Archivio per ‘Reggio ostile alle mafie’

La mafia apre l’onesto chiude. L’appello di Enrico Bini: boicottiamo la mafia.

Scritto il 27 agosto 2010 da Vito Cerullo

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“Nel reggiano alcune ditte continuano a lavorare liberamente nonostante i titolari siano stati arrestati per mafia e i loro beni siano stati sequestrati sulla carta. Dobbiamo renderci conto che Reggio non è più un isola felice”. Sono le parole di Enrico Bini presidente della Camera di Commercio di Reggio intervenuto a Festareggio in un dibattito sulla mafia al nord.

Maledetta Mafia spa. Aziende, bar, ristoranti e negozi vengono utilizzati per il riciclaggio del denaro proveniente dalle attività illeciti quali usura, prostituzione, spaccio di droga ed estorsioni, un danno sociale ed economico enorme per l’intera società. Miliardi e miliardi di euro in mano alle mafie vengono riciclati ogni anno con questo tipo di attività. Reggio non è immune. Nicola Gratteri, procuratore aggiunto del tribunale di Reggio Calabria, ha rivelato che a Reggio Emilia c’è una crescita di depositi bancari (la mafia non è mai in crisi) e addirittura acquisti di aziende direttamente in contanti.

Reggio è piena di bar, ristoranti e centri commerciali e questi loschi signori sono avvantaggiati rispetto ai commercianti onesti. Prendiamo un normale bar, bella ragazza al banco, comode sedie e tavolini, giornali e riviste, ma dentro non c’è mai nessuno, o pochi. I soldi vengono riciclati dichiarando vendite mai fatte, battendo decine e decine di scontrini ma senza il cliente. Adesso al bar sommate altri cinque bar, due pizzeria, un ristorante e qualche altra attività specie se nel settore edile o nei trasporti movimento terra. Si arriva a somme tali da poter risanare il nostro debito pubblico in pochi anni. La mafia sopravvive, l’onesto chiude.

Voglio essere critico, disfattista e stronzo ma devo dirlo. Quanto incamera lo stato con l’iva pagata da questi illeciti? Sono miliardi di euro signori miei. Per ogni euro che si ricicla in un bar c’è da pagare la quota allo stato. Lo vogliamo dire o no? Che la mafia sia la più grande azienda del paese allo stato fa anche comodo.Il patrimonio mafioso cresce per ogni euro ripulito. Investimenti leciti, acquisto di beni mobili e immobili, la mafia incassa con facilità e consuma con altrettanta spudoratezza. E per un sistema che si regge sul consumismo sfrenato, sulla crescita illimitata del P I L , questo sistema fa prevalere la legge del più forte …… qui la MAFIA vince facile.

Una buona soluzione al problema?. Migliorare le leggi per il sequetro dei beni ai mafiosi.

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Si è vero, ogni anno ne arrestiamo tanti di mafiosi ma il mafioso mette sempre in conto di poter finire in carcere o di morire ammazzato. Come dice il magistrato Guido Salvini “quello che non mette mai in conto il mafioso è di perdere i suoi beni”, casa, attività e terreni. Si tutelano e salvano il loro bottino lasciandolo a figli, mogli e a qualche prestanome. Che li arrestiamo a fare se le loro famiglie rimarranno miliardarie?
Lo stato deve sequestrare tutti i beni dei mafiosi e destinarli per attività sociali. Le leggi devono essere migliorate in tal senso. Altro che le riforme sulla giustizia, le intercettazioni costano?. Tutte stronzate. Il vero costo è la Mafia. Lo voglio vedere un mafioso senza beni. Come li compra i politici? Come paga i banchieri? Come farà affari?. Usiamo i loro palazzi per le case popolari, diamo una casa ai senza tetto, i loro negozi per le associazioni del nostro territorio, i loro terreni per i ragazzi di Libera.

Mandiamoli sul lastrico come loro stanno facendo con noi.

Vito Cerullo

P.s. Spero di avere presto un elenco delle attività reggiane legate alla ‘ndragheta.

*W i ragazzi di Ammazzateci Tutti

** Fuori i mafiosi dal Parlamento.

Ultime notizie da Mafia spa. L’azienda più grande del nostro paese.

Scritto il 30 giugno 2010 da Vito Cerullo

Mentre scrivevo l’articolo ecco quanto accaduto. Blitz contro la ‘ndrangheta. Indagini anche a Reggio Emilia.

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L’operazione Meta ha portato all’arresto di avvocati, imprenditori e qualche delinquente, sequestro di beni mobili e immobili dal valore di 100 milioni di euro. Operazione che vede coinvolta anche Reggio Emilia poiché molte imprese e attività commerciali avevano il compito, purtroppo ben assolto, di riciclare il denaro sporco nella città.

Altra notizia di qualche mese fa. (video). Arresti, ‘ndrangheta, affari, clan “Grande Aracri, Nicoscia, Arena, Reggio Emilia”. Vi dicono qualcosa?. Vi da fastidio? E ancora: “I milioni di euro proventi dello spaccio di droga e delle estorsioni effettuate soprattutto a scapito della gente del sud, sono investiti nei “luoghi di sostegno dei clan crotonesi” tra i quali Reggio Emilia”. I luoghi di sostegno? Chi aiuta e sostiene i clan per investire questi milioni sul nostro territorio? Se da decenni avviene tutto ciò le leggi sono insufficienti ed inefficaci e la politica nazionale e quella locale ha gravi colpe.

Della mafia “cattiva” si parla sempre, ovunque e comunque. Un omicidio, si arresta un boss, un malvivente, si incendia un negozio, salta in aria un auto. Questo fa notizia e la società civile e la politica si mobilita contro la Mafia. Come da 100 anni a questa parte siamo da sempre contro ma se questa esiste e domina vuol dire che sbagliamo i tempi e il metodo.

Che Reggio sia una città fatta di persone oneste, persone che lavarono sodo, virtuose, impegnate per il bene comune è risaputo. Tutto questo non ferma Mafia spa. E’ risaputo che la ‘ndrangheta è di casa a Reggio ma quando lo dici in tempi non sospetti, sei un allarmista, sei provocatore da azzittire e al massimo ti ignorano. Cemento, trasporti e rifiuti fanno gola alla ‘ndrangheta “affarista” quella che smuove miliardi di euro “sporchi di sangue” importando ingenti somme nelle capitali dell’economia italiana per riciclare, investire ed arricchirsi. Anche in questo caso la politica si dichiara “contro la mafia” ma proprio non riesce a sconfiggerla.

Allora mi chiedo, a Reggio Emilia come nel resto d’Italia da più fastidio la mafia “cattiva”, quella delle bombe, delle auto e locali in fiamme, quella dei rozzi uomini del sud, ignoranti malviventi e assassini oppure quella “in borghese”, laureata, con capacità imprenditoriali impressionanti che a Reggio porta soldi e lavoro?

Dobbiamo interrogarci e cercare delle risposte. La politica deve darsi una mossa non barcamenarsi. La mafia va combattuta e sconfitta. Punto. La ‘ndrangheta a Reggio Emilia fa affari, porta lavoro, ricicla soldi e stronca le aziende oneste con la sua concorrenza sleale (termine troppo riduttivo), per fare impresa utilizza proprio quei soldi in nero ottenuti con la violenza e con molta facilità. La verità ci fa male. Bisogna parlarne anche quando la ‘ndrangheta a Reggio non fa più notizia. Non possiamo abbassare le difese, mollare la presa. Non possiamo parlarne e agire solo quando accade un fatto. A fatto compiuto è già tardi. Prevenire è meglio che curare.

Vito Cerullo

p.s. io sostengo Enrico Bini, i giovani di Reggio contro le Mafie e tutti coloro che vogliono sconfiggere la mafia non solo combatterla.

p.p.s. cercherò di pubblicare su questo sito notizie sulla Signora del malaffare a Reggio. Parliamone

Fu MAFIA, e ora?

Scritto il 29 giugno 2010 da Alessandro Marmiroli


Il segreto di Pulcinella è alla fine svelato. Il co-fondatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri è stato riconosciuto colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa. Cosi ha sentenziato stamattina la Corte d’Appello di Palermo, condannando il braccio destro di Berlusconi a 7 anni di reclusione.

Sentenza esplosiva, seppur depotenziata rispetto al primo grado, dove Dell’Utri si prese 9 anni, perché i giudici d’Appello l’hanno ritenuto colpevole “solo” fino al 1992, cancellando di botto mesi di rivelazioni da parte di diversi pentiti, che avevano gettato ombre inquietanti (cioè, ancora di più) sulla nascita di FI e, più in generale, sul burrascoso periodo dei primi anni’90, sulla trattativa Stato-Mafia, sui boss alla ricerca di un aggancio forte dentro le istituzioni, sulle stragi.

Tralasciando per un attimo ciò, da oggi quello che si può e si deve dire è questo, finalmente validato da una sentenza e non solo dall’evidenza: l’uomo di fiducia di Berlusconi è un mafioso.

Amico di Berlusconi dai tempi dell’università e poi suo segretario, negli anni ’80 scalò i vertici dell’impero Fininvest (è stato prima presidente di Publitalia, poi AD della Fininvest stessa) rimediando nel frattempo una condanna per frode fiscale, mentre nel’94 è ideatore e co-fondatore di FI assieme a Berlusconi. La sentenza di oggi dimostra che tutta questa carriera si è svolta senza mai interrompere i suoi legami con mafiosi d’ogni sorta, perlomeno sino al 1992.

Questo è lo scudiero. Del cavaliere meglio non parlare, se non per ricordare che il processo all’avvocato inglese Mills ha dimostrato che Berlusconi è un corruttore, e la corruzione dell’avvocato è stata necessaria per nascondere ben altre malefatte sulle quali non possiamo esprimerci con certezza, visto che la sentenza odierna lascia aperti molti interrogativi sul suo passato.

Nonostante i giornali di regime Libero e Il Giornale dai loro siti internet tentino di minimizzare l’evento, puntando sulla riduzione di pena concessa rispetto al primo grado e cantando comicamente vittoria perché il periodo della nascita del partito del loro padrone è stato escluso dalla sentenza, le domande che si aprono e quelle rimaste ancora senza risposta sono queste:

-        Cosa si cela dietro il successo imprenditoriale di Silvio Berlusconi?

-        Quale catena di eventi ha portato alla nascita di Forza Italia e alla discesa di Berlusconi in politica?

-        Perché il co-fondatore di questo partito è stato sempre in stretto contatto con la mafia? E perché più fonti indicano in questo partito il riferimento politico della mafia?

-        Perché nacque un largo schieramento di soggetti di ogni estrazione che in quel periodo iniziarono una guerra contro la magistratura e contro i successi e le indagini di magistrati coraggiosi in Sicilia e non solo?

-        Cosa si cela dietro la cortina fumogena che ci nasconde la verità su cosa accadde nei primi anni ’90? Perché le stragi di mafia iniziarono e finirono di colpo?

La sentenza lascia aperti tutti questi interrogativi e ne solleva tanti altri. Perché, per esempio, i giudici hanno rifiutato di ascoltare Massimo Ciancimino? Le rivelazioni dei pentiti sul periodo dopo il ’92 non sono state ritenute credibili dai giudici, ma noi ci chiediamo: com’è possibile che Dell’Utri, che per anni e anni è stato uomo di riferimento della mafia di colpo, nel 1992, abbia cessato i suoi rapporti con essa? Perché allora il suo nome è emerso più volte da intercettazioni dei boss mafiosi ben dopo questa data, come referente politico dei clan?

Rumors uditi nei giorni precedenti la sentenza non sono molto rassicuranti, e chiamano in causa direttamente i magistrati giudicanti, al centro di polemiche relative anche alle carriere dei figli.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/15/processo-dell%E2%80%99utri-i-figli-del-giudicee-le-%E2%80%9Cchiacchiere%E2%80%9D-di-palermo/

“Chiacchiere”, ma fatto sta che ci sono ancora molte pagine da scrivere riguardo le origini e i misteri brevemente riportati in questo intervento.

E nessuno di noi crede che Marcello Dell’Utri, improvvisamente, nel 1992, abbia deciso di farsi una nuova vita tagliano i ponti col torbido passato per lanciarsi in politica al fianco di Silvio B.

Legge Bavaglio, i mafiosi ringraziano

Scritto il 10 giugno 2010 da Matteo Olivieri

I mafiosi attendono trepidanti l’ennesimo regalo del Governo Berlusconi, rendere impossibili delle efficaci intercettazioni. Anche quelli che hanno fatto saltare in aria le bombe a Reggio, in questi giorni. Sono tra noi, e se la ridono.

Assolutamente consigliata questa intervista a Lirio Abate.

La Casa della Legalità ha bisogno di aiuto!

Scritto il 8 giugno 2010 da Matteo Olivieri

La Casa della Legalità e della Cultura ha bisogno di aiuto. Per questo ha lanciato un appello alla raccolta di fondi. Un’Associazione che tiene alta la testa contro tutte le mafie, che con le sue inchieste indipendenti fa tremare i potenti, deve essere sostenuta.

La recente pubblicazione del libro “Tra la Via Emilia e il Clan”, di Christian Abbondanza ed Antonio Amorosi, dimostra come si possa squarciare il velo di falso perbenismo, dando molto fastidio ai mafiosi che voglionouna sola cosa: il silenzio.

Trovate qui tutti i riferimenti per fare una donazione alla Casa della Legalità. Un piccolo o piccolissimo contributo è vitale.

p.s.: per non lanciare appelli generici, trovate qui un estratto del mio estratto conto, ho appena dato in prima persona un piccolo aiuto

No alla mafia:le nostre prime proposte arrivano in Regione.

Scritto il 18 maggio 2010 da Vito Cerullo


Non mi sembra azzardato affermare che una delle cause dall’attuale virulenza della mafia risieda, proprio, nella scarsa attenzione complessiva dello Stato nei confronti di questa secolare realtà.
(Giovanni Falcone, da un articolo dell’Unità del 31 maggio 1992, otto giorni dopo la sua morte per mano della mafia.)

La mafia va sconfitta non va solo combattuta. La mafia ha una mente diabolica, alterna periodi di stragi, bombe ed omicidi a periodi di tregua totale. Ed è quest’ultima la fase che le permette d’infiltrarsi nel tessuto sano della società e radicarsi sul territorio. Occorre massima reazione da parte della politica in ogni caso, sempre. La mafia non può fare a meno di rapportarsi con la società, con il mondo del lavoro, edilizia e trasporti in primis. Su questi punti il Movimento a 5 Stelle intende lavorare per contribuire a sconfiggere questo “cancro” e lo faremo con delle proposte di legge. Riporto sotto le prime tre che saranno presentate in regione:

EDILIZIA - La Camera di Commecio di Reggio Emilia in autonomia ha attuato in mancanza di una regolamentazione nazionale e regionale, una autoriforma che rende piu’ restrittive le norme per l’iscrizione di imprese edili, in primis quelle individuali, chiedendo documenti aggiuntivi non previsti dalla legge. Prepareremo una proposta di legge regionale in tal senso in maniera che in Emilia Romagna diventi legge tale prassi piu’ restrittiva.

AUTOTRASPORTI – Sul settore degli autotrasporti, è stato evidenziata l’importanza di invididuare la sede operativa effettiva delle ditte. Sede che non sempre coincide con quella legale . Quest’ultima a volte è risultata fittizia. A tal fine viene suggerita una interpretazione chiara della legge regionale 1/2010 relativa all’Albo delle imprese artigiane. Interpretazione che ribadisca il concetto della competenza della sede operativa. Questo permetterebbe maggiori controlli sul settore, invididuando imprese fittizie a tal fine invitiamo la Regione Emilia Romagna ad agire dal punto di vista legislativo.

TRASPARENZA- Fondamentale è poi inoltre la massima pubblicità sulle composizioni societarie (visure camerali) delle aziende che partecipano e si aggiudicano appalti pubblici Regionali, provinciali e Comunali. Tutto va messo in rete in un portale internet accessibile a tutti.

Giovanni Favia, Andrea Defranceschi
consiglieri regionali Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it

Matteo Olivieri
consigliere comunale Reggio 5 Stelle-Beppegrillo.it

FUORI LA MAFIA DA REGGIO

Aggrediti dalla Presidente della Provincia!

Scritto il 15 maggio 2010 da Matteo Olivieri


La manifestazione contro la ‘ndrangheta si è trasformata nell’ennesimo show della Presidente della Provincia Sonia Masini. A fronte di un innocuo cartello, la Presidente si è scagliata contro i nostri simpatizzanti inveendo e urlandone di tutti i colori, compresi gravi insulti. Alcune foto dell’evento e, a breve, il video completo.

Chi se la sarebbe mai aspettata un’aggressione da parte della Presidente Masini al presidio anti mafia di Reggio 5 Stelle?
Presidio pacifico senza contestazione e con manifesti antimafia.
“A Reggio non c’è la mafia? vero Sonia…….” è un cartello di cui Reggio 5 Stelle Beppe Grillo rivendica la paternità: le querele le minacciamo noi, cara Masini!! E rimontiamo il video di un anno fa, a scanso di equivoci:
Alle ore 14.30, il corteo dei simpatizzanti della Lista Civica Reggio 5 Stelle si muove da Piazza Casotti a Piazza Prampolini. Tanti fischietti per far sentire alla città che Reggio reagisce ai tremendi atti di intimidazione messi in piedi dalla ‘ndrangheta.
Giunti di fronte al Municipio, diverse foto e video dell’evento. Parla Delrio e ascoltiamo in silenzio, parla la Masini e ascoltiamo in silenzio, parla Enrico Bini e scrosciano gli applausi.
Due gli striscioni: uno di 6 metri con la scritta “Fuori le Mafie da Reggio”, uno di 50 centimetri con scritto “A Reggio non c’è la mafia? vero Sonia…….”.
Il primo rivendica un impegno in cui tutti gli aderenti alla manifestazione di oggi di riconoscono : dire no a ‘ndrangheta e simili. Il secondo un evidente sfottò per l’atteggiamento tenuto nella scorsa campagna elettorale dalla presidente Masini, ben riassunto nel video che avete visto.
Peraltro anche pubblicamente abbiamo seguito ed approvato il percorso intrapreso dall’Amministrazione Provinciale per il varo dell’Osservatorio Antimafia, proposto almeno 2 anni e mezzo fa e poi recepito dall’Amministrazione Provinciale.
Ciò dimostra che la presunta ostilità  della nostra Lista nei confronti della Masini è una falsità. Solo ricordare che contro le mafie non si può perdere tempo a fare filosofie, bisogna agire, senza sottovalutare il problema.
A QUEL PUNTO L’AGGRESSIONE DELLA PRESIDENTE MASINI AL NOSTRO PRESIDIO.

La Presidente si è avvicinata con fare bellicoso ed ha cominciato ad apostrofare un nostro simpatizzante, quello con il cartello di “Sonia”, dandogli dell’ignorante ed accusandolo di ogni sorta di nefandezze.
Dopo una serie prolungata di insulti la Presidente ha preso il cartello e l’ha strappato, sancendo un’aggressione di cui dovrà rendere conto, essendo stato tutto video registrato, e verrà presto diffuso. Questo il polso di una rappresentante delle istituzioni così altolocata.
ANCOR PIU’, RIVOLGENDOSI AL CARTELLO “Fuori le Mafie da Reggio”,  la Presidente ha dichiarato : “voi con questi manifesti favorite la ‘ndrangheta”.
Su questo annunciamo immediata verifica coi nostri legali, perchè riteniamo estremamente offensive le parole della Presidente.
Ci si è avvicinato un cittadino e ci ha chiesto: questi sono i democratici?
Cara Masini, calmati! Le querele le minacciamo noi!!

Incendio auto Codemondo: il Comune sia Parte Civile

Scritto il 15 maggio 2010 da Matteo Olivieri

Due auto incendiate nella notte del 29 marzo a Codemondo, in via Grimaldi, dinamiche del tutto simili all’attentato di via Caliceti. Danni agli spazi pubblici, chiediamo che il Comune si faccia Parte Civile nei processi contro la malavita organizzata, e si costituisca anche per gestire i beni confiscati. Interpellanza in Consiglio Comunale.

Si riporta testo integrale dell’interpellanza.

INTERPELLANZA IN MERITO ALL’INCENDIO DI CODEMONDO DEL 29 MARZO E ALLA COSTITUZIONE IN PARTE CIVILE DEL COMUNE DI REGGIO EMILIA IN PROCESSI CONTRO LA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA

Premesso che:
- su segnalazione di alcuni cittadini si registra l’incendio di 2 auto, secondo la ricostruzione avvenuta nella notte del 29 marzo 2010, alle ore 3 circa, in via Grimaldi nella frazione di Codemondo;
- la vox populi riporta di allarmanti coincidenze con l’attentato dinamitardo di via Caliceti, sia nel bersaglio che nei tratti riconducibili ad atto intimidatorio;
- da una prima ricerca presso gli organi di stampa pare che la notizia non abbia avuto diffusione, e pertanto sembra degna di approfondimento in questa sede;
- con atto del Senato della Repubblica è stata costituita l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, che si prefigge di gestire in maniera efficace ed unitaria i beni confiscati alle mafie con un forte coinvolgimento delle Prefetture;

Ritenuto che:
- tali episodi minano la sicurezza dei cittadini, confermano la mano di pericolosissimi individui ed organizzazioni dedite al danneggiamento e agli attentati, in alcuni casi certamente finalizzati al ricatto e all’intimidazione;
- i danni per la cosa pubblica si rivelano spesso ingenti, ma ancor più i danni alla quiete pubblica e alla serena convivenza della comunità;

Considerato che:
- la cadenza degli eventi sembra ricondurre ad un’accelerazione preoccupante delle offensive intimidatorie;
- la costituzione come Parte Civile dell’Amministrazione Comunale nei processi contro la criminalità organizzata può essere un valido strumento per dichiarare con nettezza la nostra comunità “ostile a tutte le mafie”, nonché porre il Comune in posizione tale da garantirsi il pagamento dei danni alla cosa pubblica;

Tutto ciò premesso l’Interpellante chiede al Signor Sindaco e alla Giunta:
- quali informazioni si hanno sull’incendio di auto , secondo la ricostruzione avvenuta nella notte del 29 marzo 2010, alle ore 3 circa, in via Grimaldi nella frazione di Codemondo;
- se non ritiene opportuno prevedere la costituzione come Parte Civile dell’Amministrazione Comunale nei processi contro la criminalità organizzata, per dichiarare con nettezza la nostra comunità “ostile a tutte le mafie”, nonché porre il Comune in posizione tale da garantirsi il pagamento dei danni alla cosa pubblica;
- se non ritiene opportuno, nell’ambito dell’iniziativa di cui sopra, coordinarsi con la Prefettura per proporsi nella gestione dei beni confiscati.

Matteo Olivieri
Consigliere Comunale

Lista Civica Reggio 5 Stelle Beppe Grillo
www.reggio5stelle.it