del  Prefetto di Reggio Emilia Antonella De Miro (Siciliana doc) ci rende fiduciosi ed attivi. Reggio 5 Stelle darà il suo piccolo contributo. Con il consigliere Matteo Olivieri siamo da sempre impegnati su qualsiasi proposta (destra, sinistra, centro) utile ed efficace nella prevenzione e nella lotta alla mafia. Nel nostro programma molti punti riguardano proprio l’Antimafia, ne cito alcuni:
1) per i grandi appalti imporre alla ditta vincitrice l’apertura di un conto corrente dedicato dove saranno tracciati tutti i movimenti di denaro
2) Centro Comunale Unico di Controllo per raggruppare le forze già  operative ed ottimizzare i dati e le segnalazioni sui cantieri per poi attivare tutte le forze preposte proprio sui  cantieri a rischio (uniti si vince);
3) osservatorio online degli appalti e subappalti, nostra proposta approvata dal comune.

Vi invitiamo a visionare il nostro programma e a lasciare il vostro contributo per rendere efficace il nostro piccolissimo sforzo nella lotta alla Mafia. Riteniamo di primaria importanza la continua collaborazione con le associazioni e i singoli cittadini impegnati nella lotta alla mafia.

Ai meridionali oppressi dal sistema mafioso, minacciati e sfruttati, riprendo l’appello di Olivieri lanciato tempo fa: Ribellatevi.

Vito Cerullo
Consigliere Movimento 5 Stelle

p.s. Un ringraziamento alla Casa della Legalità – onlus ed a Christian Abbondanza da sempre contro le Mafie.

Continua il degrado a Pieve Modolena (RE)

Scritto il 21 agosto 2011 da

Ancora una volta sono qui a descrivere la situazione di degrado a cui assisto nel mio quartiere, Pieve Modolena, della circoscrizione Ovest di Reggio Emilia. A tal proposito, si può leggere il commento rilasciato l’anno scorso, dal presidente della circoscrizione Ovest Fausto Castagnetti e la conseguente mia risposta.

La situazione, rispetto all’anno scorso non è cambiata per niente, anzi è peggiorata: la prostituzione, come tutti gli anni, nel periodo estivo si intensifica molto di più; ma non è solo una questione estiva, anche d’inverno è la stessa cosa!

Se sono così tante le “lucciole” nella zona ovest della città, vuol dire che (il tandem) il Sindaco Delrio – e Castagnetti hanno  fatto cilecca… non hanno risolto il problema.

Arrivare a Reggio da Parma lungo la via Emilia, non si direbbe proprio che la nostra città  abbia adottato ordinanze contro la prostituzione, ogni singolo cittadino si chiede con che faccia si possa ignorare il problema, o dichiarare che non esiste, quando percorrendo la via Emilia o le vie dietro il Meridiana, ci sono decine di “belle di notte” alla ricerca di clienti.

Il primo passo per risolvere un problema é riconoscerlo, e purtroppo la politica locale e in primis  il PD reggiano, non vuole vedere (o vede e tace) della presenza di questo fenomeno in una zona della città.

Non ci sono scuse, non occorre disturbare carabinieri o forze dell´ordine….. basta prendere l´auto  e recarsi in zona.

Spesso e volentieri la prostituzione per strada nasconde fenomeni di sfruttamento e riduzione in schiavitù delle ragazze, per questo deve essere contrastato fortemente.

Il Comune ha tutti gli strumenti per far rispettare l´ordinanza anti prostituzione, é ora che il Sindaco Delrio e Castagnetti aprano gli occhi e facciano finalmente applicare l´ordinanza.

Altro problema molto importante è che si verificano ancora numerosi furti in abitazioni e i residenti non si sentono più sicuri in casa propria; inoltre, in alcune palazzine di quartiere ci sono presenze di persone abusive che sembra dormano in garage di proprietà altrui.

La Circoscrizione Ovest, assieme al suo presidente Fausto Castagnetti, continua nella sua presunzione di risolvere la situazione con le parole: l’anno scorso aveva detto:

“Il degrado della prostituzione stradale esiste e purtroppo tende a intensificarsi nel periodo estivo. Ma il quartiere non è in balia né della prostituzione né dei ladri. E’ un quartiere tranquillo, tutt’altro che abbandonato a se stesso, in cui la Circoscrizione e il Comune, con la fondamentale e proficua collaborazione dei cittadini, dei circoli, delle associazioni sportive e della parrocchia, molto hanno fatto e stanno facendo per sviluppare coesione e relazioni fra le persone per occupare pacificamente e far vivere il territorio”. ”Non da oggi, ma da anni, il Comune e la Circoscrizione sono impegnati a contrastare il degrado della prostituzione su strada e ad assistere le ragazze, che sono le prime vittime di questo fenomeno. E’ in quest’ottica, fra l’altro, l’ordinanza sul tema emessa lo scorso anno, per quanto la legge italiana non preveda la prostituzione come reato. Polizia municipale e forze dell’ordine, come documenta la cronaca di questi giorni, svolgono i controlli del caso pur facendo i conti con organici ridotti all’osso, grazie fra l’altro ai tagli che il governo ha imposto anche a chi si occupa di sicurezza pubblica. Non sull’allarmismo, ma su queste gravi carenze sarebbero opportuni l’impegno e la militanza di tutte le forze politiche”.

Se le risorse sono limitate e l’organico è ridotto all’osso, mi dispiace, ma non è colpa mia e di nessuno; io dico solo che abbiamo il sacrosanto diritto di essere tutelati e di non essere lasciati alla mercé di persone che delinquono o quant’altro. Noi residenti dobbiamo riprenderci il territorio, ci appartiene punto e basta, noi cittadini abbiamo il diritto di stare tranquilli come una volta, dove si usciva e si facevano passeggiate scambiando in piena armonia quattro parole.

A mio avviso il presidente Castagnetti non ha fatto ancora abbastanza e, mi sento di dire, è ora di finirla! Spero che Castagnetti e tutta l’amministrazione comunale con il Sindaco Delrio in prima persona, si decidano ad affrontare una volta per tutte la situazione, perché i residenti sono stanchi delle chiacchiere!

Come cittadino, faccio due proposte molto semplici:

-  Controllo più frequente da parte delle forze dell’ordine sul territorio, (Polizia Municipale, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza) per contrastare la delinquenza, e mettere in sicurezza la tutela e la tranquillità di tutti i cittadini (non solo di Pieve Modolena) ma tutta Reggio Emilia.

-  Al problema crisi, so che ci sono state delle proposte riguardo di mettere in atto la tassazione alla prostituzione. Il giro di affari è enorme, si presume che si  aggiri attorno ai 90/95 milioni di euro al mese su tutto il territorio nazionale, quindi facendo dei calcoli (e non ci sarebbe bisogno di un illustre matematico) ammonta ( euro più euro meno) a circa  un miliardo cento quaranta milioni di euro l’anno, sarebbe una piccola boccata di ossigeno per il tutto paese nazionale!

La domanda mi sorge spontanea, a quanto ammonta il giro di affari alla prostituzione sul territorio di Reggio Emilia?

850 “escort” censite, (presumibilmente ad esercitare saranno il doppio), poniamo un introito medio di 100€  al giorno, abbiamo 1700 x 100 = 170.000 euro di giro d’affari quotidiano, ossia 5.000.000 al mese (esentasse),  ossia 60.000.000 euro anno.

Se la faccenda fosse legalizzata come nei paesi evoluti, con una tassazione media del 20% avremmo un introito nelle casse pubbliche valutabile attorno ai 10.000.000 di euro annui. 

Basta chiacchiere, sarebbe ora di far applicare l’ordinanza, questo e quanto.

Da un cittadino della Circoscrizione Ovest di Pieve Modolena

 

 

 

Lega e PDL, i conigli della sicurezza

Scritto il 12 maggio 2011 da

L’ostruzionismo e la contrarietà alla trattazione della petizione popolare contro lo sfruttamento dei clandestini dimostrano che la sicurezza e la legalità sono solo bandierine usate ad hoc da leghisti e compagnia bella.
Quando si tratta di fare sul serio spuntano i conigli della sicurezza.

Finalmente si è giunti alla discussione, dopo un’attesa ben oltre i termini statutari e regolamentari, della mozione popolare contro lo sfruttamento dei clandestini, che in realtà sarebbe opportuno si chiamasse “il caso da manuale”.
Una mozione a cui Lega e PDL hanno cercato di ostruirne la discussione stessa. Le premesse della mozione richiamano con grande chiarezza situazioni incancrenite nella nostra città relativamente allo sfruttamento della manodopera irregolare, con gravi conseguenze sulla tenuta sociale, sulla qualità del lavoro, sulla concorrenza scorretta specie nel settore dell’edilizia.
Il fatto che l’Amministrazione Comunale si costituisca Parte civile in processi in cui gli attori sfuggono alla capacità di intervento dell’Ente Comune, pur provocando danni sociali ed economici che minano gravemente il
territorio che il Comune stesso governa, è una valida, e forse l’unica, espressione di volontà politica di contrasto a questi fenomeni.
Posizione peraltro assunta dalla stessa Lega e dal PDL per i processi contro la criminalità organizzata di stampo mafioso. Pare,da ciò che emerge dalle affermazioni mezzo stampa, che il Paladini della legalità e della sicurezza si siano trasformati nei Conigli della legalità e della Sicurezza.
Lega e PDL, di fronte al fatto che non di un poveraccio sottopagato e sfruttato si parli, ma di chi eventualmente è il suo aguzzino, fanno retrofront su almeno 15 anni di dichiarazioni ed affermazioni, di fronte ad una petizione popolare di buon senso.
Reggio 5 Stelle sostiene fortemente lo spirito e il contenuto della petizione popolare, e il voto in aula è risultato decisivo.

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Centro storico: approvato lo Scontrino Culturale!

Scritto il 28 febbraio 2011 da

Uno “scontrino culturale” che offre risparmi incrociati in eventi culturali e di svago, per favorire la permanenza in centro storico, misure per rendere compatibili la vita serale e notturna con le esigenze dei residenti, un serio confronto che coinvolga i privati: queste le proposte di Reggio 5 Stelle

Abbiamo chiesto che l’Assessorato della Maramotti e la Circoscrizione di Fossa collaborino seriamente su questo problema, lasciando stare le contrapposizioni ideologiche

Il nostro Ordine del Giorno d’urgenza, discusso nel Consiglio Comunale di oggi, attraverso alcune modifiche è stato approvato. Approvata anche la proposta di “Scontrino Culturale”.

“Scontrino Culturale”: una delle priorità è aumentare l’attrattività, favorendo la permanenza dei giovani in centro storico. Già presente nel nostro programma, ha lo scopo di favorire risparmi incrociati nella partecipazione a eventi di svago, culturali, accesso ai locali.
Il carnet eventi si arricchisce di offerte commerciali anche serali e notturne, stipulando accordi che consentono un risparmio incrociato. Se vai al cinema e poi al ristorante, risparmi al ristorante, e viceversa. Se vai al pub e poi al concerto dal vivo, risparmi al pub, o viceversa. Il Comune finanzia in parte gli sconti con un plafond, il resto è compartecipazione dei privati che mira ad attrarre quanto più pubblico possibile.

Segue testo dell’ordine del giorno come approvato

Reggio Emilia, 28/02/2011

ORDINE DEL GIORNO IN MERITO A SOLUZIONI PER RIVITALIZZARE IL CENTRO STORICO, IN SEGUITO ALLA MANIFESTAZIONE ZOMBIEWALK – art. 20 Reg. CC

Premesso che:

- Zombiewalk è una manifestazione pacifica di breve durata (flash mob) diffusa in tutto il mondo in cui i partecipanti, travestiti da zombies, vagano per la città;
- sabato 26 febbraio scorso si è tenuto, a Reggio Emilia, il primo Zombiewalk, a cui hanno partecipato centinaia di persone di ogni età, soprattutto giovani;
- la manifestazione è nata dal web, in particolare sul social network Facebook;
- il motivo dello Zombiewalk reggiano era protestare contro le poche occasioni di svago, divertimento che si tengono nel centro storico, definito dai manifestanti “un mortorio”;

Rilevato che:

- i risultati della manifestazione sono stati eccellenti, non solo per il numero di persone che hanno partecipato, ma anche per il fatto che tutti i locali della città sono stati invasi dai clienti anche dopo il termine del flash mob;
- l’estrema attualità ed il grande successo della manifestazione ZombieWalk rende urgente una risposta alla cittadinanza sul tema “Reggio città mortorio”;
- il Sindaco Delrio ha auspicato una partecipazione più intensa dei privati a nuove offerte a favore dei giovani;

Ritenuto che:

- per favorire la permanenza dei giovani in centro storico sia auspicabile un meccanismo di moltiplicazione delle occasioni di svago e di cultura, che incentivi i privati a condividere progetti di attrazione e l’Amministrazione a sostenerli, purchè non limitati a singole ed estemporanee “rimpatriate” come la Notte Bianca;

Considerato che:

- l’idoneità di alcuni locali o insediamenti storici risulta avere una compatibilità maggiore del contesto per ospitare attività o eventi serali e notturni, capaci di offrire ai giovani più occasioni di svago e cultura in pieno centro;

Il Consiglio Comunale impegna la Giunta a:
- valutare l’applicazione di un sistema di “scontrino culturale”, che consenta risparmi incrociati nella partecipazione ad eventi culturali, concerti, programmazione teatrale e musicale da un lato ed accesso e consumazione in locali, bar, pub, ristoranti dall’altro.
- impostare una consultazione, sotto la guida di Assessorato alla Cura della Città e Circoscrizione Città Storica, che consenta ai privati attivi in centro e ad ogni soggetto interessato di avanzare proposte innovative ed attraenti, coordinando le diverse istanze dei residenti e dei fruitori del centro storico;

Che fine ha fatto l’osservatorio antimafia?

Scritto il 10 settembre 2010 da

Sono passati due anni dalla proposta in Consiglio Comunale, con l’intento di mettere una casetta di vetro su alcuni affari della malavita, 3 da quando venne fuori la prima proposta di un osservatorio provinciale. Ancora nulla.

Quando, nel settembre 2008, l’allora consigliere Mario Monducci presentò la proposta di un osservatorio degli appalti in Comune, in collaborazione con gli Amici di Beppe Grillo-Grilli Reggiani e Sonia Alfano, eravamo agli albori delle denunce sulle forti presenze mafiose nel nostro territorio.

L’appello venne raccolto dalla Presidente della Provincia Masini (nella foto), che nel marzo 2009 annunciava la realizzazione del portale OPAL-RE.

Gennaio 2010: questa la data prevista per il lancio del servizio. In realtà per un anno e mezzo di OPAL-RE neanche la traccia. Fino a quando, nel luglio 2010, la Presidente Masini rilancia, e annuncia la realizzazione di OPAL-RE.

Abbiamo così controllato, in questi giorni, se il servizio fosse effettivamente attivo. Non siamo riusciti a trovare alcun riferimento.

Addirittura, come questo comunicato stampa è stato diramato, sul sito reggio24ore è comparso un commento che faceva risalire la prima proposta al 2007. E l’abbiamo verificato.

Ci auguriamo che i tempi lunghi, dettati senz’altro dalla necessità di coordinare tecnicamente le diverse burocrazie degli enti locali, possano portare un buon servizio al territorio, cittadini, associazioni di categoria, portatori di interesse di ogni tipo.

Speriamo anche che tale servizio possa comprendere il maggior numero di tipologie di lavori pubblici possibile. Per fare un esempio, in base alla legge sulle grandi opere, lavori inferiori ad un importo sotto i 500.000 euro possono essere soggetti a semplice procedura negoziata, senza passare da avvisi pubblici.

Opg Reggio: un solo psichiatra per 50 detenuti

Scritto il 9 agosto 2010 da



Dopo la visita al carcere bolognese della Dozza,  il Capogruppo in Regione del Movimento 5 Stelle, Andrea Defranceschi, ha incontrato i detenuti e il personale dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia. “Una struttura con peculiarità e problemi che si sommano a quelli delle semplici carceri – dice il consigliere Defranceschi – e che per questo dev’essere seguita con politiche ad hoc”.

A Febbraio la Regione, prosegue Defranceschi, “ha siglato un accordo con il ministero della Giustizia, in cui si affermava che la struttura di via Settembrini dovesse essere superata perché inadeguata ad accogliere persone che, oltre ad aver commesso il più delle volte gravissimi reati, sono innanzitutto dei pazienti psichiatrici”. Al momento, però, “non risulta che nessuna iniziativa concreta sia stata messa in campo in merito da viale Aldo Moro”. Anche se una nuova sede è già stata individuata, a Castelfranco Emilia (Mo).

Durante la mattinata, sono state visitate la sezione chiusa “Centauro” – rimasta l’unica con agenti penitenziari a sorvegliare costantemente i detenuti e con celle sempre serrate -, e le altre le cui porte restano invece aperte di giorno. “Anche qui – dice Defranceschi – il problema che più salta agli occhi è il sovraffollamento”: il numero dei detenuti in cura ammonta a 279 persone, presenti fisicamente. Che sale a 320 se si calcolano anche i detenuti in permesso di durata più o meno lunga. Contro una capienza massima di 132 persone. “E questo è ancora più intollerabile che in un carcere “normale” – riflette Defranceschi -: perché le persone costrette a convivenza hanno anche disagi psichici gravi”. C’è poi la questione di “servizi igienici e docce in condizioni a dir poco precarie”. E il tema del personale carente, sanitario come di polizia penitenziaria. “In particolare – rileva il consigliere regionale – nel reparto più problematico, il “Centauro”, un solo psichiatra si trova a seguire quasi cinquanta persone”. Infine, “i tagli della Finanziaria stanno mettendo a rischio tutta una serie di servizi fondamentali per la riabilitazione dei pazienti, a partire dalla pet therapy con i cani”. Per questo, chiosa il Capogruppo dei grillini, “al rientro dalla pausa estiva chiederemo alla Regione un impegno concreto e specifico, in termini politici come economici”.

Andrea Defranceschi
Capogruppo Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it

Regione Emilia Romagna
Categorie: Reggio sicura, Welfare
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Teatro dell’Orologio in abbandono

Scritto il 8 agosto 2010 da

Che il Teatro dell’Orologio fosse una risorsa importante per la città, per le sue attività culturali, lo hanno sempre saputo molti abitanti del quartiere, assieme alle altre strutture contigue, come la Ludoteca.

Che invece i tempi e i modi del bandone “I Reggiani per esempio” non fossero adatti a garantirne la continuità gestionale, lo sospettavano molti appassionati.

La prova l’abbiamo avuta in un sopralluogo effettuato ieri, presso la struttura. Qualcun ha capito che non c’è più anima viva presso il Teatro, ed ha approfittato per svolgere attività legate alla tossicodipendenza. Il portacenere posto sul ballatoio è letteralmente colmo di siringhe usate, come dimostrano le foto che abbiamo effettuato. Abbiamo provveduto a segnalarlo agli uffici competenti.

Intanto la gestione del Teatro verrà assegnata all’interno del Bandone “I Reggiani per esempio”, ma la stessa Amministrazione si è resa conto, in giugno, che così il nado non funzionava, ed ha emesso un apposito mini.bando con apposita determina dirigenziale.

Ciò ha comportato un evindente allungamento dei tempi, che speriamo possa essere colmato con una rapida decisione, assegnazione ed esercizio da parte del nuovo gestore.

In questa determina si parla chiaramente che il gestore avrà anche il compito di garantire la pulizia dopo ogni spettacolo, attività o manifestazione ed ogni qualvolta risulti necessario, dei locali concessi in uso .

Ma nulla di buono si prospetta all’orizzonte. Infatti, in questi giorni il Sindaco Delrio ha dichiarato che la Commissione giudicante, che deve ancora essere nominata, deciderà entro il 15 ottobre, nonostante per l’assegnazione dei locali del Teatro si indichi la data del 1° settembre.

Non ha fatto una bella fine neanche la ludoteca dell’Orologio. Il servizio, che 20 anni fa costituiva un punto di riferimento per il quartiere, ha orari ridottissimi: lunedì e mercoledì dalle 16 alle 19, martedì e giovedì dalle 20 alle 23, e dulcis in fundo chiuso il venerdì e sabato.

Il polo culturale dell’Orologio non è un luogo strategico per l’Amministrazione.

Furti, prostituzione e soldi spesi male. Cittadini vs Politici.

Scritto il 29 luglio 2010 da

A Pieve tre furti in appartamento in pieno giorno. I cittadini la sera convivono con le prostitute. Occorrono politiche e progetti per prevenire il degrado e la delinquenza. Ma i soldi sono pochi. Si cerca di recuperare con i tagli sui costi della politica ma sono degli specchietti per le allodole. Sulle circoscrizioni invece, cade la scure del governo.

[ 1 ]

“28 luglio 2010 furti in tre appartamenti in via F.lli Cervi a Pieve Modolena. Ci hanno ripulito casa approfittando della nostra assenza. Ci hanno tolto molti nostri beni. La situazione di Pieve Modolena da alcuni anni è diventata critica. Ricordo che la zona anni fa era più tranquilla, è diventata una zona franca per i delinquenti comuni. I cittadini non si sentono più tutelati dalle politiche locali.

Questa è una parte della lettera che ho ricevuto ieri da uno dei cittadini di Pieve che ha subito il furto. Parla da sola. A Reggio i cittadini prendono iniziativa per migliorare la vivibilità del loro quartiere. Vedi i cartelli “no alla prostituzione” apparsi in alcune zone della città proprio in questi giorni, le associazioni che si impegnano nei parchi e per i giovani, creando aggregazione. Le forze dell’ordine fanno il possibile e non si possono colpevolizzare.

Ogni volta che si arresta un criminale la società ha fallito. Bisogna prevenire lo svilupparsi della delinquenza e del degrado, questo “richiede politiche pubbliche in settori come l’alloggio, l’occupazione, la formazione professionale lo sviluppo di attività del tempo libero”. Lo dice la Comunità Europea oltre al buon senso. Per dar vita a progetti simili ci vogliono soldi. E soldi ce ne sono pochi.

Mi indigno perché da consigliere di quel quartiere cosa posso rispondere a questo cittadino? Potrei portare in consiglio un’interrogazione, una mozione, o meglio, un intero progetto che punti a migliorare la vivibilità della zona. E i soldi? Lo farò comunque, è mio dovere provarci.

Il governo taglia, per carità siamo in tempo di crisi e bisogna tirare la cinghia. Ma i costi della politica rimangono alle stelle. Miliardi di euro spesi male.
Tagliano le spese sulle migliaia di auto blu (ma resterà comunque il più grande spreco sulle auto pubbliche al mondo), i parlamentari percepiranno 1.000 euro in meno, tagliano del 10% il loro stipendio (che rimane sempre il più alto d’Europa), ma arrivano i gettoni in commissione. Questa subdola ironia regna sovrana in parlamento. I parlamentari continuano ad andare in pensione dopo due anni e mezzo di legislatura, i barbieri del parlamento percepiscono 133.000 euro all’anno. I vitalizi erogati ai politici continuano ad esistere ovunque, anche in regione. Le province si tagliano solo a parole ed in campagna elettorale. Sulle circoscrizioni cade invece la scure. Un colpo netto che mette alla prova la volontà di questa istituzione di continuare la strada percorsa in tanti anni. Raccolgono le briciole degli sprechi, specchietti per le allodole. Le idee ci sono ma i soldi continuano ad essere spesi in malo modo, da nord a sud. Cittadini, rimbocchiamoci le maniche e partecipiamo alla cosa pubblica.

Vito Cerullo
Consigliere Circoscrizione Ovest
Reggio 5 Stelle BeppeGrillo.it