Archivio per ‘Edilizia – Urbanistica’

Quando l’asilo nido rimase a rischio sismico per un anno

Scritto il 31 gennaio 2012 da

L’asilo nido Faber rimase con una struttura precaria dei solai per un anno. In questi giorni di terremoto ricordiamo l’esito di un’indagine di Reggio 5 Stelle del 2010, su segnalazione di alcuni genitori.

Tutto cominciò quando alcuni genitori ci segnalarono l’interruzione improvvisa di un servizio presso l’asilo nido Faber di via Brigata Reggio. Era l’estate del 2010.
Svolgemmo così un’interpellanza alla Giunta, ed ecco cosa emerse con grande sorpresa.

“Prima dell’anno scolastico 2009-2010, cioè nel periodo estivo del 2009, la struttura dei solai è stata sottoposta a consolidamento. Durante i lavori, ed in seguito agli stessi, sono emersi fenomeni di deformazione. Questi fenomeni di deformazione sono perdurati durante tutto l’anno scolastico. Il collaudo strutturale ha confermato la presenza di questi fattori di rischio e, a quanto dichiarato, è stato svolto durante il passato anno scolastico.

Nonostante ciò solo di recente, cioè a giugno, si è deciso che bisognasse intervenire in maniera decisa e che i lavori dovessero durare più di quanto preventivato. Addirittura il progetto definitivo è stato redatto in extremis (l’incarico professionale è del 30 giugno, verosimilmente le verifiche sono state fatte nelle settimane precedenti) e ha sancito che la FABER non potesse svolgere il servizio estivo. Ciò è confermato dalla lettera del 16 giugno inviate alle famiglie, che dichiarava l’indisponibilità della struttura, nonostante 4 giorni prima, il 12 giugno, fossero scaduti i termini per cui il pagamento diventava coatto”.

Fino all’ultimo momento il Comune, nonostante fossero già emerse le criticità, pensava si potesse svolgere il servizio estivo, e poi fare sbrigativi lavori prima del successivo anno scolastico 2010-2011.
Rimane inquietante la scelta di far svolgere l’anno scolastico passato presso la struttura, di aver previsto il servizio estivo, e di aver deciso, in definitiva solo in extremis, di intervenire con importanti lavori di consolidamento, cioè quelli che erano davvero necessari.

Categorie: Edilizia - Urbanistica
Tags:

Terremoto in Emilia, una scossa per costruire meglio e ristrutturare

Scritto il 25 gennaio 2012 da

Fortissima scossa di terremoto in Emilia, che segue quella veneta di ieri. Eventi che ci ricordano all’improvviso che viviamo su una bomba sismica cui si risponde solo con la prevenzione. Le leggi sismiche, contestate dai costruttori per il loro carico burocratico e di oneri finanziari, dimostrano una volta in più di essere strumenti necessari. Così come la ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente.

Spesso in questi anni le associazioni di categoria degli edili hanno protestato contro i rincari, nella loro attività, determinati dalle nuove disposizioni sismiche nazionali e regionali. Se burocrazia e tecnica possono sempre essere rivisti per l’utilità generale, lo spirito della prevenzione e della sicurezza non deve mai cedere terreno.
Il patrimonio edilizio che abbiamo in Italia è vecchio, nella sua concezione. Anche abitazioni costruite negli ultimi 50 anni, cioè il grosso delle case e dei palazzi, sono inadeguati. Inadeguati anche dal punto di vista energetico, ad affrontare le sfide del futuro.
QUando si pensa allo sviluppo futuro del nostro Paese, con un equilibrio che porti benessere e sicurezza, basterebbe dare priorità assoluta alla ristrutturazione delle nostre case e dei nostri edifici.

Mercoledì 26 ottobre: assemblea pubblica alla corte ospitale di Rubiera

Scritto il 25 ottobre 2011 da

Mercoledì 26 ottobre 2011 alle ore 20.45 presso la corte ospitale di Rubiera, il Movimento 5 Stelle di Rubiera organizza una serata pubblica per informare la cittadinanza sullo scempio che l’amministrazione comunale vuole fare presso la corte, patrimonio di valore inestimabile della città. Saranno presenti:

Andrea Defranceschi – Consigliere regionale Emilia-Romagna del Movimento 5 Stelle

Giuseppe Neroni – Presidente del consorzio del parco fluviale del Secchia

Claudio Pifferi – Consigliere comunale Rubiera 5 Stelle

Norberto Vaccari – Architetto ed urbanista

Durante la serata verrà inoltre presentata una raccolta firme di iniziativa popolare contro la cementificazione della corte ospitale e in difesa dell’ambiente. Siete tutti invitati a partecipare!

La serata è aperta a tutti e l’ingresso è gratuito. Vi aspettiamo!

SCARICA E DIFFONDI IL VOLANTINO

Confindustria Reggio, se l’innovazione è un nuovo casello autostradale vivete nel passato. Abbiamo idee migliori e meno costose

Scritto il 19 ottobre 2011 da

Gli studi e le proposte degli Industriali di Reggio Emilia, a fronte di una crisi che cambia i connotati della nostra economia, lasciano basiti sia per i costi che per le scarse prospettive e l’inesistente innovazione.

Non si vede la relazione tra un nuovo  casello autostradale a Gavassa e l’accesso alla stazione Tav Mediopadana, quando attualmente la costosissima stazione di Calatrava in fase di realizzazione, sarà già servita dal nuovo casello fatto costruire appositamente nelle vicinanze. Teniamo poi presente che il nuovo casello “Reggio Est” richiesto da Confindustria nascerebbe a pochissimi chilometri da quello attualmente esistente.

Con spese folli ed inutili di denaro pubblico si alimentano solo nuove colate di cemento. Con spese molto inferiori si ottengono risultati certi puntando sulle infrastrutture telematiche e la logistica del camion pieno di medio e corto raggio (Area mediopadana).

Proposta numero 1: La banda larghissima

La banda larga rappresenta l’infrastruttura fondamentale sulla quale tutte le aziende del mondo fanno correre il proprio successo. Solo in Italia pare che non se ne accorga nessuno. Eppure gli investimenti sulle infrastrutture telematiche costano poco ed hanno una relazione positiva dimostrata con il numero di posti di lavoro creati, e con la competitività delle aziende.

A questo proposito richiamiamo quanto già approvato dal Consiglio Comunale di Reggio Emilia (http://www.reggio5stelle.it/tag/ngn/): sia Reggio la punta avanzata per sperimentare la banda superlarga, altrimenti detta NGN (Next Generation Network). I progetti sono già avanzati a livello nazionale e si sta cercando di mettere a punto i protocolli tra i diversi attori delle telecomunicazioni con il Governo. Se a Reggio nasce l’interesse del mondo produttivo, possiamo essere facilmente, e a basso costo, i primi fruitori di questa innovazione, sanando ritardi che ci pongono nel terzo mondo della banda larga.

Proposta numero 2: Camion - 50%. Riproponiamo ciò che avevamo avanzato in campagna elettorale, nel marzo 2009 A Mancasale recuperando spazi dismessi, il più grande centro europeo di telematica per un trasporto efficiente delle merci su gomma. Il 50% dei camion in Europa viaggia vuoto, nel nodo di Bologna transitano il 22% delle merci italiane e il 19%  di quelle europee (PRIT). Ciò può essere particolarmente efficace soprattutto nel progettare i sistemi di trasporto nel breve e medio raggio, che intasano di più le strade e che sono maggiormente condizionati dal vuoto. A Reggio abbiamo: grandi aziende di trasporti, società leader nella produzione di tecnologia per l’automotive e la comunicazione satellitare e a distanza. Siamo in una posizione invidiabile, al centro di tutti i commerci. Dove se non qui? Ricordiamo che l’ex presidente della Commissione europea Romani Prodi affermò: “In Europa non possiamo far viaggiare la metà dei camion vuoti”. Ecco la risposta. No alle cattedrali, sì al lavoro buono, no alla logistica del camion vuoto, sì all’informatica del camion pieno!

Queste nostre proposte verranno portate in discussione sia in Regione Emilia Romagna che nel Comune di Reggio Emilia.

Giovanni Favia 

consigliere regionale Movimento 5 Stelle-beppegrillo.it

Matteo Olivieri

consigliere comunale Reggio 5 Stelle-beppegrillo.it

 

Amianto assassino. Reggio seconda in regione.

Scritto il 7 ottobre 2011 da

Amianto!! Amianto! Quando abbiamo proposto di far bonificare l’amianto presente sugli edifici pubblici aperti al pubblico, sostituendo, ove possibile, il minerale killer con pannelli fotovoltaici a costi ridicoli per il comune, sono arrivate solo “parole”. Palestre, ospedali, asili, (almeno quelli!!) sono pieni di Amianto. Reggio Emilia è al secondo posto in regione con 99 siti da bonificare, in vetta c’è Modena con 107 immobili.

Se si facesse questo benedettissimo “censimento”, come proposto dai consiglieri 5 stelle sia in regione che in comune, vedremmo salire vertiginosamente i numeri degli edifici pubblici contaminati.

E pensare che esistono moltissimi incentivi. E pensare che la bonifica è prevista per legge entro il 2012 (salvo proroghe e ri-proroghe). E pensare che l’amianto uccide. E pensare che basterebbe non pensare.

Attendiamo con molta ansia un cenno dagli amministratori. Intanto, trattenete il respiro.

Via Bergonzi, le foto. Venerdì 7 Commissione Consiliare, la parola ai cittadini

Scritto il 6 ottobre 2011 da

Non si è chiusa con l’incontro pubblico di giovedì scorso la “battaglia” di via Bergonzi, le minime modifiche proposte dall’assessore Ferrari non soddisfano nè i residenti nè Reggio 5 Stelle, e il parco rimane sempre a rischio di stravolgimento, se andranno in porto i progetti del Comune. Ora sono ripartite anche le ruspe, che stano minando alle radici (in senso letterale) gli alberi del parco. Trovate in questo post le foto inviateci dai cittadini.

Reggio 5 Stelle ha presentato un ODG d’urgenza nell’ultimo consiglio Comunale con cui si invitava il sindaco a prender atto dell’insoddisfazione dei residenti sia per le modifiche, più di forma che di sostanza, sia per la scarsa considerazione che le loro proposte hanno ottenuto.

Non si può uccidere un parco nato col quartiere e cresciuto coi suoi abitanti tagliandolo in due con una pista ciclabile, solo perché li costerebbe meno. Spostare di pochi metri a est il tracciato, come proposto da Ferrari, se evita la distruzione dell’area giochi e del campetto di calcio, è solo una finta modifica: il parco verrà comunque tagliato a metà creando anche situazioni di pericolo per ciclisti e frequentatori, soprattutto bambini e animali che si troveranno le biciclette sfrecciare proprio in mezzo.

E questo solo per non allungare di qualche metro la ciclabile facendola passare altrove, ad ovest del parco o, meglio ancora, utilizzando la stradina già esistente nel parco appena oltre via Barchi o realizzandola su via Barchi stessa, in modo che si connetta al resto del tracciato nello stesso punto previsto dal Comune. Lo stesso dicasi per i parcheggi: già oggi quelli esistenti sono inutilizzati e non si capisce l’utilità di farne altri.

Queste sono le controproposte dei cittadini che abbiamo chiesto di riconsiderare finche si è in tempo.

Il consiglio Comunale ha rifiutato di discutere l’ODG, ma su sollecitazione del consigliere Vecchi è stata convocata una Commissione per questo venerdi 7 ottobre presso il Municipio, alle ore 18.30, sala dei Gruppi Consiliari quinto piano, dove il progetto verrà riesaminato e  al quale potranno assistere anche i cittadini.

In particoalre, come da accordi verbali col presidente della Commissione consigliere Scarpino, chiederemo che un rappresentante dei cittadini possa prendere la parola per esporre le ragioni della protesta e le controproposte. La parola ai cittadini!

La profezia si è avverata, l’oracolo di Delmi aveva ragione

Scritto il 3 ottobre 2011 da

Perchè le azioni Delmi-Edison non sono state vendute nel 2009? La profezia si è avverata. Rimanere dentro l’affare Delmi per il controllo di Edison si è rivelato un pessimo affare, con una perdita enorme di valore in Borsa dovuta al calo delle azioni Edison, e con problemi seri per concludere ora la partita, vista che IREN non siede al momento al tavolo con EDF. Lo dicevamo e denunciavamo un anno e mezzo fa: bisognava vendere subito in cambio di centrali idroelettriche.

Siamo quasi a fine 2011 e si favoleggia di trattative dirette con EDF, di sedersi al tavolo da cui IREN è stata esclusa, ma la storia dice ben altro: la partecipazione di ENIA poi IREN in Delmi, scatola societaria che serve al controllo di EDISON, ha perso mostruosamente valore in Borsa per calo delle azioni EDISON, e doveva essere venduta già nella primavera del 2009. Ma il nuovo management di ENIA, Viero in prima fila, optò per altre soluzioni, cioè tirare avanti. Fu un errore, in quanto già allora la fuoriuscita da Delmi avrebbe portato in cassa ad ENIA le preziosissime centrali idroelettriche alpine, veri gioielli nazionali, che avrebbero reso la società allora emiliana un colosso dell’energia pulita.
Poi venne la fusione con IREN, e già la torta andava spartita con torinesi e genovesi, legati a doppio filo tramite una delle bande del PD che ha voluto la fusione, e naturalmente con gli altri soci di Delmi, cioè i lombardi di A2A. Questi ultimi sono ed erano indebitati fino al collo, ed alle condizioni del 2009 ENIA aveva un vantaggio strategico per avere la contropartita giusta e più valida dal punto di vista industriale.
Questo denunciavamo già il 16 febbraio 2010, e le conseguenze nefaste di aver tirato avanti la carretta si intravedevano già un anno fa, il 9 settembre 2010.

La perdita netta e colossale di valore che potrebbe scatutire dall’affaire Delmi saranno responsabilità diretta del Sindaco Graziano Delrio e del manager Viero da lui voluto tramite nomina politica. Quanto alle favole di un’azienda italiana vocata alle rinnovabili, a cui starebbe lavorando Tremonti, se il fiuto non ci inganna è un’altra scatola per dare poltrone. Poteva essere ENIA quella grande società vocata alle rinnovabili.

Retrofront Gavassa: costruire su terreno agricolo era una buffonata. Figura pessima del Sindaco e di Ferrari

Scritto il 1 ottobre 2011 da

A distanza di un anno abbiamo avuto ragione in pieno: le aree industriali di Gavassa sono fatte apposta per prevedere TMB ed altri impianti votati al riciclo. Figura pessima del sindaco che presentò un mostro abbellito da alberelli e costosi progetti architettonici, e venne contestato dalla popolazione di Gavassa. Rimane agli atti il delirio di un mega parco in mezzo alla campagna, che per fortuna ora sparisce.Dopo un anno appaiono ridicole le dichiarazioni di Ferrari,è’ tutto agli atti in comunicati del Comune stesso.Ottime prospettive per l’impianto di compostaggio che vogliono realizzare a Castelnovo di Sotto, sempre mangiando un’immensa area agricola.

A distanza di un anno cadono le foglie di fico sulle aree destinate all’impianto di Trattamento Meccanico Biologico di Gavassa. Collocato in un’area a agricola, a forte discapito della locale agricoltura ancora svolta da giovani, era stato presentato dal Sindaco come una specie di mega parco in mezza alla campagna, a sud dell’autostrada. Ci ricordiamo ancora tutti le forti contestazioni che Gavassa riservò al primo cittadino: in una città in cui si monetizza il verde pubblico nei quartieri e si eliminano parchi in città, Delrio realizzava alberelli e camminate laddove oggi si fa foraggio per le vacche.
Questo a fronte di evidenze macroscopiche su ciò che sta a nord dell’autostrada, cioè la futura Area Ecologicamente attrezzata di Prato Gavassa, un’area industriale fortemente vocata a questi insediamenti. Lo dicevamo un anno fa.
La furia dei cittadini di Gavassa trovava infatti una clamorosa conferma in quanto previsto dalla Legge Regionale 20/2000, la legge urbanistica che ha introdotto le Aree Produttive Ecologicamente  attrezzate. Sono aree industriali, anche esistenti ma soprattutto nuove, come quella di Gavassa,  che devono avere alti standard ambientali: energia, acque, ed anche rifiuti. La legge prevede che  la progettazione di queste aree tenga conto della massima dotazione ecologica, il TMB e il Centro  Riciclo modello Vedelago, da noi proposto, sarebbero stati perfettamente inseriti nella nuova area di  Gavassa.
Eppure, quando chiedevamo che nel nuovo Polo venisse realizzato anche un Centro Riciclo Modello Vedelago, l’Assessore Ferrari insisteva con le “ambientazioni” alle “aree verdi attrezzate” ai “servizi”, ammetteva che solo un terzo delle aree previste era destinata all’impianto, il resto a un parco campagna che cancellava la campagna!
Ecco perché Ferrari ha scelto una tribuna diversa dal Consiglio Comunale per dare il suo annuncio: in Sala del Tricolore si coprirebbe di ridicolo.
Ora si aprono ottime prospettive anche per il mega impianto che produrrebbe ammendante previsto a Castelnovo di Sotto, che mangerebbe un’enorme quantità di terreno agricolo oggi destinato alla filiera del Parmigiano Reggiano. Esistono ottime collocazioni in aree industriali e vicine ad altri impianti di smaltimento rifiuti, e quelle devono essere sfruttate.