Archivio per ‘Giovani’

Posti in asilo, io gliel’ho detto!

Scritto il 31 gennaio 2010 da Matteo Olivieri

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Due richieste semplici, in un’interpellanza, per chiedere: 1 redistribuire i posti negli asili e nelle scuole per evitare i ghetti, 2 gestire questa distribuzione attraverso adeguati sistemi informativi, vista la complessità del caso. L’assessore Iuna Sassi (che vedete nella foto) si è impegnata nella risposta, ma non credo abbia capito bene.

Tutti sanno della recente circolare del Ministro Gelmini, che impone a tutte le classi di ogni ordine e grado di avere meno del 30% di bambini e studenti stranieri. Una cosa fatta alla Gelmini, dove non si definisce cosa significa bambino straniero, e con i soliti diktat che non tengono conto delle situazioni locali.

L’Assessore Iuna Sassi (Istruzione) si è detta subito concorde con lo spirito della circolare, ma risale a 3 mesi fa la nostra segnalazione. Per evitare problemi bisogna redistribuire i posti, favorendo l’integrazione e limitando il pendolarismo, ma questo è estremamente difficile da fare, e serve una gestione informatica molto complessa (non bastano due conticini su un foglio di carta).

La risposta lascia in parte sconcertati:

  1. La Sassi ha individuato alcuni problemi e ce li ha ben presenti (cosa significa bambino straniero, tutt’altro che banale visto che la maggior parte dei bambini cosiddetti immigrati sono nati in Italia!);
  2. è purtroppo sul chi va là ideologico e non si schioda. Mi rinfaccia di ritenere le graduatorie degli asili discrezionali, quando io ho semplicemente detto che, per garantire la continuità di istruzione (non si possono spostare gli alunni come pacchi) l’attribuzione della scuola, non del posto in graduatoria, è discrezionale. Cioè è giusto che sia così, ma è così! (nell’interpellanza è scritto: “l’assegnazione della scuola risponde inevitabilmente a criteri discrezionali da parte dell’Amministrazione, funzione della continuità di un progetto educativo che mette al centro il bambino prima di tutto”);
  3. non percepisce il problema più grave: sarà un casino tremendo senza un’adeguata gestione informatica del problema, che si avvalga dell’uso di sistemi informativi geografici.

Insomma, io l’ho detto, segnatevi la data: 18 gennaio 2010.

Spero di poter comunicare direttamente con l’Istituzione Nidi e Scuole dell’Infanzia, e che questo porti ad una corretta gestione del problema.

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Asili: per evitare il caso “Luzzara” serve la redistribuzione

Scritto il 25 ottobre 2009 da Matteo Olivieri

A Luzzara è scoppiato il caso delle scuole a classi etniche, cioè divise per provenienza geografica dei bambini.

L’alto numero di bambini stranieri faceva fuggire le famiglie italiane che si rivolgevano ad istituti di altri comuni.

A Reggio i cittadini segnalano situazioni simili.

Soluzione: redistribuire i posti, migliora l’integrazione ed evita i problemi di Luzzara.

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Come? Anche con l’uso di tecnologie che studiano davvero la miglior posizione della scuola per la famiglia, contenendo quel pendolarismo che già oggi e molto accentuato. Non si spiega come, con tali spostamenti, si possano avere tali squilibri in alcune scuole.

Presentata interpellanza in Consiglio Comunale. Segue il COmunicato Stampa.

Interpellanza alla Giunta per introdurre nuovi criteri di assegnazione più equilibrati e che non aumentino il pendolarismo

Evitare l’estremo di Luzzara richiede subito un impegno anche in progetti specifici sulle situazioni più evidenti

Le segnalazioni dei cittadini sulla polarizzazione geografica di scuole anche limitrofe, e di recente il caso noto di Luzzara, impongono misure per redistribuire i posti e per migliorare l’integrazione.
Tale redistribuzione può avvenire anche gradualmente, all’interno dei progetti, che sanano gli squilibri più evidenti, con scuole vicine che oscillano tra una presenza di bimbi stranieri dall’80% al 20%.
Peraltro tali squilibri risultano difficili da capire visto anche il pendolarismo di alcune famiglie che, per accedere al servizio, si adattano a portare i bimbi in scuole più lontane da casa.
Al contrario noi proponiamo che nell’assegnazione si ricorra ad analisi con Strumenti Informativi Geografici, capaci di drenare le situazioni limite verso soluzioni più logiche e quindi contenere il pendolarismo.
Già oggi, nella compilazione delle domande dei bandi per l’accesso agli asili nido e alle scuole delle infanzia, nell’apposita scheda “Scelta della scuola”, il genitore fornisce una sua graduatoria di preferenze sulle sedi più idonee. Si agisca su questi aspetti per evitare ghettizzazioni e scuole su base etnica. Solo così si potranno evitare le situazioni limite come quella di Luzzara.

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Recuperare la memoria di Reggio, tutti concordano

Scritto il 21 settembre 2009 da Alessandro Marmiroli

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Pieno accordo al dibattito sul ‘900 a Reggio

Gli intervenuti concordano che la storia locale è una risorsa strategica

Dopo l’appuntamento al Teatro dell’Orologio, proposto un nuovo incontro sul tema

Il dibattito è stato organizzzato dall’Associazione Grilli Reggiani e da ANPI in collaborazione col Gruppo consiliare Reggio 5 Stelle.

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Alessandro Marmiroli dell’Associazione Grilli Reggiani ha introdotto la giornata, un dibattito sulla necessità di valorizzare la storia reggiana del ‘900, che deve esser vista come una risorsa per il territorio dal punto di vista culturale ed economico. Reggio è stata protagonista di importanti eventi storici che hanno lasciato molte tracce, che vanno recuperate e valorizzate, integrandole in un circuito che potrebbe avere il suo perno in un grande museo cittadino del ‘900.

È una grande opportunità per promuovere il territorio e conservare la memoria del nostro passato, l’iniziativa di ventennale successo “Sentieri partigiani” dimostra che questa è un’opportunità da cogliere.

L’on. Angelo Alessandri, è intervenuto auspicando una maggior condivisione della memoria tra le forze politiche, rendendosi disponibile a partecipare ad un percorso condiviso per la valorizzazione della storia novecentesca reggiana. La Lega è in prima fila nella difesa della memoria locale, anche attraverso le sue proposte sulla difesa dei dialetti. Reggio, non avendo avuto un grande ruolo nell’epoca risorgimentale, dovrebbe quindi puntare sulla sua storia recente, Resistenza,riformismo prampoliniano, fascismo, dopoguerra…Personalmente tempo fa portai 60 parlamentari leghisti in visita al Museo Cervi.

Lo storico Massimo Storchi ha ricordato come reggio ha perso molte occasioni di salvaguardare la sua storia. La salvaguardia della memoria è capace di distinguere l’evoluzione dallo Stato borbonico allo Stato liberale, dal fallimento fascista al riscatto della Resistenza. In tal senso è fondamentale organizzare le testimonianze storiche in percorsi, luoghi che a volte si sono persi, come l’ala dei Musei Civici dedicata fino al 1982 alla Resistenza e poi smantellata. Oggi gli appassionati che vengono a Reggio non sanno dove andare per studiare la nostra storia recente.

Alessandro Frignoli vicepresidente ANPI provinciale, sottolinea come memoria e commemorazione dovrebbero far capire che la guerra è un evento deviante, sempre. Pertanto ANPI non concorda sulle rievocazioni che espongono il militarismo L’Italia è l’unico Paese europeo a non avere un Museo della Resistenza, al contrario della Francia che ne ha 8 tutti pagati dallo Stato. Su questo l’ANPI si augura un’ampia condivisione per un progetto che dia un punto fisso per chi, da turista o da cittadino, vuole conoscere il passato. Questa condivisione potrebbe essere dimostrata nelle apposite sedi politiche con ordini del giorno che portino a riflettere sull’argomento.

Fabrizio Panciroli (rievocatore professionista), esprime come le rievocazioni non sono un modo per giocare alla guerra, ma servono invece a rendere più viva e più vicina la memoria stessa. Le rievocazioni matildiche sono una testimonianza in tal senso, ma ancor più le esperienze a Parma sulle rievocazioni della Seconda guerra mondiale, frequentate non solo da persone incuriosite, ma vivamente convinte ad approfondire la conoscenza di periodi storici chiave, con un grande successo di pubblico a beneficio delle comunità ospitanti. Tuttavia la priorità va ad un luogo che raccolga le testimonianze, un Museo del ‘900 per Reggio, attorno al quale creare una rete di eventi.

Alessandro Marmiroli
cell 3406025785
Associazione Amici di di Beppe Grillo Reggio Emilia

Gruppo Consiliare Reggio 5 Stelle beppegrillo.it

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Sulla nostra mozione la Masini promette impegno

Scritto il 18 settembre 2009 da Davide Valeriani

Dopo l’approvazione della mozione per salvare l’autonomia e la specificità della scuola BUS-Pascal, la Presidente delle Provincia di Reggio Emilia Sonia Masini promette impegno in tal senso.

La mozione conteneva la richiesta di impegnarsi, presso gli Enti competenti quali la Provincia di Reggio, per consentire al BUS di mantenere l’orientatività del biennio e la compresenza degli attuali quattro indirizzi.

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Basta una “x”, la rivoluzione nonviolenta del buonsenso e della normalità

Scritto il 28 maggio 2009 da Matteo Olivieri

Quante volte in questi anni vi siete detti “Basta”, “sempre le solite facce”, “serve gente nuova”, “ma è mai possibile che dei condannati o rinviati a giudizio facciano politica?”.  Siamo tutti incazzati. Specialmente le giovani generazioni che hanno aperto gli occhi. O i trentenni che vivono il precariato.  Ma ricordiamoci sempre che  non servono l’estremismo,  magari ideologico di estrema sinistra ed estrema destra, a Reggio Emilia rappresentato ad esempio negli ultimi tempi da gruppi come i Carc  e dall’altra parte da Casa Pound.  Serve una rivoluzione del buonsenso e della normalità. Una rivoluzione dal basso che ci fa riscoprirne valori che erano insegnati fino al tempo dei nostri nonni: il risparmio, l’onestà, il vivere in armonia con la natura e per chi crede con il proprio Dio.  Il secolo scorso delle ideologie della morte: nazismo, fascismo, comunismo e gli ultimi trent’anni di consumismo sfrenato hanno annebbiato le coscienze e paiono aver capovolto certi equilibri minimi che duravano da millenni dove uomini e donne con pregi e difetti, eventi fausti ed infausti, guerra e pace vivevano comunque piu’ a “misura d’uomo” o “misura di Terra”.  Un ’capolavoro’ al contrario, ci siamo cacciati in un bel casino e dobbiamo uscirne. In poco piu’ di 60-70 anni abbiamo mandato in “tilt” la Terra ed i suoi equilibri millenari. Ora dobbiamo cercare di ribaltare la situazione e uscire da questa crisi. Con una  rivoluzione che può essere solo nonviolenta : del buonsenso e della normalità. Si parte dalla città, quindi anche da Reggio Emilia, dove tutti viviamo, con città piu’ a misura d’uomo, natura, buonsenso.  Una rivoluzione dove la rabbia, che è tanta, si placa con l’ironia una rivoluzione che  si puo’  solo fare con una firma, informandosi ed informando in primis con internet, e con una “x” su una scheda il 6-7 giugno.

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Giovani: il cuore pulsante di Reggio

Scritto il 29 marzo 2009 da Davide Valeriani

Molti giovani non sanno cosa fare alla sera per divertirsi e spesso vanno in città limitrofe a cercare il divertimento. Questo è il frutto di scarsa attenzione da parte delle precedenti amministrazioni alla popolazione reggiana più giovane, che costituisce il futuro di questa città.

Per i giovani, proponiamo:

1- Per gli studenti: una città attraente. Luoghi di studio e di incontro aperti almeno fino alle 22, sanando la ferita creata all’ex Caserma Zucchi con una struttura già morta a tarda ora. 100 dottorati ogni 3 anni cofinanziati dal Comune con una spesa di 5 milioni di euro (compresi benefit) che possono cambiare il volto della città, verso un’economia del sapere, rendendo beneficio alle aziende innovative che hanno bisogno disperato di cervelli. Più spazi dedicati all’università al fine di ampliare l’offerta formativa reggiana, soprattutto in termini di materie scientifico-tecnologiche.

2- Incentivare l’apertura di locali in centro. Ripopoliamo il centro per dargli vita, rispettando i residenti e dando ai giovani dei motivi per venire in centro, aprendo locali, pub, cinema e prolungando l’orario di apertura dell’università.

3- Partecipazione dei giovani all’organizzazione delle LORO feste. Istituzione di commissioni formate dall’assessore competente e dai giovani della città che si prefiggono l’obiettivo di organizzare eventi rivolti ai giovani durante l’anno. Chi meglio dei giovani sa cosa piace alla loro generazione!

4- Introduzione di borse di studio/agevolazioni per studenti universitari/superiori. Per incentivare i cervelloni reggiani a non emigrare in altre città o all’estero, bisogna fornirgli gli strumenti economici e non solo per svolgere le loro ricerche, magari finalizzate proprio al miglioramento della città. Un esempio tra tutti, lo sviluppo di programmi open source con cui dotare i computer dell’amministrazione comunale.

Università Reggio Emilia (Ex Zucchi), un luogo da far vivere di giorno e sera

Scritto il 4 febbraio 2009 da Davide Valeriani