47.000 posti di lavoro per fermare le frane. Ma i partiti hanno le mani legate.

Basterebbe rinunciare alle TAV per aprire migliaia di piccoli, medi e grandi cantieri da nord a sud del paese e creare 47.000 posti di lavoro. L’ANBI (Ass. nazionale bonifiche) ha presentato un piano per la riduzione del rischio idrogeologico. Oltre 2.900 progetti, molti dei quali hanno già espletato i necessari iter burocratici perché urgentissimi. Intanto il paese frana, in tutti i sensi.

IREN: il rischio Torino esiste eccome

Dopo due anni il Consiglio comunale di Reggio Emilia riconosce che nell’azionariato IREN esiste un rischio Torino, legato ai guai finanziari della Mole e al debito verso la stessa IREN. L’acquisto forzato delle azioni IREN detenute dal Comune di Vetto da parte di Reggio dimostra che lo scenario “crack più vendita” esiste eccome, e va studiato

Si amplia il mercato contadino del sabato in Piazza Fontanesi con 16 nuovi posti per agricoltori

La risposta alla nostra interrogazione, che segnalava la richiesta di nuovi posti al mercatino km zero di Piazza Fontanesi, ha avuto risposta positiva, e sono stati aggiunti 16 nuovi posti per agricoltori locali nella fascia centrale. Anche l’Amministrazione rileva che non esiste alcun problema di sicurezza e lancia un segnale al Governo dei tecnobanchieri, che vuole eliminare i mercati, vero e proprio patrimonio nazionale, dai centri storici.

Su Viero e Villani esistono due mandati politici votati anche dal PD per mandarli a casa

Il Consiglio Comunale di Reggio si è già espresso due volte, dando strumenti chiari ed inequivocabili per rimuovere Viero da DG di IREN, e altrettanto espliciti per definire la posizione di Villani, ormai imbarazzante. Entrambi gli impegni sono stati votati dal PD di Reggio Emilia: sentiremo una vocina levarsi anche dal PD di Parma, o il richiamo della foresta sarà troppo forte?

Soldi ad una Fondazione che ancora non esiste

La travagliata storia dei prestiti agevolati e del microcredito, dopo due fallimenti, approda ad una redistribuzione, in cui 30 mila euro vanno ad una “costituenda” Fondazione dai nobili intenti ma mai presentata al Consiglio Comunale, di cui la Giunta considera l’adesione scontata. Il Comune non riesce a fare il suo mestiere, è motivo sufficiente per aderire ad una nuova Fondazione?

O il sistema coop si rinnova, o sarà la catastrofe sociale

Le profonde crisi aziendali che stanno colpendo le grandi cooperative, specie quelle del cemento, sono una bomba i cui riflessi sociali possono essere catastrofici. Il guado in cui è rimasto impelagato il sistema cooperativo richiede subito scelte coraggiose, verso nuovi settori meno legati agli appalti pubblici, alla residenza e ai centri commerciali, più orientati a scelte innovative nel settore del risparmio energetico, idrico e della sicurezza.