Archivio per ‘Le nostre idee’

Appalto IREN che scotta: il proprietario della ditta aggiudicatrice venne raggiunto da provvedimento antimafia

Scritto il 28 aprile 2012 da

Come pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Europea del 6 aprile 2012, Iren Ambiente Spa per conto di Iren Spa ha affidato un appalto  per  “servizi di interramento sanitario dei rifiuti e opere di manutenzione presso la Discarica di Poiatica in Comune di Carpineti” ( gara n. 4244. CIG n. 3530142D52) e “servizi di smaltimento dei rifiuti solidi e delle acque reflue, servizi igienico-sanitari e simili”.  L’appalto, dal valore triennale ed inizialmente stimato in 2.376 336,80 euro (2,37 milioni di euro) è stato aggiudicato alla ditta RAMM SRL via Marinoni, Pianiga Italia,  con notevole ribasso d’asta del 35% per un  valore finale di 1 562 204,55 euro (1,56 milioni di euro) che a sua volta potrà subappaltarlo. In totale sono state quattro le ditte che hanno partecipato a questa gara. L’appalto vinto dalla RAMM Srl  come si legge nella Gazzetta Ufficiale Europea riguarda nei dettagli ” l’esecuzione di tutti i servizi, le opere e le forniture necessarie per l’interramento sanitario dei rifiuti e le opere di manutenzione presso la Discarica di Poiatica in Comune di Carpineti.
I servizi e le opere sono appaltati a misura e riguardano prevalentemente:
a) triturazione meccanica sul fronte di scarico dei rifiuti non trattati;
b) stesura dei rifiuti conferiti direttamente sul fronte di scarico e dei rifiuti triturati;
c) sistemazione, compattazione meccanica e livellatura dei rifiuti;
d) innalzamento dei torrini verticali e manutenzione delle reti di convogliamento del biogas verso lesottostazioni;
e) copertura giornaliera dei rifiuti con terreno;
f) formazione o spostamento di cumuli di terra;
g) scavo, carico e trasporto di terreno;
h) scavi e formazione di rilevati per scoline, drenaggi e arginature;
i) lavori di manutenzione delle opere esistenti;
j) lavori di demolizione e ricostruzione manufatti di recinzione;
k) lavori di sistemazione e manutenzione della viabilità e degli accessi alla discarica con ricarico di materialiinerti e opere di parziale ripristino delle bitumature;
l) sgombero neve e spargimento di sale e ghiaietto contro la formazione di ghiaccio da eseguirsi nelle strade diaccesso ed interne della discarica con mezzi idonei quali lame spartineve e impianto spargitore;
m) opere murarie di fognatura, manufatti e costruzioni semplici di edilizia;
n) tutte le opere inerenti alla manutenzione delle infrastrutture, per il buon risultato della conduzione e sulla basedi quanto richiesto dalle vigenti leggi e norme in materia;
o) pulizia della viabilità e dei piazzali asfaltati;
p) trattamento deodorizzante sul fronte rifiuti;
q) manutenzione ed eventuali spostamenti o sostituzioni di linee in tubi di hdpe per il sistema di captazione biogas”.
La ditta R.A.M.M. srl, con sede a Pianiga in provincia di Venezia, ha Rossato Sandro come amministratore unico, ed è totalmente controllata dalla Rossato Fortunato srl, controllata da Rossato e famiglia.
Rossato Sandro veniva raggiunto, in data 21.02.2006, da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a firma dell GIP di Reggio Calabria. Pesantissime le accuse per il Rossato, assieme ad altri indagati: “si avvalevano della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che derivava dalla loro appartenenza alla consorteria mafiosa di Libri Domenico allo scopo di commettere un numero indeterminato di delitti di estorsione , corruzione , turbativa di pubblici incanti e truffa ai danni di enti pubblici appaltanti e di imprese private “.
I legami con le cosche calabresi al centro delle indagini di cui sopra: associazione per delinquere di stampo mafioso denominata cosca LIBRI , alleata storicamente alle cosche Tegano e De Stefano . Associazione la quale si avvaleva della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva allo scopo di commettere delitti in tema di traffico di sostanze stupefacenti e di armi ; delitti in danno delle persone , delitti di estorsione a carico degli imprenditori ed appaltatori nel territorio di competenza ai quali richiedeva il 5% del valore complessivo dei lavori da corrispondersi per metà all’ inizio dei lavori e per l’ altra metà prima della fine degli stessi, delitti di turbativa di pubblici incanti e truffa ai danni di enti pubblici appaltanti e di imprese private .ed allo scopo di acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o il controllo delle attività economiche ed imprenditoriali nonché di acquisire in particolare il controllo degli appalti pubblici nel settore dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani in tutto il territorio regionale .
Sia il materiale agli atti dell’indagine, quali esplicite intercettazioni telefoniche,  che numerose interrogazioni parlamentari, indicavano il Rossato come la faccia pulita da spendere nel conquistare appalti in tutta Italia.
La domanda se siano stati eseguiti adeguati controlli nell’assegnazione dell’appalto da parte di IREN è non solo d’obbligo, ma necessita una risposta celere e senza tanti giri di parole. Per questo oggi stesso presenteremo un’interrogazione in Consiglio Comunale a Reggio Emilia in merito a questa vicenda. Crediamo inoltre che anche la Regione Emilia Romagna, che di recente ha approvato una normativa atta a prevenire la presenza mafiosa nella nostra economia, debba analizzare la questione per comprendere se gli strumenti a disposizione sono sufficienti.

Parco Ottavi, da salvare c’è solo il verde biodinamico e la dignità di chi ci abita

Scritto il 23 aprile 2012 da

Quando l’Assessore Ferrari pronuncia le parole “Quanto costruire, come costruire, sia sul piano residenziale, sia su quello commerciale,sia su quello dei servizi”, riferito al Parco Ottavi, un brivido freddo corre lungo la schiena dei reggiani.
Ormai persi decine di ettari di campagna, il vero “Parco” che da 2 mila anni arricchisce le nostre terre, rimane un immensa area verde che sola può avere dignità urbanistica nella città del cemento vuoto e fine a se stesso. Quello che pochi sanno è che il privato ha sempre sostenuto di tasca propria la cura del verde, affidando ad una coop sociale altamente specializzata la manutenzione di alberi, aiuole, con un esperimento unico in città, quello della gestione ecocompatibile. Con metodi biodinamici e rispettosi di ogni aspetto naturale, si sono ridotti a zero i consumi di sostanze chimiche, il diserbo nei vialetti si fa con il calore, i prati sono lasciati ad un ciclo naturale che li rende un unicum di biodiversità.
E pochi sanno che il Comune, che ora dovrebbe subentrare alla gestione di quel parco, non ha i soldi per curarlo. Questo è più volte emerso in Circoscrizione Ovest, dove 5 Stelle ha ripetutamente interrogato in merito al futuro di Parco Ottavi, ricevendo risposte chiare: al momento del passaggio di consegne il Comune non avrà un euro per mantenere questa importante area verde.
Stiamo parlando di decine di ettari in un equilibrio delicato, e la gestione attraverso il volontariato può solo dare un supporto minimo: ci vogliono professionisti per curare ecosistemi delicati come il prato a crescita libera in alcune stagioni, ambienti acquatici, essenze arboree che se mal gestite diventerebbero un costo eccessivo in futuro.
Per questo è solo la dignità di chi oggi ci abita che deve guidare l’Amministrazione verso scelte rapide, moderate e che garantiscano agli abitanti i servizi minimi. Per il momento ci sono solo dei costosissimi cassonetti interrati a “servire” l’area, e ci si chiede a cosa servano dei cassonetti interrati con tutto quello spazio: non erano adatti a zone densamente abitate?
Immaginare, in questa congiuntura, un nuovo disegno di calcestruzzo per Parco Ottavi, significa inevitabilmente cadere nella logica dei piccoli lotti che ha massacrato le Acque Chiare. Infatti l’esperimento del grande lotto è già fallito, Ferrari dovrebbe saperlo.

Stazione TAV lievitata: video di denuncia

Scritto il 20 aprile 2012 da

Il sito d’informazione studentesco Corto Circuito ha realizzato uno splendido reportage sui costi della stazione Mediopadana di Reggio. Preziose testimonianze di addetti ai lavori che spiegano il lievitare dell’impegno finanziario per un’opera di dubbia utilità. Buona visione e viva questi ragazzi!

Prima Parte

Seconda Parte

Stipendi manager IREN, con assemblea di maggio si fa sul serio?

Scritto il 19 aprile 2012 da

Ormai si sprecano le espressioni del Consiglio Comunale reggiano a favore di una riduzione degli stipendi dei manager IREN. La battaglia è stata cavalcata di recente anche dai Sindaci reggiani, soci nel Patto ex Enìa di IREN. Proprio i Sindaci saranno protagonisti dell’Assemblea dei Soci, convocata per il 14 e il 21 maggio.
All’ordine del giorno vi sono diversi punti, nessuno specifico per i compensi dei manager, ma siamo sicuri che i novelli giacobini troveranno modi e tempi per avanzare le numerose richieste di sobrietà nei compensi di Bazzano Viero & co.
Per questo motivo interroghiamo il Sindaco Delrio su come intenda portare avanti le richieste della città, e come intenda informare il Consiglio Comunale dei risultati ottenuti.

Al Signor Sindaco

All’Assessore Competente

Reggio Emilia, 17 aprile 2012

 INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Premesse

-          le ripetute espressioni del Consiglio Comunale di Reggio Emilia a favore di un contenimento prima e di una riduzione poi dei compensi dei manager IREN;

 Vista

L’Assemblea ordinaria di Iren S.p.A. convocata per il 14 maggio 2012, in prima convocazione, e per il 21 maggio 2012 in seconda convocazione;

si interroga il Sindaco e la Giunta per conoscere i seguenti:

-          se e come i rappresentanti dell’Amministrazione presso l’Assemblea dei Soci di maggio intendono avanzare richiesta di riduzione degli emolumenti percepiti dai manager IREN, in quale forma e in quale misura.

-          In quale forma verranno resi noti al Consiglio comunale di Reggio Emilia e degli altri Comuni soci del Patto Ex Enìa le eventuali riduzioni di stipendio dei manager IREN.

IREN: dove finiranno i soldi delle sedi di Reggio e Felina?

Scritto il 18 aprile 2012 da

L’Assessore Spadoni ha risposto alla nostra interpellanza sulla vendita di tutti gli immobili IREN destinati ad uffici in Italia. Risposta: non c’è crisi finanziaria, i 150 milioni serviranno per “investimenti” e “nuovi business”. E noi allora presentiamo un’interrogazione per chiedere quali saranno questi investimenti e questi nuovi business. Vediamoli alla prova dei fatti.

La risposta dell’Assessore Spadoni sui 150 milioni che IREN intende ricavare dall’alienazione degli immobili è chiara: IREN intende impiegarli in “investimenti” e “creazione di nuovi business”.  Il patrimonio reggiano viene interessato nella totalità degli uffici sul territorio, come si evince dal bando:  la Sede Direzionale in via Nubi di Magellano in Reggio Emilia, la sede di via Gonzaga in Reggio Emilia, il Centro Zona Castelnuovo in Felina.
Inoltre secondo IREN questo non è dovuto ad una mancanza di liquidità contingente, ma ad una precisa scelta finanziaria e conveniente.
Per verificare quanto riferito dall’Assessore Spadoni presentiamo quindi un’interrogazione per capire dove finiranno questi soldi. Quali sono, con precisione, gli investimenti e i nuovi business su cui scommette IREN? Si tratta di investimenti nuovi o di quelli in essere, cioè già presentati nel Piano Industriale? Perchè se non si tratta di nuovi investimenti allora vuol dire che gli uffici servono a fare cassa per esigenze momentanee.
Facciamo delle ipotesi: i soldi serviranno a coprire il mega investimento del rigassificatore di Livorno, il cui costo iniziale di un miliardo di euro pare sia raddoppiato? Serviranno a terminare l’avventura sgangherata dell’inceneritore di Parma?
Oppure serviranno ad impostare il nuovo ciclo virtuoso dei rifiuti che è stato avviato a Reggio Emilia, con la realizzazione del TMB, degli impianti di compostaggio e di recupero dei materiali?
Quale migliore occasione per chiedere conto di tutto ciò dell’Assemblea dei Soci convocata per il 14 maggio?

Al Signor Sindaco

All’Assessore Competente

Reggio Emilia, 17 aprile 2012

 INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Premessi

-          I contenuti dell’interpellanza di cui al PG 5285/2012 e relativa risposta dell’Assessore Spadoni in data 16 aprile 2012, in base alla quale il conferimento/cessione degli immobili IREN destinati ad uffici sarà finalizzata “agli investimenti e alla creazione di nuovi business.“;

-          il conferimento/cessione previsto dall’avviso – selezione di una SGR interessata ad acquisire gli immobili, tra cui rientrano tutte le sedi reggiane ed emiliane di IREN: la Sede Direzionale in via Nubi di Magellano in Reggio Emilia, la sede di via Gonzaga in Reggio Emilia, il Centro Zona Castelnuovo in Felina, nonché le sedi di Parma e Piacenza;

Vista

La convocazione dell’Assemblea ordinaria di Iren S.p.A. convocata per il 14 maggio 2012, in prima convocazione, e per il 21 maggio 2012 in seconda convocazione;

si interroga il Sindaco e la Giunta per conoscere i seguenti:

-          quali sono “gli investimenti” e “la creazione di nuovi business” cui saranno destinati i proventi del conferimento/cessione degli immobili IREN per 150 milioni, ed in particolare quali risultano nuovi rispetto al Piano Industriale vigente;

-          se e come i rappresentanti dell’Amministrazione presso l’Assemblea dei Soci di maggio intendono richiedere un’esplicitazione dell’impiego di suddette risorse finanziarie con il dettaglio degli investimenti e dei nuovi business.

Nomine del sindaco, cosa fare in caso di conflitti di interessi e legami mafiosi?

Scritto il 13 aprile 2012 da

INTERPELLANZA IN MERITO AI CRITERI DI NOMINA NELLE SOCIETA’ PARTECIPATE E CONTROLLATE

Premesso che:

-          con Delibera del Consiglio Comunale numero 136 del 9 luglio 2009 sono stati approvati gli indirizzi per la nomina, designazione e revoca dei rappresentanti del comune presso enti, aziende e istituzioni;

-          all’art.4, “Limiti alla nomina”, si richiama il principio per cui “non possono essere nominate o designate persone che svolgono attività professionali o trattengono rapporti di consulenza e imprenditoriali incompatibili o che confliggono con gli scopi e gli interessi dell’ente, dell’azienda o dell’istituzione”;

-          inoltre, sempre all’art.4, si stabilisce che “possono, eccezionalmente,  con provvedimento motivato, da sottoporre alla Commissione di controllo e garanzia, essere nominate o designate persone contemporaneamente in più enti, aziende od istituzioni”;

 Preso atto:

-          che questo Comune ha intrapreso numerose azioni, di principio e di fatto, per impedire i rapporti di persone, imprese ed ogni altro soggetto legato alla criminalità organizzata con l’Amministrazione Pubblica, sul fronte delle concessioni, degli appalti, della rappresentanza e di ogni possibile legame che questo drammatico fenomeno cerca di stringere con pezzi dello Stato;

 Considerato che:

-          si può verificare il caso in cui un cittadino designato per nomina del Sindaco condivida quote societarie con altri soggetti raggiunti singolarmente, come soci o amministratori di società da un’interdittiva antimafia per l’assegnazione e lo svolgimento di appalti pubblici;

-          si può verificare il caso in cui un soggetto sia già amministratore di partecipate o controllate comunali, o di società a loro volta controllate in maggioranza dalle prime, o di società appaltatrici e subappaltatrici delle prime;

 L’Interpellante chiede al Signor Sindaco:

 - se non ritiene che nei casi presentati al “Considerato” sia inopportuna la nomina ai sensi dell’art.4 degli indirizzi per la nomina, e che in ogni caso ne vada comunque sottoposta alla Commissione di controllo e garanzia.

IREN, la pessima compagnia di Torino e Genova diventa un macigno

Scritto il 12 aprile 2012 da

L’articolo di oggi del Sole 24 Ore conferma, se ce ne fosse stato ancora bisogno, che la compagnia torinese e genovese scelta dal sindaco Delrio e dal PD per la nostra ENIA era da evitare.
Essere convolati a nozze con Genova e Torino si sta rivelando una scelta fallimentare, non solo per i risultati che la conglomerata IREN sta mancando nonostante le promesse, ma per tutta una serie di fardelli che sul lato ovest pesano e peseranno sempre più anche sul patrimonio dei cittadini emiliani.
Prima il debito del Comune di Torino con IRIDE Energia, trasferito in pancia a IREN per la cifra monstre di 300 milioni di euro, ed ancora inchiodato ben sopra i 200 milioni. Una nostra recente mozione, approvata dal Consiglio ha fatto luce sulla questione preoccupante, proponendo una via d’uscita basata su scelte industriali, e non finanziarie, visto che abbiamo a che fare con il Comune di Torino, cioè il più indebitato d’Italia.
Qualche giorno fa, in sede di Bilancio comunale, il sottoscritto anticipava al Sindaco Delrio un’altra grana pesante in arrivo.
E’ la partita FSU,  la Finanziaria Sviluppo Utilities, in poche parole la scatola societaria con cui Torino e Genova controllano i pacchetti azionari delle loro ex municipalizzate e che ora costituisce una delle due stampelle che sorregge IREN, assieme al patto ex ENIA dei comuni emiliani.
Ebbene, questa stampella traballa. Si nutre dei soli dividendi IREN, con cui deve ripagare un debito di 195 milioni di euro. Visto il crollo degli utili IREN per quest’anno, e di conseguenza dei dividendi, FSU potrà pagare a malapena gli interessi sul debito che ha nei confronti della sola Banca Intesa. I debiti rimarranno, cioè, immutati chissà per quanto tempo. Ma non finisce qui. Gli equilibri della società dipendono anche dal suo patrimonio, che secondo i criteri di Borsa vale 200 milioni di euro. Basterebbe una piccola svalutazione di questo patrimonio e FSU perderebbe i criteri di solidità finanziaria necessaria per essere considerata un debitore credibile, e lì si aprirebbe un baratro.
Come se non bastasse, per far fronte alle difficoltà, FSU è ricorsa ad un derivato che a fine 2010 aveva un valore negativo per 11,4 milioni di euro, costruito dalla nota banca d’affari Goldman Sachs.
Per farla breve i reggiani, nell’affare IREN sono in una barca dalle preoccupanti condizioni finanziarie e che rischia di subire una falla pesante sul fronte degli azionisti dell’Ovest.
Il sindaco Delrio ha perso in maniera imbarazzante le sue scommesse di Borsa, ma ciò che più preoccupa è che ogni giorno che passa i contorni del fallimento divengono più drammatici.

Altro cemento in via dei Gonzaga

Scritto il 9 aprile 2012 da

Un nuovo complesso commerciale e dedicato al terziario (uffici) sorgerà tra via dei Gonzaga e viale Città di Cutro. Lo ha stabilito il PD, confermando quanto deciso dal PRG del 1999 ad opera di Malagoli che ha, di fatto, cementificato la nostra città. 20.000 metri quadri di superficie utile, distribuiti su due edifici e tre torri alte 42 metri (13 piani), un parcheggio di oltre 600 posti auto.

meta